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Minima Moralia (Meditazioni sulla Vita Offesa. T. ADORNO) (9)

Antonio conte, dai cinesi dell’ ”inter”, grassatori, inquinatori del pianeta per avarizia, sfruttatori, irrispettosi dei diritti dei lavoratori, con i fucili a portata della pena di morte, pur dicendosi comunisti o, forse, perché comunisti leniniani, staliniani, maoisti, comunque, non Marxisti, riceverà 12 milioni di euro a stagione calcistica. Denari, anche degli stupidi: che si recano al botteghino di san siro a dare una mano ai dirigenti della società impegnati, ogni mese, ad elargire grassi stipendi a una manica di bellimbusti, frequentatori notturni di discoteche e di locali dove  atleti seri, responsabili non dovrebbero,giammai, mettere piede e gola, da usare per ingurgitare fiumi di bevande alcoliche, in compagnia, ovviamente, di donzelle compiacenti (a scanso di equivoci non vorremmo essere considerati per quello che non siamo e non vogliamo: le nostre Geremiadi nei confronti di calciatori, ingiustamente strapagati, è motivata dalla rigorosa necessità che l’Atleta, oltre tutto, privilegiato dalla rara, eccezionale possibilità di possedere il portafoglio pieno, debba rinunciare alla vita gigolonata, che ogni comune mortale è libero di condurre); che, magari, ritengono, a torto, di darsi a non convenienti lussi, se venissero sollecitati all’Acquisto di un Libro o di Qualcos’Altro che ha Familiarità con l’Arte e col Bello. A prescindere dall’igienico Rilevare che tanti soldi a un pallonaro sono elargiti con assoluta mancanza di Senso Etico in un paese che  conta, soffre 5 milioni di poveri, vorremmo Chiedere ai devoti delle curve stadiali, che si scandalizzano, ipocritamente, del costo della politica e delle mercedi che i politici percepiscono, Diremmo, giuste, se Pensiamo che sulle loro spalle Incombe il destino delle Comunità piccole o grandi che Amministrano, che Governano (che, poi, attendano male ai loro Compiti o sono inadeguati ad Esso, è il popolicchio che li innalza agli Scranni Istituzionali a dovere recitare il ”mea culpa”): ”Coloro che, oggi, si appellano o vengono, erroneamente, appellati allenatori di squadre di calcio, cosa allenano? Codesta  Domanda è ineludibile, se a ritroso Si Valuta l’Impegno dei Meazza, dei Rocco, degli Herrera, dei Bernardini, dei Maestrelli, etc, etc, etc. E behhh, Costoro Erano Attenti nel Seguire e Incentivare: il Miglioramento dei Fondamentali dei loro allievi; la loro Preparazione Atletica, l’Intelligenza Tattica, l’Armonia Psicologica, Umana di essi. Invece,l’analisi statistica  ci avverte che molti presunti allenatori di squadre di calcio di oggi o non toccarono, giammai, un pallone da calcio, come sarri, in predicato di entrare nella corte degli agnelli, addirittura, o furono mediocri calciatori, come spalletti, allegri, come sacchi, perfino, sì che non potrebbero fornire alcun contributo al Miglioramento dei Fondamentali dei loro presunti allievi. Se, poi, Lamentiamo che tutti i presunti allenatori delle squadre di calcio di oggi si avvalgono del preparatore atletico, del preparatore dei portieri, del tattico, del vice, restano liquidi, si vanificano i contenuti della loro “figura professionale” e si fa fatica a giustificarli nel loro pretendere da pantalone (proprietari delle società calcistiche e idioti acquirenti di costosi abbonamenti o di biglietti d’ingresso negli stadi) ingaggi stellari, per condurre una inutile vita da nababbi, a volte dissipata, certamente, dissipatrice di denaro pubblico, cioè, dei milioni dalle reti radiotelevisive di stato.

 

Avrà, pure, vinto tre a zero, sabato, 8 – 6 – 2019, contro i modestissimi greci, ma l’italietta di mancini MI assonna: eccessivo possesso palla, inefficace, noioso, passaggi cortissimi, per linee orizzontali (vedi: verratti, ad esempio. Come mai codesto abatino è assurto agli onori della nazionale e del psg?) e verticalizzazioni, magari da 40 metri, inesistenti, sì che le punte centrali, utilizzate da mancini, cioè, gli immobile, i belotti, i balotelli, sono state condannate a perdersi e a dileguarsi nell’anonimato degli inutili. Se, pure, riuscirà a qualificarsi, l’italietta manciniana è destinata a non andare lontano ai prossimi campionati europei. P.S. L’italietta calcistica manciniana è la fotocopia sputata del suo tecnico. Mancini, quando parla (a volte non si è manco sicuri che parli, tanto flebile la di lui vocina, da esalante l’ultimo respiro), sembra che di notte, colpito da insonnia cronica, sia, ognora, impegnato nella conta delle pecore. Lento, come la”Barletta – Bari”  della mia fanciullezza, che, per raggiungere il capoluogo da bitonto, sciupava ben due ore del preziosissimo tempo di coloro che su di essa salivano. E, così, lenta è la nazionale italiettina del mancinetto.

 

Verratti marco, lasciando la moglie, che da 10 anni frequentava, e due figli, per la modella jessica aidi, ha, finalmente, completato, di imprescrittibili contenuti (mezzi di trasporto da distruggere, look, linguaggio, eventi, tatuaggi, barbutismo) lo “status symbol” del perfetto calciatore dell’oltre duemila. Per la fortuna delle nostre pupille, il pupillo di Zeman, non è barbuto e non è, forse, tatuato, ma ha modellato, come la, quasi, totalità dei suoi colleghi, ciò che egli ritiene la cosa più preziosa, che gli appartiene, per la quale la vita meriti di essere vissuta, sulla latitudine e la longitudine del’alcova di una delle tante modelle, a loro volta, in cerca di danarosi piedi. ”La vita è così, può succedere di tutto”, ha replicato il marco nazionale a coloro che non hanno gradito il cambio di alcova, da lui, irresponsabilmente,  operato. Non caro verratti, se è vero, come tu dici, che la vita sorprende, riserva imprevisti, che ognuno di noi è “uno, nessuno e centomila”, cioè, dal cappello magico, misterioso della  nostra esistenza, senza saperlo, possiamo cogliere o coglierci, come qualcosa o qualcuno, che non si siamo, giammai , immaginati di essere, è pure vero che ogni Uomo o Donna, se Sono Tali, non Si riducono a un pistolino o a una vagina, ciechi, sordi, istintivamente, vicendevolmente, pronti alla transumanza dall’ uno all’altra qualsiasi o dall’altra all’uno qualsiasi, ma hanno la Mente, che li Guida “cum judicio” e, se essi, non possono non lasciarsi andare lungo la corrente, la Mente ha la Forza, che le Deriva dall’Esercizio della Libera, Responsabile  Scelta di Farli Essere Coerenti con uno Stile di Vita, Intarsiato da un Altissimo Senso Etico, in grado di Improntare, Razionalmente, le nostre Condotte e le nostre Relazioni con gli Altri e, soprattutto, con i nostri figli,  ai quali dobbiamo Sforzarci di non apparire solo come esseri sessuati, sebbene come Esseri Sessuati, Segnati da una Storia e da un Volontà di Potenza che Riesca a Incanalare in un Alveo, Ottimizzato dal Rispetto nei riguardi degli Altri, tutto ciò che, tracimando dal Rispetto, rendendosi  indifferente ad Esso, può causare dolore, sofferenza, umiliazione agli Altri.

 

Per i Tutti i Caduti durante lo sbarco dell’esercito alleato in Normandia

“Tutti, sia pure con divise diverse, Avevano 20 anni, da quanti millenni si muore a 20 anni  e di meno, forse, a 20 anni si muore per qualcuno o per alcuni che non si conoscono, che giocano con le Vite di coloro che hanno 20 anni, allora, cari 25 miei Lettori, Ascendiamo la Collina dell’Amore e del Rimpianto, Gettiamo lo Sguardo laggiù, nelle praterie, nei campi di battaglia insanguinati, Chiudiamo gli Occhi, DenudiamoLi delle divise Tutti i Ventenni che, da millenni, Si sono scontrati, scannandoSi, a vicenda, e ImmaginiamoceLi  Stretti in un Abbraccio, senza fine, con le Braccia a Disegnare un ombrello smisurato in culo a tutti quelli che Li vollero nemici e morti”.

 

I miserabili pronubi, sconosciuti o riconosciutissimi, grazie all’ossessivo insistere su di loro con servizi farlocchi da parte “dei media e dei social”, della cosiddetta musica definita, precisata dagli aggettivi: “leggera, pop, rock, rap”, ingiustamente, immeritatamente, arricchiti, osannati, mitizzati dalla plebaglia, composta da migliaia di muti e sordi, devono smetterla di parlare di Musica e di proclamare ”concerti”  la loro fastidiosa serie di grugniti davanti a folle isteriche. E perché? Perché, ieri sera,  9 giugno 2019, dalle ore 20,30 alle 24, ”Rai3” ha Trasmesso, finalmente in prima serata, dal Teatro Comunale di Busseto (Parma), la Patria di Verdi, un Concerto di Ezio Bosso, all’interno di uno Spettacolo Televisivo dal Titolo ”Che Storia è la Musica”, nel quale il  Maestro, non solo, ha Eseguito con la sua Orchestra i Movimenti della Quinta e della Settima Sinfonia di Beethoven e il Preludio della Traviata di Verdi, ma ha Spiegato, con Inaudito Trasporto, le Motivazioni  Poetiche, Artistiche, che hanno Indotto i Due Musicisti a Compiere Determinati “Gesti Musicali”. Sì, così, ha Chiarito Bosso l’Insieme degli Stilemi Musicali di Beethoven e di Verdi, che Costituiscono la loro Poetica. Sono sicuro che i, musicalmente e non solo, diseducatissimi italiettini, ad onta della frequentazione triennale nella scuola dell’obbligo di un insegnamento, ampollosamente, ma falsamente, titolato “Educazione Musicale”, hanno disertato la Visione e l’Ascolto dell’Esecuzione di  Tre delle Immortali Composizioni della Musicale Genialità Eterna. Se, a rompere i loro timpani e renderli più bischeri di quel che sono,  ci fossero, invece, stati a quell’ora canonica per la d’urso “et similia”, per i pronubi, di cui sopra abbiamo fatto cenno, lo”share, l’auditel” sarebbero saliti alle stelle. Dobbiamo rassegnarci? Rassegnarci non sta bene, comunque, qualsiasi tentativo di fare capire agli italiettini che sono brutti dentro, che a loro è stato imposto dai ruffiani del potere il brutto, facendolo passare per il Bello,è destinato a fallire. M’ è capitato di Leggere, mentre Scrivevo questa pagina dei ”Minima Moralia (9)” questo Pensiero di Gustavo Le Bon, che , volentieri, Trascrivo per i miei Amati 25 Lettori: ”Le masse non hanno mai avuto sete di verità. Chi può fornire loro (Vedere salvini, Aggiungiamo NOI) illusioni diviene facilmente il loro comandante; chi tenta di distruggere le illusioni è sempre la loro vittima”.  Per finire, gli assenti, Ammonisce la Saggezza Popolare, hanno, sempre, torto, sì che i movidisti, i pizzaiolanti, gli apericenisti che, per partito preso dal potere e a loro proposto, “sine condicione”, ché più tamarri esso ha, come sudditi, meglio controlla i loro eventuali moti di non consenso e di rivolta, hanno snobbato Bosso e la sua Sublime Lezione sul Sublime, si sono perse dalla Viva Voce del Maestro queste tre Enunciazioni sulla Musica, che Noi, per Clemenza nei loro riguardi, per loro e per la loro Anima, Registriamo: “La Musica (ovviamnente, senza aggettivazioni. La precisazione è Nostra) trasforma il dolore in conforto —- La Musica è fatta di sguardi—– La musica prima colpisce la pancia, poi il cuore, poi libera la mente dai pregiudizi”. Desidero, brevemente, SoffermarMi sulla Terza Definizione della Musica. Nietzsche, senza mezzi termini, Affermava che ”Di  regola le grandi decisioni della vita hanno a che fare con la pancia”. Ma, a parte i momenti di apicale Drammaticità del nostro esistere, l’istinto, anche nel quotidiano, reagisce agli “Imput” Meravigliosi della Musica, si Scandalizza ché, naturalmente, per l’uomo, nell’uomo è, sempre, in gioco il suo benessere materiale e spirituale. L’uomo nell’Ascoltare l’”Adagio” di Albinoni, ad esempio, Si Sente, istintivamente, Innalzato “in più spirabil aere” e Alleggerito delle sue miserie. Dalla pancia la Musica Passa al Cuore e Ne Sveglia o Risveglia le Grandi Passioni, I Grandi Amori, le Grandi Ambizioni, la Grandi Speranze che, solo, possono essere Realizzate, se la Mente E’ Sgombra di pregiudizi e Tale può Essa Essere, se la Musica  Diventa Mente o la Mente Diventa Musica. Non Dimentichiamo che, per Pitagora, la Razionalità Scientifica, del Numero  Si Fonda sul Ritmo Musicale e viceversa. Cosa, quindi, Significa che la Musica Libera la Mente dai Pregiudizi? Significa, prima di tutto, che l’Uomo, che Fa la Storia, non è qualcosa, non ha aggettivazioni o non deve averne: non è bianco o nero, italiano o francese, cattolico o mussulmano o buddista, maschio o femmina, etero o omo o trans gender; l’Uomo E’ e basta, l’Uomo che Esiste e basta, l’Uomo che ha bisogni e basta. Se vogliamo Arrivare all’Uomo, dobbiamo Arrivarvi per Sottrazione. Ecco la Universalità della Musica, la Funzione Universale del suo Linguaggio; Liberando l’Uomo dalle sue diverse identità, Sottraendolo da esse, la Musica Coglie l’Uomo, non gli uomini diversi.

 

 

Qualche giorno fa ho Letto, da qualche parte, qualcosa che, così, suona: ”Il ruggito del coniglio” e, “statim”, la mia Mente è Volata a salvini, a ciò che egli farà, se, qualche volta, poserà il suo culo sugli estranei, a lui in tutti  i sensi, scranni dell’asside europea.

 

Pietro Aretino, già detto Avena Gaetano

 

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