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Mirandolina e la semantica web

Mirandolina, la più celebre albergatrice della storia del teatro, non smette di fare  notizia. L’essere una fustigatrice del genere maschile con un secolo e mezzo di anticipo sul movimento femminista ha fatto del suo personaggio una figura particolarmente moderna. Tale contemporaneità, da cui il prepotente rilancio del testo a partire dagli anni settanta, ha eccitato la fantasia dei teatranti, spingendone molti a mettere i jeans addosso a Mirandolina, quando non a trasferirne le ben note vicissitudini nell’era globale. Quest’ultimo caso comporta un contorno di sorprese : cellulari, semantica web, ospiti che dispongono di elicotteri… Perché allora le novità dovrebbero escludere le scelte di genere ?… Se ne vedono di belle in un recentissimo adattamento del capolavoro di Goldoni che reca la firma di Barbara Silvani. Da tale lavoro di riscrittura ha preso vita “#La locandiera 2.0”, una messinscena diretta da Daniele Sirotti e andata in scena al Piccolo Teatro di Bari Eugenio D’Attoma nell’ultimo fine settimana. In questa produzione SCENE Teatro, Mirandolina, una volta “grigliati a puntino” i tre “sbrodolosi” avventori-spasimanti, li finisce con un annuncio che esplode come il più classico colpo di scena : Ad averla non sarà un uomo (eterna vil razza dannata), bensì una donna e nello specifico, Fabrizia, la giovane e avvenente cameriera del B&B che fa da sfondo alla vicenda. E’ appena il caso di osservare che nel testo originale, Fabrizio è il servitore destinato nel finale a vedere ripagata la propria paziente dedizione ; nella riscrittura della Silvani il personale della locanda si accresce di un altro elemento : Daniele, prototipo del servitore scettico e sprezzante, venale e dalla lingua tagliente. Sirotti toglie qualcosa alla leggerezza d’origine e rende più caldi i duelli verbali. Ne consegue che se con Goldoni si sorride, qui si ride. In altri momenti, però, tale leggerezza si riprende il suo spazio indossando colori che, volontariamente o meno, occhieggiano alla commedia brillante d’oltremanica. Nell’insieme, un risultato felice, tanto più se si considera che quella di sabato era una prima assoluta. Molto attesa, Tiziana Manfredi – a sinistra nell’immagine, contrapposta a Mina Albanese – si rivela una Mirandolina convincente per duttilità e presenza scenica (apprezzabili i due accenni di canto fuori scena ; qualcuno in più non avrebbe guastato). Attorno le orbita, e con le giuste cadenze, il trittico dei delusi, i bravi Roberto Romeo, Alessandro Schino e Luigi D’Abbicco. Inappuntabili Maurizio Sarubbi (Daniele) e Mina Albanese (Fabrizia). Completa il cast Massimo Restelli (un ospite). Hanno collaborato a vario titolo : Katia Nacci, Nicola Tangorra, Francesco Ferretta e Massimo Abrescia.

 

Italo Interesse

 

 

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