Cultura e Spettacoli

Minima moralia (Meditazioni sulla Vita Offesa. T. Adorno) (143)

Ogni lusso bisogna pagarselo. Tutto è lusso, a cominciare dall’essere al mondo”(Cesare Pavese). Non per tutti. Penso a Coloro che nascono nel “terzo mondo”, luogo di miseria e di fame, che esiste, anche, nell’opulenza dell’occidente. Penso a Coloro che nascono con irreparabili  disabilità invalidanti o dimidiati nell ”esserci” da malattie rare, etc.,etc., etc. A volte, gli intellettuali canonizzati, si prendono il “lusso” di  proclamare, impunemente, clamorose cazzate. IO, ad esempio, non avrei voluto nascere, avrei rifiutato il ”lusso” di nascere nel 1938, anno, in cui l’innominabile predappiano con la complicità di un re ignobile per viltà e per assoluta mancanza di Eticità Politica,, promulgò le ”leggi razziali”. Inoltre, pavese di quali malanni irreparabili soffriva, di quale insanabile “male di vivere, per privarsi del ”lusso”, da buon piccolo borghese, di ”essere al mondo”?

 

Quando si hanno molte cose, di cui vergognarsi, secondo la morale comune, magari, si hanno molte cose  da Raccontare, fino alla redenzione attraverso la Parola.

 

A volte, ma solo a volte, i governi autoritari servono, per costringere a rinsavire i  minus habentes”. Come il ”covid”, la “tatuaggite” s’è diffusa, continua a diffondersi, a macchia, d’olio per il Pianeta” Terra”. Per fortuna, ha colpito, continua a colpire i fragili di mente, a cominciare dai pedatori mercenari del  “calcio” mondiale, dagli sportivi, si fa per dire, in genere, che siano praticanti di uno sport qualsiasi, o spettatori, per, poi, finire sui corpi di donnette e ometti, appartenenti a tutte le classi sociali, acculturati e non. Un’autovandalizzazione dei corpi, tra l’altro, costosissima, sì da temere che, in molti, gli adoratori del tatuaggio, in passato, lo stigma preferito dai peggiori criminali e galeotti, si vendano un occhio (come un personaggio interpretato da Sordi, per saldare debiti contratti), per ricevere, perfino, sui genitali i preziosi crismi della follia, quella patologica, per intenderci. Il governo cinese ha intimato ai calciatori cinesi di liberarsi dei tatuaggi, in quanto segnali di volgarità, pena l’esclusione dalle nazionali cinesi. Per sfortuna dell’italietta, “palazzo chigi” o il ”quirinale” non avranno, mai, un cinese a solcarne i pavimenti, che Amerà Interessarsi, non Diciamo, della Sanità e della Bellezza Spirituale,  Culturale, Politica (che sarebbe pretendere troppo dai governi normali, di cui l’italietta s’è, ognora, dotata), sebbene della Sanità, della Bellezza dei Corpi dei suoi sudditi.

 

L’Anima non è una cosa, una sostanza, un contenitore di “persone” (maschere) Amate, odiate, che ci hanno, a loro volta, Amato o  odiato, di passioni, benedette dal senso comune o da esso non tollerate, ché indicibili,  e in Essa rimosse. L’Anima non contiene la Nostra Vita, ma E’ il DipanarSi di Essa nella Storia del Tutto, in quanto di Esso Siamo Ineliminabile Parte, dall’Atto, dal Momento del Nostro Concepimento fino all’Istante, in cui ci Accingeremo a Varcare le “colonne d’ercole”, che separano il Nostro “Esserci al Mondo” dal Nulla, nel quale non Saremo più Storia e, quindi, Anima.

 

“Nuj appartnimm a morte”, Poetava il Divino Totò. Avrebbe Protestato nei medesimi termini David Sassoli, se Gli fosse stato possibile, nell’ascoltare la canea degli adoratori ” post mortem”, che hanno scaricato sul Suo Nome fiumi di elogi idioti (…la sua visione della politica- ci ha insegnato- una persona perbene – un uomo mite, ma fermo nei suoi principi e idee- etc.,etc., etc.), inutili, che non aggiungono niente alla sua avventura nel mondo, importante o grigia che sia stata. Quanto sarebbe stato più, eticamente, probante, se  i dispensatori di apologie, sempre in agguato nei pressi delle imprese di pompe funebri, avessero prosciugato la loro lingua e al mondo avessero nunciato, semplicemente: “E’ morto David Sassoli”. Se c’E stato, se c’E’ l’Uomo, il Nome Ne E’ la Garanzia, Vivo o Morto. Nel fuoco pirotecnico, elevato al cielo dagli ominicchi, s’è inserito l’ex bibitaro del san paolo in napoli, che la democrazia (Ahimè, o democrazia di quanti impostori ti servi, per mascherare una mancanza. Infatti, ostenti nel tuo nomarti un ” demo”, un popolo, che non essendoci, non può esercitare il potere o un potere. A meno che nella tua storica insolenza tu non voglia ammettere che sei il governo di un fantasma!) e un comico hanno elevato ai fasti o nefasti del “ministero degli esteri italiettino”. Bene, costui, lo studentello fuori corso, che all’estero MI Rappresenta e con ME sessanta milioni di italiani, facendo intervenire o pretendendo che intervenissero le telecamere della “rai”, con l’austerità ridicola di un redivivo masaniello così s’è diffuso: “Ho deciso che la “sala dei trattati”, d’ora in poi, si chiamerà “sala dei trattati-David Sassoli”. Quando si dice, quando si auspica, quando si spera in un ricambio generazionale, eccone i nomi: matteo renzi, matteo salvini, luigi di maio, giorgia meloni, Ecco la crema più appetibile delle nuove generazioni di impolitici, a cui i colpevoli italiettini, gli inconsapevoli italiettini, gli irresponsabili italiettini devono, dovranno fare riferimento per qualche decennio, per esibire al mondo l’infame bordello che, di generazione in generazione, è diventata, l’italietta, da ”donna di province”, per Citare Dante.

 

Le scuole, o meglio, gli istituti scolastici aperti e le Lezioni delle Discipline Curricolari silenti, in quanto, a fare data, forse, dal ’68 del secolo scorso, nelle italiche aule (dal Verbo Latino”Alo”, Nutrire) poco o pochissimo, a volte,  niente, si Fa, si Coltiva, si viene Nutriti del Cibo che, a seconda dei Vari Indirizzi di Studio, Fornisce Competenze  e, sull’Ampio Sfondo di Cultura Umanistica, la Coscienza del Cittadino. Il Ministro, si fa per dire, bianchi, ha, mai, visitato una scuoletta italiettina? Se dovesse visitare, ad esempio, un istituto comprensivo troverebbe gli scolaretti impegnati nei cori, Ripetiamo, per la nascita del bambinello, per la morte del bambinello, per la resurrezione del bambinello; se dovesse visitare  una scuoletta della secondaria di secondo grado, non di rado, troverebbe i giovincelli a preparare cartelloni, per protestare contro il ”meteo”, per  avere esso nunciato avvisaglie di pioggia per il giorno dopo, in  cui avevano programmato una partita di calcio tra non studentelli magri e non studentelli obesi. Sì che per una scuoletta così, di cui niente sanno, come le tre scimmie dell’adagio, draghi e compagni di draghi avrebbero in animo di contribuire con il loro non sapere, con il loro non essere informati al deambulare per l’aere italico del prolifico” omicron”? Pertanto, chiudiamole tutte codeste inutili sedi dell’analfabetismo italico, secondo l’”INVALSI”.

 

Mattarella ha concesso a renzo arbore la massima onorificenza di “Cavaliere di Gran Croce della Repubblica”. Le motivazioni? Per avere lo showman foggiano, napoletano di adozione, fatto conoscere al mondo la musica italiana (che, poi, sarebbe la canzonetta napoletana, sia pure di grandi autori) e di essere il “testimonial” di una “onlus”. Col massimo rispetto, che si deve al Capo dello Stato Italiano, all’On. Sergio Mattarella Vorrei Chiedere: “Sfrondata la figura di arbore della enorme simpatia, che essa esprime, comunica, delle simpatiche trasmissioni in radio e in televisione, di cui egli è stato autore e interprete, non Le Pare, Gentile Presidente, che siamo, comunque, ai livelli del divertimento intelligente, in cui possono essere immerse le “bocche buone”, in cerca di qualcosa di rilassante, di quietante, dopo, magari, una intensa, impegnativa giornata di lavoro? Ella converrà che con arbore, in ogni caso, non siamo al Massimo della Creatività Scientifica, Letteraria, Artistica, Musicale, alle quali Si Giunge dopo una Vita di “Studi Matti e Disperatissimi”, ”Provando e Riprovando”. Senza indulgere ai gusti e alle aspettative della plebaglia, anzi, scuotendola o tentando di scuoterla dal torpore  della mente, dalla povertà valoriale, estetica, in cui la cultura medio – bassa, di cui i prodotti arboriani non sono esenti, l’hanno inabissata e la inabissano in continuazione, i Cultori della Perfezione che, mai, Si Attinge, non hanno altra Nobile Finalità, se non quella  di Spingere le masse ad Alzare gli occhi al ”Sublime”, al Provvisorie Verità Scientifiche, Liberandole delle secolari catene dell’inconsapevolezza di ” non sapere” Cosa Sia il “Sublime”, La Bellezza, la Verità Scientifica, la Razionalità. Che, Soli, Stimmano la Differenza tra l’Uomo e Tutte le Altre Sfortunate Specie di “Esseri Viventi”. Esercitare il mestiere di esaltatori di tutto ciò che è “medio”, dando, elargendo a coloro che di esso si occupano, esagerati, sproporzionati riconoscimenti rispetto alla effettiva loro possibilità, capacità di elevare  lo spessore culturale, si fa per Dire, dei “minus habentes”, significa porre delle mete, dei traguardi pseudoculturali, pseudoscientifici, pseudoartistici, troppo facili da raggiungere, mentre  Virgilio, la Guida di Dante, Consiglia il Poeta Divino di ”tenere altro viaggio”, per Conquistare la Vetta del Monte, dov’E’ il Sole, il Simbolo della Verità, mai, Conquistabile, di Tutto, su Tutto. Meglio il silenzio, dunque, Gentile Presidente, che i grugniti dei sacerdoti di tutto ciò che è “medio basso”, che dà agli ignari l’illusione pericolosa di essere stati, di essere trasportati in” più spirabil aere”, nella falsa convinzione che il massimo sia de andrè, guccini, de gregori o altri, di cui   le onde radio, il tubo catodico, i “social” si fanno mentori nell’attirare nei loro riguardi il consenso delle squallide moltitudini, mentre, al di là di costoro, c’E’ Mozart, Beethoven, Bach, Chopin, Brahms e  Pochi Altri. Sig. Presidente Mattarella, prima che, definitivamente, scada il suo mandato, se non, ancora, lo ha fatto, Offra la Massima Onorificenza Repubblicana al Maestro Riccardo Muti, al Nobel Giorgio Parisi, al Prof. Franco Locatelli, che non ha, mai, voluto avere Figli Suoi, per Concentrare il Suo Amore, la Sua Passione, le Sue Altissime Competenze di Pediatra, di Oncologo Ematico nel Salvare Tutti i Bambini che Gli Chiedono di potere Diventare Grandi, come Lui.

Pietro Aretino

 

 


Pubblicato il 1 Marzo 2022

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