No ai tamponi a tappeto, c’è l’ipotesi di test a campione su sanitari e cittadini
24 Marzo 2020
Chissà se il Principe arrivò a Santiago
25 Marzo 2020

Minima moralia (Meditazioni sulla Vita Offesa. T. Adorno) (45)

In puglia e in sicilia processioni per invocare da madonne e da santi medici la protezione e/o la guarigione dal terribile morbo, il ”coronavirus”, che si è diffuso per tutto il pianeta “Terra”. L’ uomo, s’è inventato entità o esseri trascendenti, affidando, delegando ad essi l’incarico di mettere una pezza, come volgarmente si dice, per coprirli o dirimerli, sugli strappi, i danni, forse irreversibili, che la sua avarizia ha determinato, causato al millenario, raffinato equilibrio tra tutto ciò che esiste, vive nel nostro mondo, compreso se stesso e i suoi miliardi di compari. Strappi e danni che, se non ci sarà un’Etica, Razionale Svolta Epocale nei rapporti tra gli uomini e di essi con la Natura, la salute, se non la sopravvivenza, di essi e del medesimo pianeta “Terra” sarà messa a pericolosa, irrevocabile, dura prova. Ovviamente, l’uomo, in mala fede, s’è illuso che la ipostatizzazione di se stesso nella metafisica, cioè in un mondo al di là, oltre il mondo fisico, potesse esimerlo, deresponsabilizzarlo da tutti i crimini efferati, che ha commesso contro se stesso, contro il suo prossimo, contro la Natura, soprattutto. Sono bastati, infatti, pochi giorni in cui il motore, inquinante la Natura, dei rapporti umani planetari è stato rallentato, se non, addirittura, spento, che i satelliti dall’alto ci hanno mostrato cieli di un azzurro, libero dalla, ormai, irrespirabile cappa di ”smog”; l’acqua della laguna di Venezia pulita, sì che in essa sono ricomparsi i pesci; i delfini saltellanti nei porti;  le lepri scorazzanti nelle/per le città. Insomma, la ”Terra” respira, la Natura alla riscossa! I miracoli, quindi, li può fare l’uomo stesso, non i suoi effimeri, impotenti fantasmi che ha situato in alto, col suo “dasein”, cioè, ”esserci” al mondo in modo, assolutamente, diverso da come è stato nei millenni fino ad oggi. Bergoglio, il presunto vicario dell’uomo ipostatizzatosi, reificatosi, personificatosi, come figlio di dio, in cielo, in virtù dei suoi canonici poteri assoluti, di stigma, storicamente, mondano, non della Carità Evangelica (non MI Pare che ci sia nei Vangeli alcun Passo, in cui il Nazareno Autorizzi uno dei  suoi discepoli a cancellare pene per peccati commessi da qualche fedele), ha concesso l’indulgenza, la remissione di eventuali peccati e delle relative  pene, da scontare nell’inferno e nel purgatorio, nel caso contro di essi gli infettati da ”coronavirus” o i morti da ”coronavirus” avessero, abbiano impattato. Teologicamente, abbiamo indietreggiato (come i funaiuoli, che lavoravano, indietreggiando) al medioevo, bypassando il secolo sedicesimo e il Monaco Tedesco, Teologo, Accademico, Martin Lutero che aveva Accusato le alte gerarchie della chiesa cattolica di simonia, nel fare infame commercio delle indulgenze. La Verità è che, per salvare il pianeta, la nostra casa;  per salvarci, noi uomini, compiendo un autentico miracolo, senza bisogno di scomodare i nostri doppi, che situammo nei cieli, Proclamando, non sia fatta la loro volontà, sebbene la nostra Volontà, dovremmo Rifarci alla medievale vita sobria, dimessa dal punto di vista dei comodi; artigianalmente, manifatturiera, ”tamen”, finalmente, Guidata dalla Ragione, dall’Etica (la Scienza della Condotta), applicabili all’/nell’Uso Responsabile di qualsiasi oggetto, dall’uomo prodotto, e all’uomo, in vario modo, per diversi aspetti, utile, ma, soprattutto, alle /nelle umane relazioni, molto spesso, sotto l’egida della fede, della superstizione, del pregiudizio, di qualsiasi autorità, dell’abitudine, dell’avarizia. ============================================================

Leggo su/da “facebook” di una ragazza che, nell’attraversare il centro storico di bitonto (“en passant”, il borgo del borgone metropolitano barese, la cui amministrazione, qualche anno fa, ne azzardò, senza giustificabilissimo successo, la candidatura a “capitale italiana della cultura”; “en passant”, ”location”, qualche anno fa, dell’assassinio della Signora Anna Rosa Tarantini, vittima Innocente, essendosi trovata, per caso, in mezzo al fuoco incrociato tra due gruppi di balordi, appartenenti a clan mafiosi rivali), è stata avvicinata da tre ragazzi, sui 12-13 anni, che le hanno, il ”coronavirus” imperante, tossito addosso, per, poi, allontanarsi, subitamente, in bicicletta, con la proditoria, presumibile intenzione di esibire in altri quartieri del borgo, ripeto, candidato al ”lauro di capitale italiana della cultura”, la loro stronzaggine da crani “sine cerebro”, purtroppo, per coloro, che con loro dovranno confrontarsi, ”usque ad eorum mortem. Quando siamo messi a parte, quando siamo informati di simili atti di bieco teppismo, commessi, perpetrati da minori, non rivolgiamo le nostre accorate geremiadi nei riguardi delle famiglie di codesti ragazzi, a dir poco, allo sbando, che, se non saranno miracolati sulla ”via di damasco”, come paolo, ahimè, non potranno, da adulti, non essere ospiti degli alberghi di stato. La più parte delle famiglie, oggi, non solo italiettine, sono squallidi contenitori di carni, di ”corper”, non di ”Leib”, cioè, di Corpi Ingentiliti da Originale Cultura, Intesa, come Originale, Creativa Visione del Mondo; Segnati da una Storia, Costruita, Concretizzata nel Perseguimento di Valori per Far Bella la Vita, a livello di Umane Singolarità e di Collettività Umane. Sì che le novelle carni, oggi, non trovando il Lievito, per la loro Crescita Spirituale, all’interno del nido, che le generò fisicamente, avrebbero dovuto, dovrebbero trovarLo nella Scuola Pubblica Italiana, frequentata, soprattutto, da clientela, proveniente  dalle classi popolari (piccola e, raramente, media borghesia).

Scuola che, però, dal ’68 del secolo scorso, dovrebbe scriversi con la iniziale “s” minuscola, essendo stata riciclata, come luogo dove, dalla materna al diploma, gli infanti, gli adolescenti, i giovani vengono ammassati, per essere custoditi, dalle ore 8 alle 13, da dirigenti scolastici, da insegnanti, da personale “ata”, in quanto i loro parenti, spesso, sono  entrambi impegnati nel guadagnare qualche obolo, privato o pubblico, che permetta loro l’acquisto di costosissimi cellulari, da donare ai loro pargoli, in sostituzione di Quel Qualcosa di, umanamente, Dematerializzato, che non E’ nelle loro corde. Scuola, quindi, che non Emoziona, che non Stupisce, che non Scandalizza con la Bellezza, con la Saggezza, con i Dubbi, con le Domande, Insiti nella Parola dei Grandi, nella quale sono bandite le vane certezze. Scuola, quindi, nella quale i parti spermatozoici delle classi popolari trovano imbandito il medesimo cibo standardizzato, massificato, ammassato nei supermercati della comunicazione catodica o ”social”, che nutre l’omuncolo suddito, non Alleva il ”VIR”, il ”Civis”. Scuola, quindi, razzista, in quanto presume una minorità intellettuale nei ragazzi provenienti dalle classi popolari, tanto che è ossessionata nel dare valore legale, esclusivamente, al tempo che passa, sia che i ragazzi lo trascorrano in un edificio scolastico, che all’esterno di esso, più che ai Contenuti Culturali, dai quali, in un certo lasso di Tempo, essi Potrebbero, Dovrebbero Essere Inseminati, sì da essere, meritoriamente, Valutati, in seguito, non dall’avere posato il culo, tra l’altro malvolentieri, per anni su un banco scolastico, ma dall’avere Appreso, come Si Vive, perché Si Vive, Metabolizzando, il Cibo, che Solo Fu, E’ dei Grandi, Apprestato da Uno o Più Maestri. La Scuola, quindi, che ai presunti “minus”, intellettualmente, “habentes” elemosina, promozioni, diplomi, maturità, come a coloro che hanno fame, le damine, i damini della cattolica carità si pregiano di sganciare un tozzo di pane. Stratosferica colpa quella del sinedrio degli insegnanti italiettini di avere dismesso ”Consuetudinem Mentis Magistrorum”, accettando, vilmente, il profilo professionale, si fa per dire, dei passa pezzi di carta, ai quali è nota la inservibilità, come carta igienica, soprattutto. E, poiché il pesce, quando è mefitico, lo è dalla testa, la ministra della non scuola italiettina, non perde tempo, quotidianamente, di rassicurare le papine e i mammini dell’italietta che, pur se  la, ormai, non più Mensa della Cultura starà con le porte e le finestre serrate ”usque finem temporum”, i gestori di essa non mancheranno di elargire loro la truffaldina certificazione che i loro piccoli, non affamati di Sapere, Ne hanno mangiato. Per Concludere, l’episodio, da NOI Raccontato nell’ ”Incipit ”di questo Scritto, è  il risultato di una politica scolastica, a causa della quale, i ragazzi, provenienti dalle classi popolari, non si disperdono, eticamente, esteticamente, culturalmente, fuori dagli istituti scolastici, ma dentro di essi. O, se si vuole, che essi stiano dentro o fuori il risultato è la “paideia del nulla”. Che riproduce, con esattezza feroce i giri di frase, il linguaggio, i gesti, i luoghi comuni  pubblici, le ambizioni, i progetti, i desideri, i gusti, le tendenze, ad esempio, pseudomusicali, del di fuori, grossolanamente esagerate, addirittura, dal permissivismo pseudopedagogico, che dà la facoltà di coltivarli con delinquenziale arroganza a chi crede di avere incettato il ”Latinorum” delle classi privilegiate, solo perché, finalmente, è riuscito ad entrare negli antichi Luoghi Sacri, ove un tempo Veniva Dispensato, dai quali i suoi maggiori, con gran loro dispitto, furono esclusi.

Pietro Aretino, già detto Avena Gaetano

 2,276 total views,  2 views today

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *