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Minima moralia (Meditazioni sulla Vita Offesa. T. Adorno) (72)

Il cardinale camillo ruini, ex presidente della  “cei”, grande estimatore del berluska e non lontano dalle mani giunte di salvini, che stringono il rosario, ha, recentemente, lamentato che la chiesa sarebbe in declino, attribuendo, indirettamente, il declino a bergoglio, che se lo si critica, ha aggiunto, non vuol dire che gli si è contro. A dire il vero, sono oltre duemila anni che la chiesa è in declino, in quanto con essa è, sempre, stato su un piano inclinato il Vangelo e il Messaggio di Povertà materiale, ma di Ricchezza Umana per la Carità del suo fondatore, da essa Disatteso. Se ruini, con tutta la nomenklatura vaticana, in forte dissenso con bergoglio, il loro attuale capo, non volessero essere in palese contraddizione, dovrebbero conciliare la critica della parola, dell’azione, delle omissioni di un papa con la messa tra parentesi del dogma fondativo dell’autocrazia papale e, cioè, della sua infallibilità, quando parla “ex cathedra”. Tale dogma (stabilito dal concilio “vaticano1°”, aperto l’8 dicembre del 1869 da pio IX, in pieno conflitto tra la chiesa del “sillabo” e la modernità e, mai, concluso, perché qualche mese dopo la sua inaugurazione, diciamo, fu sospeso in seguito alla breccia di “porta Pia”) rafforzò non solo il potere spirituale, si fa per dire, del papa, ma, soprattutto, quello politico. Ovviamente,  se dovessimo scorrere nella Storia i comportamenti e gli atteggiamenti dei papi, dovremmo concludere che essi, confondendo, a bella posta, il sacro con il profano, presumendo che tutti i rapporti tra gli uomini nel mondo “ toccassero e tocchino l’altare”, secondo il monito o la minaccia o il rimprovero di pio XI, avrebbero parlato, parlerebbero, ognora, “ex cathedra” e, quindi, secondo il dogma della  infallibilità di essi, a nessuno sarebbe stato concesso di toccarli (come, almeno, ufficialmente, s’è verificato in passato); a nessuno dovrebbe essere concesso di toccare con aspre critiche, (come, apertamente, s’è verificato nel presente) l’attuale presunto vicario di cristo. Allora, il luciferino camillo ha fatto autogoal? S’è, autonomamente, gettata la zappa sui piedi?  Inconsciamente, ha dato solare testimonianza che il primo a non credere nell’infallibilità del papa e, “in progress”, nei dogmi (come quello dell’assunzione al cielo della presunta madre del presunto nazareno o della presunta verginità di essa) sono proprio coloro che li hanno proclamati e coloro che, ad “usum delphini”, cioè, per rafforzare la credulità dei poveri di spirito, ne hanno ribadito l’ispirazione, il dettato divini?

 

In passato ho Denunciato con Accenti Accorati e, anche oggi, Ribadisco la mia Denuncia che i non studenti non solo italiettini,“sed” del pianeta ”Terra”(la globalizzazione della stronzaggine delle nuove generazioni è di solare Evidenza. Basti a testimoniarla l’assoluta irresponsabilità con cui stanno collaborando col ”corona”, ché esso si diffonda con la medesima celerità con la quale nel loro cranio si va estinguendo la materia grigia, Dono Supremo della Natura o Conquista Suprema della Selezione Naturale, non da essi, gelosamente, Custoditi), trascorrono il loro tempo nel cercare pretesti per ammutinarsi dalle lezioni. Una strage mafiosa, terroristica, un dirigente scolastico che consigli le femminucce di non saltare la soglia dell’istituto con le cosce al vento, un volo d’intonaco in un’aula scolastica che sfiori le loro creste, etc., etc., etc., etc., è per essi utile a costruirsi, a esibire, a enfatizzare ipocrita  solidarietà con coloro che nel mondo hanno subito una qualsiasi offesa dal prossimo e dalla Natura, che Leopardi in una delle sue ”Operette Morali” Definì, Considerò non proprio Madre dell’uomo. Però, però, le offese eventuali, per essere considerate utili alla bisogna dei nostri cretinetti, devono accadere nel periodo di tempo, che scorre dall’inizio dell’anno scolastico fino all’ultimo giorno del medesimo, e all’interno dell’orario scolastico ”curricolare”, cioè, dalle otto alle tredici di un giorno scolastico, altrettanto, ”curricolare”. Irrevocabilità, puntualità oraria, alla quale si attengono, severamente, alcuni medici di base, i quali, se un loro paziente, viene colto da un acciacco, oltre l’insindacabile, proditorio orario d’ambulatorio, da essi pubblicato sulla porta d’ingresso del loro ”gabinetto”, invitano il povero acciaccato a crepare. Così, per i non studenti: se un mafioso decide di compiere un  delitto nel mese di agosto o alle 15 di un giorno scolastico ” curricolare” o durante le numerosissime, nell’italietta, scandalose feste civili e religiose o di domenica, essi non sono disponibili a solidarizzare con alcun offeso o per alcuna offesa alle umane Comunità. Infatti, se il crimine, l’offesa vengono consumati in estate, essi sono al mare ad abbronzare le chiappe chiare; se alle ore 15 di un qualsiasi giorno, essi sono impegnati a preparare il borsone per recarsi in palestra a gonfiarsi gli addominali; se durante le numerosissime feste religiose e civili, se di domenica, essi non possono mancare di sottrarsi al meritato riposo, dopo tanto oziare notturno, deambulando da un “pub all’altro”, mentre le loro papine e i loro mammini, felici e contenti, ronfano nelle loro alcove. E tanto di, tragicamente, comico senza che nessun genitore si preoccupi di attrezzarsi di una nodosa mazza, atta ad arrossare il loro culo. Né un dirigente scolastico, impaurito dal numero degli ammutinati, che prenda qualche provvedimento disciplinare, come deterrente ai frequenti colpi di testa dei suoi scolari. Né alcuna autorità regionale o nazionale, dal ’68 del secolo scorso ai nostri giorni”, che intervenga ché l’erario, inutilmente, “si sdereni” per chi rifiuti di uscire dal vissuto da bruti, chiudendo, immediatamente, tutti gli istituti scolastici, dove avvengano astensioni dalle lezioni., non per ineludibile forza maggiore. Cosa è successo, nei giorni scorsi, per costringerMI a questa reiterata geremiade? A mazara del vallo i non studenti si sono astenuti dalle lezioni per presunta solidarietà, si fa per, dire, con i loro compaesani marittimi, fermati da un mese dalle autorità libiche. Come, già dianzi, Dicevo: se gli imprudenti marittimi di mazara del vallo fossero dai libici stati fermati a luglio, nessun giovane concittadino, non studente, si sarebbe recato in piazza, dotato di un cartello con la dicitura, ormai, classica: ”O libici, adesso, fermate anche me”. I mei 25 Lettori abbiano Fede in ME.

 

Quando la stupidità non ha ragionevoli limiti. Se qualcuno dei miei 25 Lettori l’ha notato, il cerimoniale dell’inizio delle partite di “calcio” è stato dagli addetti ai lavori, rigidamente, ” protocollato”. Entrano in campo: per primi, l’arbitro, i segnalinee, il quarto uomo; poi, con solennità ieratica, una squadra da destra e, a distanza di qualche secondo, l’altra squadra da sinistra, che con ordine maniacale vanno a posizionarsi al centro del campo per i convenevoli di rito. Dopo 45 minuti di gazzarra: spintoni, sputi, gomitate, manate, sgambetti e chi ne ha più ne metta, l’arbitro fischia la fine del primo tempo. Alè! In una situazione di assoluta promiscuità cromatica, gli  indossatori di magliette, in massa, di corsa, a intasare gli scalini,  che portano negli spogliatoi, come se i 24  calciatori fossero colti, improvvisamente, da un attacco di diarrea o da un urgente bisogno di minzione urinaria. Fatti i bisognini, i pedatori rientrano in campo in modo, assolutamente, anarchico, giocano per altri 45 minuti, l’arbitro fischia e si rinnova, da parte di essi, visto il loro frenetico agitarsi, la probabile loro corsa ai cessi, dopo aver, calcisticamente ”cessato” in campo” lautamente, scandalosamente strapagati. Ora, Dico IO, se a causa del “corona”, per le partite di calcio è stato previsto un protocollo d’entrata in campo del gruppo arbitrale e delle due squadre di loschi mercenari, ché non è stato previsto un protocollo di uscita dal campo di essi alla fine dei due tempi, di cui si compone una partita di ”calcio”?  A che la studiata cautela, come usbergo nei confronti del” corona”, dell’ entrare in campo dei protagonisti di una partita di ”calcio”, se, poi, essa, deve andare a farsi benedire, al momento che i medesimi, di cui sopra, di essa se ne sbattono alle due uscite dal terreno di scontro delle loro  mani e dei loro piedi?

 

Miei Cari 25 Lettori, MI Volete, come Indovino? Ebbene, in Verità, Vi Dico che i non studenti italiettini, ogni venerdì (hanno, infatti, inaugurato gli ammutinamenti per questo e per quello, venerdì 9-10-2020), fino alla fine dell’anno scolastico, si ammutineranno, astenendosi dalle lezioni, prendendo a pretesto del loro evidente, già mille volte manifestato, disinteresse per la Scuola, per il Sapere, per la Canoscenza i cambiamenti climatici “et similia”, dei quali se ne strafottono, quando non sono obbligati a frequentarLa. Le autorità scolastiche si vergognino della loro ignavia nei riguardi di branchi di mocciosi, indisciplinati e fannulloni, e le autorità istituzionali si vergognino, altrettanto, nel permettere che le nuove generazioni arrivino ad occupare gli scranni istituzionali, surrogandoli in futuro con un bagaglio culturale molto più carente di quello che esse stanno dimostrando di possedere nel presente.

 

Se i nostri politici non si facessero, oggi, fotografare con una femmina, ritratti, magari, a limonare con essa, il loro limonare non esisterebbe e non esisterebbero neanche loro, come maschi virili, non importando loro testimoniare comportamenti, atteggiamenti da ”VIRI”. Ecco la necessità delle “photo opportunity”, in quanto al popolicchio italiettino importa più mettere sul piedistallo di ministro degli esteri un di maio qualsiasi, che si faccia fotografare dal suo fotografo personale (60 mila euro annuali, tratti dal bilancio del ministero degli esteri) a sdilinguarsi con la sua femmina sotto un albero di “villa borghese” in roma, che un di maio qualsiasi, ottimo conoscitore dell’uso dei congiuntivi. E che dire di salvini, al mare spaparazzato, quasi nudificato, con la ex conduttrice de “La prova del cuoco”? Infine, non poteva mancare ad una “photo opportunity” colui che i suoi oppositori considerano un novello LUI, il conte, in mutande al mare,”tamen”, più pudico, più istituzionale, da separato dalla legittima consorte (essere separati è uno” status symbol” che il popolicchio molto apprezza), con la compagna che i ”media” non ritengono sia di turno. “Ma s pout fa sta vit”, Lamentava il mio Amico, ormai, nel Mondo della Verità, il Giornalista, ex Presidente della Provincia di Bari, Franco Sorrentino?

Pietro Aretino, già detto Avena Gaetano

 

 

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