La resurrezione dello scugnizzo
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In dirittura d’arrivo il “Parco per tutti” a Torre a Mare
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Minima moralia (Meditazioni sulla Vita Offesa. T. Adorno) (37)

Sabato scorso, 19 gennaio 2020, una Ragazza, di Genitori Cinesi, ma Nata nell’italietta, Studentessa di Architettura nell’università di venezia, Sale sul treno a mestre, per Raggiungere i Genitori a padova e trascorrere con Loro il fine settimana. Ma su quel treno sale un branco di bulli, minorenni, che incominciano a insultarla:  ”Dai, facci sentire come pronunci la ’r’” ed altre stronze amenità fino alla stazione di padova, dove, per mettere la ciliegina sulla torta del loro infame razzismo, gli infami in erba la coprono di sputi,favoriti, non Immagino, Sono certo, dall’indifferenza dei non pochi infami presenti all’infame scena. Qualche giorno fa nel borgo”sant’antonio abate”, cioè, manco a dirlo, napoli, napoli, cinque poliziotti in fuga, costretti a retrocedere, ché bersagliati da petardi da parte di una “baby gang”; tanto, ovviamente, nell’indifferenza assoluta degli adulti, presenti al non edificante, per l’immagine della polizia di stato, darsi a gambe di agenti in divisa di ordinanza. Un anno fa in manduria, provincia di taranto, una canea di minorenni, per smaltire la noia, erano adusi operare scorribande, serali e seriali, in casa di un inerme Pensionato invalido, accompagnate da percosse e da altre tragiche, si fa per dire, inezie, tanto, dolorosamente, umilianti, da farlo morire. Si Chiamava Cosimo Antonio Stano, Voglio RicordarNe il Nome e il Cognome ai vili che, presi e affossati nell’ignominia dal “così fan tutti i cristiani che tengono famiglia”, dal  “non sono fatti miei dei senza palle”, sapevano delle angherie quotidiane perpetrate da  delinquenti in erba su un Uomo, impossibilitato a Reagire ad esse, giammai, intervennero in suo favore e Ne hanno Fatto un Martire, un Predestinato all’olocausto da  cuccioli di iene, nei quali le famiglie e la scuola non si curarono di infondere l’Eticità della Ragione. Per Citare Ennio Flaiano, la Forza, il Rigore, il Tormento della Pazienza della “Paideia” Si Deve Applicare, soprattutto, quando nell’animo del prossimo, specie se infante o adolescente, si ritiene o si presume che ci sia il buio e ”cercare in esso qualcosa che non c’è, sino a trovarlo”. Questo lavorio, siccome la “gutta, quae saepe cadendo, cavat lapidem”, dalla famiglia e dalla scuola, generalmente, non viene messo in atto. Oggi! Per agganciare una decina di giorni di occupazione del loro istituto con le canoniche vacanze natalizie i non studenti del liceo scientifico “scacchi” in bari hanno utilizzato l’usbergo, oggi di moda, dei cambiamenti climatici, delle gravi preoccupazioni per il loro futuro, che ha loro permesso e, ancora, permette, dall’inizio dell’anno scolastico 2019 – 2020, ai non studenti italiettini di marinare la scuola, tassativamente, ogni venerdì da agganciare al sabato (giorno della settimana nell’italietta, ormai, impostato dai non studenti e da gran parte del mondo del lavoro pubblico e privato a mo’ di sabato fascista) e alla domenica (giorno del riposo del signore). Prima di concludere la narrazione (oggi, anche, gli operatori ecologici, dopo le loro otto ore, da contratto “erga omnes”,si producono nella narrazione al loro capetto delle problematiche irrisolte o risolte relative alla pulizia delle strade. Anche il decorso di un’infezione intestinale, cioè, della volgare diarrea, è oggetto di narrazione), non posso EsimerMI dal constatare ciò che altre volte ho constatato. Nella mia lunga esistenza non ho mai Percepito nell’avvicendarsi delle generazioni l’ ignobile ipocrisia che fluisce dagli atteggiamenti, dai comportamenti dei giovani di oggi. Giovani, dal Latino: “qui iuvabant rem publicam”. Come giovavano alla repubblica? I romani facevano spaziare la giovinezza in un arco disteso tra i diciotto e i quarantacinque anni e consideravano capaci di giovare alla repubblica coloro che, rientrando in codesto arco di età, fossero in grado di produrre carne pronta a uccidere o a farsi uccidere, inquadrata nelle legioni lanciate alla conquista dell’impero.  Poiché, quindi, le repubbliche non camminano con le loro gambe, sebbene con le gambe di chi in esse detiene il potere, ne viene di conseguenza che, quando i giovani si muovono o si sono, in passato, mossi ,fanno o hanno, sempre, fatto gli interessi di chi può ciò che vuole. E, se i giovani rimangono ignoranti, se rifiutano quel poco di cultura che il potere dà loro in pasto, la loro ignoranza non può non essere beneaugurante per il rafforzamento impolitico di chi “manet optime” nelle nenniane “stanze dei bottoni”. Il fatto che, dal ’68 del secolo scorso in poi, nessun governo si sia presa la briga di provvedere a dirimere l’ingovernabilità del mondo scolastico; a impedire gli ammutinamenti frequenti dei non studenti dalle lezioni curricolari, le rituali occupazioni degli istituti in certi periodi degli anni scolastici, la dice lunga sul disegno dei nostri governanti: non potendo essi, non essendo politicamente corretto, più precludere ai rampolli delle classi popolari  l’ingresso negli istituti scolastici, l’impadronirsi, non del ”renziano Latinorum”, da essi non appetito, “sed” della carta straccia di un diploma, inservibile, perfino, per la pulizia degli sfinteri, essi hanno, ognora, smagato che l’elargizione ”a gratis” di essa valesse, valga bene l’ignoranza dei molti. Sì da mantenerli in uno stato di minorità culturale e, quindi, come i loro stupidi parenti, senza voce politica; impossibilitati, pertanto, a prendere l’ascensore sociale, affinché i piani alti della scala sociale  continuassero, continuino  ad essere riservati ai soliti figli (preparati o non, il loro “status sociale”, come Diceva Brecht, era ed è il loro “alloro”) degli, altrettanto, soliti noti. ”Sic stantibus rebus”, ad onta delle foglie di lauro in testa, oggi, come in passato, i giovani meridionali, specialmente, o scelgono la divisa, non di rado, da combattimento, o si riducono a fare gli operatori ecologici, in onore della sicurezza offerta dal “posto fisso” o emigrano per le zolle del mondo. Per Riprendere il mio Discorso sull’ipocrisia dei giovani di oggi, l’unico loro “studio”, si fa per Dire, è la costante ricerca di trovare un punto d’appoggio, utile, valido, esclusivamente, da settembre  a giugno (non in estate, stagione da utilizzare ,per abbronzare le chiappe chiare), nei giorni feriali di essi , dalle ore otto alle tredici  di essi, per giustificare la loro scarsa volontà di Studiare, con, quasi, diuturne astensioni dalle lezioni scolastiche. Insomma, le tragedie universali, causate dagli uomini, servono ai nostri studenti a perpetrare la medesima umanità che le hanno causate, non a essere Uomini, finalmente, Diversi nell’Operare in Essi una Discontinuità di Visione del Mondo, che Li Spinga a Immaginare, a Sognare Ciò che nelle umane relazioni non c’E’ e non c ’E mai Stato, almeno dalla rivoluzione agricola sino ai nostri giorni. Sino a quando Sono Stato in Cattedra, non MI Sono mai Stancato di Ricordare ai miei scolari che l’astensione (lo sciopero) dalle quotidiane attività, però inserite nella produzione capitalistica, è stata una Conquista Storica dei Lavoratori di tutto il mondo, per LiberarSi dalle secolari catene. Con lo sciopero la produzione si ferma, non c’è il “bancomat“ del “plusvalore”, a cui il capitalista attinge ,per arricchirsi, e deve, quindi, scendere a patti con i suoi dipendenti (operai o impiegati). Mentre l’astensione dalle Lezioni dei non studenti non produce alcun intralcio alla produzione di analfabeti, di ignoranti, di mezze scartoffie, tanto che le contestazioni al potere, dal ’68 del secolo scorso, non hanno prodotto alcun miglioramento nella scuola italiettina: edifici fatiscenti, insegnanti sempre più demotivati, risorse alla scuola e all’università sempre più risicate. Sino a quando Sono Stato in Cattedra, tutte le volte che Annusavo temperie di ammutinamenti da parte dei miei scolari, per far emergere le reali motivazioni che li persuadevano  ad essere i mozzi irresponsabili nella navigazione verso il loro problematico futuro, taravo la sincerità o l’ipocrisia dei loro intendimenti, Offrendo loro il mio Patrocinio alle loro lotte (???), se essi le avessero sviluppate non nei giorni di scuola, non nelle ore di scuola. Ma invano! Dal ’68 in poi, ai parti delle classi popolari si sono  aperte, Ripeto, le porte degli istituti scolastici, ma essi sono stati talmente improvvidi, da rifiutare Gran Parte del “Cibum” Intellettuale, Culturale, che non fa l’uomo ”lupus homini”,  illudendosi che il semplice valore legale della “carta straccia”, del ”pezzo di carta” li avrebbe, “in automatico” (altro stilema della massificazione linguistica), catapultati negli spazi mefitici, arroganti di coloro che contano. Qualcuno potrebbe obiettarmi che un ex bibitaro, universitario fuori corso, s’è allocato alla ”farnesina”, da ministro degli esteri e che un nullafacente, per sua stessa ammissione, è stato, recentemente, ministro degli interni, e, grazie alla stronzaggine di un popolo, politicamente e non solo, politicamente, analfabeta, sta preparandosi ad entrare, trionfalmente, a “palazzo chigi” con pieni poteri. Caro qualcuno, anche, il maestrucolo benito fu “duce” degli italiettini, ma per delega dei “poteri forti” nello sciagurato ventennio: la corte monarchica, il vaticano, i padroni delle ferriere, gli agrari e i latifondisti. Caro qualcuno, anche l’imbianchino hitler fu, dagli anni trenta ai quaranta e oltre, “fuher” dei tedeschini, ma per delega dei potenti alfieri (si fa per dire) dell’industria pesante e dell’alta finanza tedeschi di lontane origini semitiche, per debellare l’insicurezza politica, economica, che la debole Repubblica di Weimar, continuamente, sconvolta e destabilizzata dalle giuste Istanze Operaie, adduceva ai loro ingiusti affari. Mussolini, hitler, di maio, salvini, sono i soliti sbuffi di fumo, che le congreghe al potere, come le pentole a vapore, gettano in faccia alle masse, per far loro intendere che, anche, qualche tapino, da loro allevato, può ad esse aggregarsi. Ma, finite le carnevalate, i tapini, alla stregua di tutti i masanielli, non possono non percorrere la strada dei cipressi, reale o metaforica.. Per Ritornare, dopo la lunga, necessaria Digressione, che non poteva non Essere Storica, agli sfracelli, che i non studenti hanno lasciato, terminata, con l’inizio delle festività natalizie, la loro occupazione dei muri e delle stanze del liceo ”scacchi”, ecco  l’elenco, che il preside del liceo ha comunicato alla stampa e alle autorità competenti: ”Registri deturpati e scarabocchiati, suppellettili accatastate, scritte sui muri e banchi, pipì nei cestini, microfoni rotti, cavi staccati, palloni rubati, resti di bivacchi e canne collettive in vari ambienti, compresa la presidenza”. A questo punto, MI Astengo, come MI ha Insegnato il Filosofo Wittengenstein, dalla Parola, che Si Rifiuta di DarSi per Scontata.

Pietro Aretino, già detto Avena Gaetano

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