L’ultimo tetto di Virgilio
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Barbieri e parrucchieri: “…e se si aprisse soltanto ai vaccinati?”
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Minima moralia (Meditazioni sulla Vita Offesa. T. Adorno) (97)

Multi Amores fabri salutationum suarum, forsitan (Molti Amori sono artefici dei loro addii, forse).

 

“Nei giorni i pasqua i cimiteri rimarranno aperti. Ma è bene andarci solo se necessario ….”. Ho trascritto qualcosa di ciò che è pervenuto dall’ufficio comunicazione e informazione del comune di bitonto. Intanto, bisognerebbe ribadire che, caso mai, ci sono le festività pasquali e non “i giorni di pasqua”, ché la pasqua, ogni anno, ricorre solo una volta e di domenica. Poi, sarebbe necessario, appunto, intendersi su quel ”… solo se necessario”. Secondo ME codesta sarebbe l’ineludibile interpretazione: ”… solo se siete in una bara e, quindi, avete bisogno di una fossa, per riposare in pace, per non avere più a che fare con noi, inquilini, ahinoi, molto provvisori del ’palazzo’ ”. Ma è possibile che quelli delle “nove albe”, ogni giorno, ne combinano una di imperdibile? Beh è meglio che MI Taccia, come si esprimono i frequentatori dei salotti buoni!

 

Un ragazzo, costretto ad emigrare da uno dei Paesi dell’Africa, ove fame, povertà indicibili e guerre sono tragici fenomeni sociali in, altrettanto, tragica competizione, aveva una chitarra, con la quale sopravviveva, esibendosi per le  strade di napoli, ma qualcuno aveva avuto la pazza idea di vandalizzarla. Il fatto, a dire il vero, poco simpatico, tanto per dimidiarne la portata delittuosa,  diventò, “statim”, virale in napoli, sì che tra non pochi napoletani fu  organizzata una colletta e il Giovane  Artista di Strada Ebbe un’altra chitarra, utile per la Sua Sopravvivenza. Che dire? Una strana cultura o visione del mondo quella attuale (o, forse, di sempre?) in napoli: che, prima uccide, rapina, offende e, poi, chiede scusa e, talvolta, ripara. Napoli, però, non è manichea. E’ feroce, come il suo vulcano che, pure, spento, fa paura, cattiva, perfino, contro se stessa, se essa era stata fondata in un ambiente paesaggistico paradisiaco ed, oggi, qualche suo figlio, per qualche dollaro, ha ridotto territori, non lontani da essa, nelle ”terre dei fuochi”. Ma, nel contempo, napoli è buona, generosa, se in essa Batte il Cuore di Tina Pica, ad esempio, del Divino Totò che, prima di uscire di casa, Metteva in tasca del denaro da offrire a qualche Suo Simile che ne avesse bisogno e Patrocinava, finanziariamente, un canile, per dare  un tetto ai cani randagi. Il Grande Giacomo non avrebbe potuto Comporre il Suo Sublime Testamento Poetico e Spirituale, se non avesse Lanciato l’Ultimo Suo Vitale Sguardo al vesevo e al fiore, che sulla sua dorsale sboccia, lottando col deserto di lava e le pietre:La Ginestra. Ecco napoli: E’ la Ginestra e, nel contempo, la lava, il deserto, la disumanità, che alberga in non pochi dei suo figli.

 

Coloro,che non Sanno, che ignorano Cosa Sia la Libertà, in Cosa Essa Consista, non possono chiedere la Libertà (un Insieme  di, sia pur parzialmente, Liberati, possono Formare un Popolo, altrettanto, parzialmente, Liberato), che E’ un Incessante Essere Liberati da qualcosa,, da qualche catena, che impedisce il Nostro Totale Relazionarci al Mondo, ai Nostri Prossimi e Lontani. La Libertà non Si Conquista, mai, interamente, ché Essa E’ un’Idea, come Tutti i Valori. Al Massimo, possiamo Ambire al Suo ”Sub Limen”, in Vita. Saremo, forse, Liberati o Liberi, ma solo dai rimpianti del passato e dalle speranze del futuro, quando con la morte Saremo o il Nulla  o un Ricordo o una Testimonianza, che non potrà aggiungere altro a ciò che siamo stati, vivendo, né rinnovare, cambiare ciò che siamo stati. Quando saremo un “Objet”, Qualcosa che Sta di fronte all’Infinito.

 

In iran una Donna è stata giustiziata dalla figlia, secondo il ”quisas”. La Donna 13 anni fa aveva ucciso il marito violento. Le teocrazie sono, sempre, state, violente, anche quella vaticana lo era (Le pietre dell’ ”enclave” vaticana sono, ancora, rosse del sangue, per i delitti che in essa sono stati perpetrati nei secoli) e lo sarebbe, ancora, se servisse a coloro che, nel mondo, sono al potere. L’inquisizione cos’era? Le crociate invocate e patrocinate dai papi? Le stragi degli eretici, cosiddetti? I roghi? Il genocidio dei catari? Dove spadroneggiano i preti non manca il sangue, che scorre in nome di un dio.

 

Un ”faceookiano” domanda ai suoi amici virtuali:”Le chiese sconsacrate” hanno un valore”? A dire il vero, le vicende storiche del cattolicesimo sono state una totale sconsacrazione del vangelo. Per la simonia, praticata nei secoli, il clero cattolico, certamente, potrebbe essere in grado di essere esaustivo “de quaestione”, che assilla  il “facebookiano, di cui sopra,” e fornire un parere attendibile sul valore di certi manufatti sconsacrati, comunque, spesso, ricettacoli di mero mercato. Il nazareno aveva avvertito il pericolo che il “sacro”, in qualunque modo, praticato, potesse trasformarsi in qualcosa che non avesse niente da spartire col suo messaggio.

 

“L’ istruzione non è memorizzare che hitler  ha ucciso 6 milioni di ebrei, ma è capire come è stato possibile che milioni di persone comuni fossero convinte che fosse necessario” Noam Chomky. Intanto, Noam Chomsky parla di ”milioni di persone”, cioè, di milioni di maschere, se “persona” in Latino significa maschera,  un pezzo di stoffa o d’altro, che non parla, non vede, non ode, non sente, quindi, non può Rielaborare, Decodificare, Decrittare, Capire niente di ciò che avviene nel contesto, in cui il destino l’ha posata. Poi, bisogna distinguere l’istruzione o l’erudizione dalla Cultura. E’ istruito o erudito chi sa che hitler s’è reso colpevole di un genocidio efferato, ma costui non E’, ancora, Colto, ché dovrebbe usare il Sapere, di cui E’ Venuto in Possesso a Suo Vantaggio e all’Altrui Vantaggio, andando, ad esempio, alla ricerca dei numerosi mandanti, patrocinanti di hitler in tutti i campi  delle umane relazioni, sincronicamente (pescandoli nella Storia), e, diacronicamente  (rintracciando quelli operanti in germania, ma, anche, nel resto del Mondo). Inoltre, come si spiega che le vittime di hitler non appartenevano ai gruppi sociali ebraici, elitari in germania: dell’alta finanza, dell’industria pesante, responsabili del fallimento della Repubblica di Weimar, mentre erano scelti, si fa per dire, tra gli ebrei dei ghetti, cioè, appartenenti alle classi, senza voce, ebraiche e non; tra gli zingari, tra i malati di mente, tra i, sessualmente, diversi ? Sì che la necessaria purezza dei popoli ariani  e il conseguente genocidio degli ultimi, dei diversi, che  la inquinavano, secondo l’ideologia nazista, non altro erano che l’alibi, per creare, a livello planetario, una situazione politica, che avrebbe richiesto il gioco della guerra. Milioni di giovani, gli uni contro gli altri armati, anche, ideologicamente, armati, spinti a massacrarsi a vicenda, mentre i gruppi dirigenti della massoneria internazionale, che gestiva, manovrava gli schieramenti in gioco faceva affari, galleggiando sul mare di sangue, che scorreva nel corso della seconda guerra mondiale. Ovviamente, non in discontinuità con le motivazioni politiche, economiche della prima guerra mondiale e, certamente, con  soliti attori a governarla nel  segreto dei sinedri, ripeto, massonici. La Conoscenza, se E’ il Risultato di uno scavo nei profondi meandri dell’avarizia di chi nel passato e nel presente ha potuto ciò che ha voluto, Diventa Cultura, quindi, Tracima nell’Etica,  cioè, nella Scienza della Condotta che, quanto meno, ci Permetterebbe  di Comportarci nei riguardi del Prossimo, Razionalmente; che, sia pure  molto gradualmente, stanerebbe gli avari, ovunque tramino contro la Pace, la Fratellanza tra gli Uomini. In questo senso la Conoscenza Diventerebbe un Etico Strumento di Palingenesi, da non mercificare, ma da Convertire in Patrimonio Spirituale dell’Intera Umanità.

 

L’allenatore dell’Ascoli, Riccardo Sottil, ha ricevuto una multa di 1250 euro dalla “figc”, reo di avere ripetuto per 12 volte espressioni blasfeme. La blasfemia, cioè, l’offesa alla divinità, non è elegante, ma la punizione di essa appartiene al patrimonio sottoculturale del medioevo, che prevedeva, da parte delle autorità, dei tribunali cattolici, la tortura, il rogo e altri modi di una crudeltà inaudita, che le autorità, di cui sopra, s’inventavano, per far eseguire la pena di morte. E la reiterata punizione di essa, oggi, appartiene alle teocrazie islamiche (iran, arabia saudita, etc., etc., etc.). Certamente, le pene, di cui sopra, farebbero  parte del  “menu” punitivo della chiesa cattolica, se il papato avesse, ancora, ascolto nelle stanze, che contano nel mondo intero. In ogni caso, la punizione per blasfemia, elargita dalla “figc” a Sottil, è illegittima, in quanto il reato di blasfemia non è contemplato nel nostro codice penale, pur se, forse, è sanzionato dalla morale corrente. Ma la morale, regola di condotta di pochi o molti individui, con malafede, spesso, ipostatizzata a regola di condotta di assoluta universalità, non può essere ispiratrice del Diritto Pubblico che, tra l’altro, non può essere esautorato dai regolamenti, in auge, di un’Associazione privata, quale la “figc”.

 

I giudici di bari riconoscono la “famiglia con due papà”. Non bergoglio, che passa per un papa (Fatti un nome e vendi pure il vino aceto. Adagio di Altamura “Ba”) “in avanti”. Sì, in avanti, con un passo e, a seguire, indietro con tre passi, come i portatori della culla del cristo morto nel  venerdì santo in bitonto. I cardinali, a suo tempo, lo votarono, per salvare l’istituzione della chiesa cattolica. Cioè, votarono colui che si presentava non impresentabile, come la più parte di loro (pur se qualche nube aleggiava sul capo di bergoglio, per i suoi non chiari rapporti con la sanguinaria giunta militare argentina); colui che sarebbe riuscito a gettare un po’ di polvere negli occhi degli ingenui (eufemismo), salvando il nucleo, lo zoccolo duro di tutta l’impalcatura teologica, dottrinaria, per non dire politica, del papato, di sempre.

 

L’ipocrisia di certi insegnantucoli e dirigentucoli scolastici è da comparare a quella dei sepolcri imbiancati. Essi sono stati, improvvisamente, sorpresi dal dubbio amletico. Cosa fare a fine anno scolastico che, di fatto, non è, mai, iniziato? Promuovere tutti i non studenti  “ope covid” o bocciare qualche non studente, tratto a sorte? Se fossi IO Ministro della “pi”, vieterei la pagliacciata, la sceneggiata degli scrutini e, perfino, quella degli esami di stato, perché non c’è niente da valutare e, quindi, niente da scrutinare. Inoltre, gli insegnantucoli e i dirigentucoli scolastici che, proprio negli anni covidiani, si sono fatti prendere dallo scrupolo meritocratico, hanno, forse, dimenticato che, a far data dal ’68 del secolo scorso, grazie, si fa per Dire, alla più parte di loro, dalle elementari alla maturità o a diploma, per la cacarella a vento, che scorreva e scorre dai loro sfinteri, in quanto paventavano e paventano, a torto, ricorsi, un non ammesso, un bocciato tra i non studenti bisognava, bisogna cercarlo con il lanternino di Diogene? Tutto “pro forma”, quindi! Ripeto, se fossi IO ministro della”pi”, ammissioni, promozioni, diplomi, maturità manderei a casa di ciascun non studente italiettino, con la preghiera, raccomandando ai loro genitori di dare all’interno dei plichi un’occhiatina, nel caso quei cartacei titoli di studio potessero servire, come carta igienica.

Pietro Aretino.

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