“Romizi è l’uomo in più, vi assicuro che non saremo la vittima sacrificale”
12 Febbraio 2020
Argante tra due fuochi
12 Febbraio 2020

Minima moralia (Meditazioni sulla Vita Offesa. T. Adorno) (39)

Con quale coraggio, senza pudore, all’interno del teatro “Ariston” in san remo s’è potuto parlare di “Musica”? Il festival della ”non canzone” italiettina, mai, come quest’anno, s’è rivelato la cartina di tornasole della scadente cultura musicale e, anche, letteraria (ché le canzoni hanno un testo, sono fatte di parole,  oltre che di note musicali), che circola “nelle vene e nei polsi” degli italiettini, più letale della cicuta, con la quale fu eseguita la condanna a morte di Socrate. Sì, perché somministrare il brutto alla plebaglia, a  una massa di 10 milioni di analfabeti totali, significa renderle cattive, intolleranti, prive di un minimo di Eticità, irriflessive, affidarle ai pregiudizi. Perché accada quanto stiamo Denunciando, il potere, che non sta nelle mani dei poveretti deambulanti nei palazzi istituzionali, a livello comunale, regionale, nazionale  (quelli, inconsapevolmente, operano a nome di…),”sed” nello “spirito dei tempi” aleggia liquido, impalpabile, immateriale, invisibile, misterioso; invece, altrettanto, pesante, possente, come possono essere pesanti, possenti, intriganti gli interessi di poche migliaia di ladroni, di grassatori, disseminati per le zolle del nostro pianeta, padroni della vita e della morte, della mente, soprattutto, di miliardi di” persone” (maschere), rese, psicologicamente, economicamente, politicamente, suddite,  si appropria, perfino, delle cinque giornate pseudomusicali sanremesi, annualmente, preparando, fino all’alba, un disgustoso minestrone di volgari ragliatori, di suoni disarmonici, rompitori di timpani, di testi, pericolosamente, banali, e di musica: ”chi l’ha vista?, chi l’ha sentita?”. Anche dal punto di vista del brutto, di cui la plebaglia, le masse italiettine si nutrono, l’italietta è diventata, per Citare Umberto Eco, la” periferia dell’impero”. Cioè, manco a dirlo, degli “states” e della loro sottocultura, ad esempio, cinematografica (Terminata la seconda guerra mondiale gli “states” invasero l’italietta con film, corruttori delle coscienze, in cui si esaltava l’eroismo dei “buoni” bianchi, della feccia colonizzatrice europea, che avevano combattuto contro i Nativi del nord del continente americano, ai quali avevano sottratto tutte le loro terre, costringendoli a rinserrarsi in apposite riserve, tal animali negli zoo, dopo averNe sterminati a milioni); ad esempio, televisiva (Quando  negli anni ’50 del secolo scorso, la tv di stato italiettina iniziò il suo lavoro di omogeneizzazione degli italiettini, secondo il modello di vita, che tendeva a cancellare qualsiasi peculiarità di essi, in essi, da essi, linguistica: non i Nobili Dialetti, quindi, da cui Era Germinata la Lingua di Dante “et Similium”, ma gerghi, a seconda delle fasce d’età, grugniti, verticalmente, da nord a sud; del loro quotidiano vissuto, imposti dai padroni statunitensi. Quali stili di vita? Ma quelli consumistici, sì che l’esistenza degli italiettini, dalla fine della guerra sino ai nostri giorni, è diventata una corsa al consumo, tra l’altro incentivato, incoraggiato, imposto da una pubblicità assillante, trasmessa da fonti centralizzate: che inseguiva, insegue le sue vittime fin nelle loro alcove; che, per potere vincere la loro resistenza con un solo”spot”, in assoluta economia, aveva bisogno che esse fossero, fortemente, amalgamate nei gusti, nei loro bisogni, nei loro interessi, nei loro sogni); ad esempio, pseudomusicale. Il rapperismo, che ha infestato san remo 2020, ”non quidem totus noster est”, per parafrasare Quintiliano che, orgogliosamente, Rivendicava alla Cultura Romana l’appartenenza della”Satira”(Satura quidem tota nostra est), ma proviene dagli ambienti più avviliti, più degradati delle periferie delle megalopoli statunitensi. Il rapper, che comunica, si fa per dire, oltre che con le parole e con qualche risicata nota musicale, con i gesti, movimenti  sulla scena, con tatuaggi, con “looK” galeotteschi standardizzati, tipici, Ripeto, del genere pseudomusicale, non è il Portatore di una Cultura, di una Visione lungimirante del Mondo, ma è l’attore di una trasgressione o presunta tale (quasi sempre, diventa conformismo della trasgressione, o trasgressione conformistica, secondo gli intendimenti del potere), che, se non E’ Supportata da Contenuti di Nobile, Significativo Spessore Culturale, Ideale, diventa trasgressione, a volte “ad personam”, del Bene, della Bellezza, della Giustizia, della Libertà, della Verità, insomma, negativo, non richiesto fustigatore della Vita degli Altri, delle Relazioni Pacifiche tra i Pochi Uomini sul pianeta. Sì che c’è da chiedersi come si possano, senza pisciarsi addosso, chiamare, appellare “nuove proposte” la robaccia, la spazzatura, insensata, nemmeno, personalmente, originalmente,  elaborata, raccattata nei bidoni dei rifiuti sottoculturali di contesti, socialmente, lacerati, che ridicoli pagliacci hanno strimpellato sul palco dell’Ariston”. Ahimè, la scuoletta italiettina, che, pure, foraggia, insegnantucoli di educazione musicale, CI fa Riandare a Pasolini, il Profeta, del Quale Lancinante Fu il Grido:

“Spegniamo la televisione e chiudiamo la scuola media unificata”. E sì, i nonni di codesti rapper e dei loro adoratori, pur non avendo avuto la fortuna di frequentare un’aula scolastica, di essere, musicalmente educati, avevano Contezza dell’Esistenza di Verdi, Miracolo che in questa sede è complicato Raccontare. Di Verdi, certamente, avranno Parlato, qualche volta, ai loro nepoti, che entrano nella scuola media unificata con in testa le Melodie del Cigno di Busseto e ne escono con i mugugni di anastasio, se non di peggio. Ahi, serva italietta! Dove più lo troviamo un “rompighiaccio”, come Pasolini, il cui Olocausto tu permettesti, ”per spazzare il mare gelato dentro di noi”?

 

Il festival sanremese della “non canzone” italiettina 2020 è stato vinto da tal diodato, ovviamente, con il plauso sperticato del sacerdote della cultura medio – bassa musicale, tal fabio fazio, che non ha perso tempo nell’ospitare il vincitore, di cui è stato una specie di mèntore, nel salotto suo, ma messo in piedi con i miei, con i tuoi euro, o contribuente del bilancio della”rai”, in quanto puntuale nel pagare ad essa l’annuale  balzello o canone, che dir si voglia. In ogni caso, quanta goduria nell’ascoltare il cennnato diodato con quella stucchevole vocina in falsetto, che ricorda quella degli “evirati cantori”, di cui si Occuparono Giuseppe Parini e Ugo Foscolo! Il plurilaurato sanremese nelle innumeri interviste, a cui s’è sottoposto, non ha mancato di avvertire che nella sua canzoncina pluridecorata ha raccontato se stesso, bah,bah, operazione culturale, si fa per dire, in cui, mai, S’inabissò il Grande Giacomo. Sì che forte, ardente, inestinguibile E’ la mia Voglia di Chiedere ai miei 25 Lettori: ”Può, forse, interessare a qualcuno di voi la vita di un granello di sabbia, che presume d’essere un macigno”?

 

Una ineludibile domanda CI Poniamo, senza essere in grado di RisponderCI: Chi, adoratamente, ascolta o compra gli album pseudomusicali di tiziano ferro? Si’, del marito di suo marito! Di tanto siamo a “canoscenza”, in quanto Fiorello l’ha sulla bocca baciato, “coram populo”, sul palco di san remo e il tiziano, gridando, ha temuto che suo marito, ritenendo il bacio una sorta di tradimento, avrebbe potuto chiedere il divorzio. Comunque, bando alla facile ironia sulla ”gag, performance” sanremese di fiorello a cordiali spese di tiziano ferro, NOI Lamentiamo, Denunciamo l’assenza assoluta di Diversità Esistenziale e, di conseguenza, Ideologica, Filosofica e, perché no, politica, in chi, pur, praticando l’omosessualità,  rincorre, quasi a farsi perdonare, la normalità eterosessuale, adottandone gli stilemi linguistici e, Diremmo, giuridici,  ad essa, solo ad essa,  consoni, coerenti con le sue normali scelte, appunto, esistenziali, ideologiche, filosofiche, politiche, quali: il matrimonio,i ruoli del marito, della moglie,  il divorzio, la coppia, il tradimento, la fedeltà, etc.,etc.,etc.  Non è l’alcova l’Aula della borghese o piccolo-borghese normalità o della Diversità; non sono i genitali, che la Diversità Connotano, ma il Lungo, Sofferto Lavorio Intellettuale: che Ispira Dante a InginocchiarSi davanti al Maestro suo, Brunetto Latini, omosessuale, e a RigraziarLo, per averGli Insegnato: “Come l’uom s’eterna; Che a Dante fa Concludere: ”Amor a nullo amato, amar perdona”.  Ciò detto, Proseguiamo nel DomandarCi:  “Come ha fatto tiziano ferro a diventare un o il “big” della canzone, se la sua ugola, si fa per Dire, è stonata, monocorde, senza colore? Quale, quanta noia le sue reiterate apparizioni  durante le 5 serate sanremesi 2020! Per esse quale, quanto onorario gli avranno elargito in euro pubblici! Non avremmo NOI, secondo la Costituzione, Popolo Sovrano,  Diritto di  Essere Messi a Parte di come viene speso l’ammontare del canone “rai” e chi è, magari, l’immeritevole beneficiario di esso? Immensamente, CI Dispiace che la plebaglia per gli euro dissipati nelle ferdinandiane “feste”,”ludi” non si scandalizza, mentre si pone in diuturne gramaglie, quando venduti pennivendoli a chi auspica il ritorno dell’”uomo solo al comando”, la mettono, inverecondamente, in guardia dal ”Costo della Politica”, Finalizzato al Funzionamento della Democrazia a tutti i Livelli delle Istituzioni Repubblicane. Lo scrivere parole oscene fu ed è una partecipazione necessaria, un atto doveroso di chi paventa che le umane Convenzioni Si Trasformino, Eticamente, grazie all’Avvento della Liberazione delle Menti, ché Ciascuna di Esse Possa, autonomamente, trovare la Strada della Responsabilità, senza la Quale non v’E’ Sostanziale Democrazia nell’Uguaglianza non, esclusivamente, formale di tutti i Cittadini.

 

Un ”post” su “facebook”  dello 09-02-2020 nunzia che achille lauro ha svelato in una intervista il suo passato di spaccio, di rapine a mano armata, di furti di motorini., cioè, ha snocciolato il suo” curriculum vitae atque honorum”, che gli ha permesso di ascendere  al palco di san remo 2020, barattando l’Autenticità Semantica della Trasgressione con i ridicoli  trasformismi di “look” e ,quasi, questuando il perdono da parte dei filistei, allocati dentro e fuori, molto fuori, del teatro ”Ariston”. Si Trasgredisce la normalità dello spaccio, delle rapine ed di altro,abituale, quotidiano nello squallore di certi ambienti sociali, perché, in alternativa, Si Rispettano i Valori Etici ed Estetici, in essi peregrini, ma,anche, nel teatro”Ariston” e affini, dove il brutto, mallevadore del male, si dispensa,a piene mani, approfittando della annuale “kermesse” pseudo canora. Tra l’altro, praticare il”coming out” o confessare in trasmissioni televisive, come ”verissimo”, passati non edificabili, pare sia diventata una moda o un modo per accrescere l’”auditel” del”format” e la venale popolarità dell’ex facitore di marachelle, mettiamola così, cioè, si spacciano e si fanno consumare all’inerme spettatore errori, orrori, dolori esistenziali, come si spacciano e si fanno consumare droghe, alcol, lo sballo del  il chiarore surreale, indotto dagli oppiacei di tendenza.

Pietro Aretino, già detto Avena Gaetano

 

 

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