Stesa la Virtus Francavilla con le doppiette di Antenucci e Marras
25 Gennaio 2021
“Sono una documentarista”
26 Gennaio 2021

Minima moralia (Meditazioni sulla Vita Offesa. T. Adorno) (87)

 

La Statua E’ nel marmo, Diceva Leonardo, lo Scultore non ha altro da fare che LiberarLa, ma, anche la Poesia, non di rado, E’ in un grumo di parole, che al Poeta appaiono in Mente, o che Egli trova interessanti, Leggendo un testo, e piano, piano, da esse La Dipana.

 

 

Fiumi di lacrime amare nei piani alti del ”palazzo ” metropolitano e  in quello di un municipio della periferia nord di esso. Procida, inaspettatamente, è la capitale italiettina della cultura per il 2022. Comunque, coloro che candidano le loro città o i loro borghi all’alloro, di cui sopra, e  coloro che lo hanno istituito e  coloro che, dopo tanto ponzare, lo elargiscono, Sanno in Cosa  la Cultura Consista, Ne Conoscono il Significato e quello di Fare Cultura? MI Rivolgo, in particolare modo, ai signori: michele abbaticchio  e rocco mangini, rispettivamente, sindaco e vicesindaco di bitonto. I quali, grazie alla pietre, che i loro Antichi levigarono e, con certosina pazienza, misero l’una sull’altra, l’una accanto all’altra, Innalzando al Cielo Monumenti di Insigne Fattura (vedi: la Porta Baresana, la Cattedrale, il Torrione, etc., etc., etc.), qualche anno fa pretesero che bitonto fosse dichiarata l’”urbs” ove la cultura si sforna, come il pane, più e meglio che in altre regioni, province, comuni, borghi, anfratti dell’italietta. Tanto, senza informare, ragguagliare alcuno: sul numero e la qualità dei frequentatori, ad esempio, della snobbata, desolatamente, Biblioteca Comunale; sul numero delle Librerie Allocate nel territorio bitontino, sul fatturato di Esse, che avrebbe Certificato l’Amore dei bitontini per i Libri e per la Lettura; se i numerosi istituti scolastici, specie quelli, si fa per Dire, superiori, siano solo diplomifici, maturifici o Fucine di ”Cives”, Fattori  di Crescita Politica della ”Civitas”. Cultura E’, anche, Erudizione, Competenza nelle varie Discipline d’Elezione di ciascun uomo, ma E’, soprattutto, il Cibo, il Nutrimento, di cui l’ ”animal” dovrebbe Servirsi, per Ascendere alla Dignità dell’Uomo e del Cittadino, Viatico “Disinteressato” in quanto viene “Interessato” il Kantiano ”Foro Interiore” di Ciascuna Eletta Singolarità. Quale Percorso Culturale, di Educazione Civica E’ stato, mai, Progettato, se gli abitanti di bitonto non vivono in sicurezza, se nelle loro dimore e alle esterno di esse rischiano di subire violenze, di essere privati dei loro averi da una criminalità, anche minorile, ognora più agguerrita, ognora più organizzata? Fare Cultura, Significa, soprattutto, Prosciugare un territorio di zone di degrado ambientale, economico, sociale, sì che l’umanità, che in esse vive, lungi dall’essere  “sterco”, come, poco cristianamente, la stimmatizzò un “autorevole”(??) esponente della nomenclatura del ”palazzo”, Sia Aiutata, specie quella delle nuove generazioni, a non essere destinata ai cancelli. I ragionieri non fanno “Cultura”, caso mai, “marketingano”  beni immobili, che una comunità ha avuto in eredità, ché aumentino i clienti visitatori o acquirenti di essi, dando ad essa il miraggio di uno sviluppo economico che, pasolinianamente, di rado, E’ Progresso Etico. Pertanto non avrei Altro da Ingiungere o Intimare ai signori: de caro, abbaticchio, mangini, se non che Prelevino dalle loro fornite biblioteche un Buon Dizionario di Lingua Italiana e da Esso Ammaestrare si Facciano sullo Statuto della Cultura e, di conseguenza, del Fare Cultura, smettendo di geremidiare che alle loro zolle non sia stato riconosciuto il podio di ”capitale italiettina della cultura”, con la”sciont”, l’aggiunta di un consistente premio in denaro, in definitiva, l’unico cruccio di chi non sa che la Cultura ”non si merca”,Dante avrebbe Tuonato, in quanto E’ l’Uso del Sapere a Vantaggio dell’Uomo, per Parafrasare Platone.

 

“Bambina morta a palermo dopo una  ”challenge su Tik Tok”, titolano i giornali. A 83 anni IO non so cosa sia una ”challenge su tik tok”. Invece, i bambini di oggi lo sanno, ma non Sanno Leggere, Scrivere, Far di Conto, le Tre Abilità o Competenze, che Gramsci Riteneva Ineludibili nel bagaglio dei preadolescenti. A chi indirizzare mefitici pesci in faccia o il Mio ”J’Accuse”?. Alla scuola italiettina di oggi, che si occupa, esclusivamente, del “parascolastico”; alla famiglia, che lascia inermi i bambini alla mercé delle schifezze del catodico e dei “social”. Non pochi genitori di oggi meriterebbero  di essere depauperati della”patria potestà”, come non pochi insegnantucoli in ogni ordine e grado della scuola italiettina di oggi meriterebbero di essere da essa allontanati e impegnati nella raccolta di ortaggi. Se non sono in grado di usare la Mente in favore del Prossimo, almeno non sottraggano le loro braccia all’agricoltura.

 

Con il permesso dei Miei 25 Lettori, qualche sillaba “pro domo mea”. Domenica, 17 gennaio 2021, per una strana, rara coincidenza, nella trasmissione di fabio fazio, ”Che tempo che fa”, Due Miei ex Discepoli, Diventati Luminari Internazionali nei Rispettivi Campi d’Elezione, hanno avuto ampio spazio e visibilità. MI Riferisco al Prof. Franco Locatelli, Presidente del “Consiglio Superiore di Sanità”, Titolare della Cattedra di oncologia ematica pediatrica nell’Università di Pavia, e Primario di oncologia ematica pediatrica al “Bambin Gesù” in roma. Il Prof.Locatelli E’ Stato Mio Discepolo nel Liceo Scientifico ”Cesare Battisti” in Lovere (Bg) negli anni ’70 del secolo scorso. L’Altro Ospite di fazio, il Prof. Massimo Osanna, Titolare della Cattedra di Archeologia nell’Università di Matera, e Sovrintendente agli ”Scavi di Pompei”, E’ Stato Mio Discepolo nel Liceo Classico ”Orazio Flacco” di venosa (pz), la patria, appunto, del Poeta Latino Orazio, sul far degli anni ’80 del secolo scorso. Nel corso della trasmissione faziana, il Prof. Locatelli Si Soffermò ad Illustrare le ultime decisioni del Comitato Scientifico del Ministero della Sanità sull’evoluzione pandemica da” covid”, mentre il Prof. Osanna Rese Note le caratteristiche dell’ultima scoperta tra la lava di Pompei: un ”termopolio”, ritrovato, miracolosamente, intatto. Tanto ho Amato Comunicare ai Miei 25 Lettori, che vorranno Comprendere la Mia Umana Soddisfazione e il Mio Orgoglio per aver Incontrato, da Adolescenti, Due Eminenti Personalità Italiane della Scienza Medica e dell’Archeologia. Non MI Attribuisco alcun Merito della Crescita Umana, Scientifica dei Due Miei ex Discepoli., ma non posso EsimerMI dal Porre l’Accento sul fatto incontrovertibile che la Scuola E’ Incontro tra Due Umanità, Quella del Maestro e Quella del Discepolo, che, a vicenda, Si Educano, da “Educere”, Si Tirano fuori a “Vedere le stelle”, per la prima volta, forse.

 

La sera del 20 gennaio 2021, a reggio emilia s’è giocata la “super coppa” italiettina di ”calcio” tra la juventus e il napoli. Gli italiettini in campo? Per la Juventus: chiellini, un centrale, di cui MI sfugge il nome (per quanto MI pesa sui maroni), chiesa nel primo tempo e un tatuatissimo (di cui MI sfugge il nome per la sua cretinaggine nel vandalizzarsi, ignobilmente, il suo corpo) nel secondo tempo. Per  il napoili, insigne e politano nel secondo tempo. Amare considerazioni sulla italiettina sconsiderata esterofilia facciano i Miei 25 Lettori. Dal punto di vista tecnico la partita è stata bruttissima: un tiro in porta da parte del napoli; due tiri, due reti da parte della juventus. Per il resto, i soliti bestiali interventi, da codice penale, che si vedono nelle partite di ”calcio” del 2000: sgambetti, calcioni. manate, gomitate. Ahimè, per aumentare i loro lauto gruzzolo di euro in saccoccia, i mercenari pedatori del secondo millennio sarebbero disposti, stupidamente, a farsi tritare, perfino, gli zebedei, ammesso che li abbiano. Infine, insigne ha sbagliato un calcio di rigore, quasi alla fine della partita, che avrebbe permesso al napoli di pareggiare la rete di ronaldo nel primo tempo. Nemmeno un calciatore tirone (recluta) sarebbe stato capace di fare la storica figura di m..a, in cui s’è cacciato il picciotto partenopeo. Voltiamo pagina. Ho letto da qualche parte che il “pd” bitontino ha organizzato un seminario sulla scissione, avvenuta nel 1921, di livorno nel “Psi”, dalla cui costola nacque il “Pci”. Domanda: cos’hanno, ancora, da spartire gli abatini, che salgono i gradini della “pescara” e da essi scendono, con la Storia Gloriosa del “Pci”, di cui Gramsci Fu Protagonista, sacrificando la Sua Vita?  Se i loro maggiori, si fa per Dire,, i d’alema, i veltroni,, i napolitano, i bersani, i vacca, etc., etc., etc., gareggiano nel confessare di non essere stati, giammai, comunisti, pur se dal vivacchiare nel ”Pci”, con ben velate riserve mentali, si guadagnarono onori, scranni istituzionali prestigiosi e tanti cesti di pane?  Hannah Harendt, nel suo Libro ”La banalità del male” Definiva gli aguzzini nazisti e fascisti, nel loro privato, normali impiegatucci, umanamente buoni padri di famiglia, dalla “routine” esistenziale, che transitava dalla casa al lavoro e dal lavoro alla casa e alla domenica, con moglie e figli, all’altare. Solo che il lavoro di costoro, che eseguivano con alto senso del dovere, consisteva nell’organizzare, quotidianamente, il gasare, in stanze ben apparecchiate, un migliaio di ebrei e, magari, se c’era posto, qualche zingaro o qualche omosessuale. Fine del prologo. Stamane, nella mia scorsa abituale del ”dabitonto” online, per InformarMI sui morti e sui vivi, MI sono imbattuto in un pregevole Scritto del Bravissimo Giornalista Michele Cotugno, il quale ha Ricostruito le malefatte truculente di un bitontino, di cui non faccio il nome e cognome, che, alto dirigente della polizia di stato, noto per avere contribuito alla cattura del capo mafioso, luciano liggio, fu complice con altri poliziotti, di innominabili, indicibili torture nei confronti di brigatisti in stato d’arresto, grazie alle quali, si fa per Dire, egli avrebbe ottenuto importanti informazioni, ché lo stato italiettino sconfiggesse il terrorismo delle ”brigate rosse” e di altre organizzazioni criminali. A parte i Dubbi, le Ipotesi, che da Molti sono stati Elaborati sui mandanti e sulle vere finalità della stagione terroristica, culminata con il sequestro e l’omicidio di moro, sì che s’è parlato di  “terrorismo di stato”, uno Stato Civile, Democratico, quale i suoi mentori hanno definito quello italiettino, se attraverso le sue appendici poliziesche ricorre alla tortura, come ad essa ricorrono le repubbliche delle banane dell’america latina o i numerosi regimi dittatoriali, che pullulano sul pianeta”Terra”, ebbene, esso non E’ Civile, né Democratico e poco efficiente nel debellare qualsiasi organizzazione di criminali mele marce. Lo chiamavano “de tormentis” il mio coabitante nella zolla nativa, a suo dire con vanto, fascista mussoliniano, che ai suoi giannizzeri ordinava di estorcere informazioni ai detenuti, facendo loro molto male, ma senza lasciare segni dei tormenti e, soprattutto, senza che ci fossero morti.”Banalità del male” e, “esistenzialmente”, banali coloro che lo commettono. Ho conosciuto, da giovane, il sig.”de tormentis”: nei miei ricordi Mi appare un tizio di non alta statura, cattolico, certamente, per “dovere civile” e praticante, per essere un fascista mussoliniano, mai pentito, che, pare, si vantasse di non frequentare i luoghi, allora, d’iniziazione dei giovani alla sessualità, ché, come prescriveva e prescrive, ormai, invano, la rassegnata, a non essere ascoltata, santa madre chiesa, egli si proponeva di arrivare al matrimonio casto e vergine, come la sua sposa.Miei cari 25 Lettori,, ancora una volta, ci Soccorre Pasolini, il quale definiva la piccola e media borghesia, soprattutto, quella italiettina, la più, moralmente, anarchica, la più disponibile a fare da panchetta all’ascesa dei despoti, anche se la prima a toglierla da sotto i loro piedi, su suggerimento di altri pretendenti al trono dispotico.”De tormentis” era il devoto figlio di una delle tante famiglie piccolo-borghesi del meridione dell’italietta, che ai loro figli insegnavano a guadagnarsi il pane, impegnandosi nel lavoro, da loro scelto, con alto senso del dovere. Avevano, però, i padri e le madri piccolo- borghesi meridionali la bocca  buona, affatto la puzza al naso, sul tipo di lavoro, che i loro figli sarebbero stati chiamati a svolgere, ispirati dall’adagio: ”Francia o spagna, purché se magna”.

 

Certamente, biden, non sarà nativista e razzista, come trump, ma il suo primo discorso, da presidente degli ”states”, è stato, da buon cattolico, zeppo di belle e buone parole generiche e vuote, sì che Mi ha, fortemente, annoiato, costringendoMI ad appisolarMi. La sceneggiatura della cerimonia d’insediamento di biden alla ”casa bianca” è stata ingolfata di gesti simbolici, come si conviene nella liturgia cattolica, officiata dal papa o da qualche dignitario di curia, che rimarranno tali nella sua concreta pratica, da presidente degli ”states”. Infatti, senza ombra di dubbio, sarà bitden il solito presidente degli “states”, prono alle lobby delle armi e del petrolio, soprattutto, dal quale il Mondo e gli ultimi, all’interno degli “states”, e all’esterno di essi, non avranno niente da Sperare.

Pietro Aretino, già detto Avena Gaetano

 

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