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Mirco Antenucci: “Vogliamo far meglio al San Nicola”

In classifica il Bari vanta il secondo miglior attacco dietro la Reggina, ma è stato per qualche giornata primo, ma alla fine farà la differenza e sarebbe un ottimo risultato se i biancorossi confermassero un piazzamento i playoff per andarsela a giocare con le altre dirette concorrenti. Ma non è finito neanche il girone di andata perché ne mancano sei di turni, ed un primo bilancio lo si potrà fare, soltanto dopo Bari-Genoa, con quest’ultima gara che si disputerà il 26 dicembre. Sta di fatto che la squadra di Mignani in trasferta sta avendo un ruolino di marcia di alto profilo, ma meglio ha fatto soltanto il Genoa con un punto di più; mentre in casa la squadra balbetta e stenta a decollare perché ha raccolto una sola vittoria, quattro pari ed una sconfitta ed in quella parziale sarebbe addirittura diciassettesimo. Poi, casualità o no, i numeri registrano di un Bari che non riesce a chiudere le partite e troppo spesso si è trovato a rimontare o farsi rimontare, al netto di episodi arbitrali che hanno pesato che si va ad aggiungere alla sfortuna di non essere riuscita a finalizzare in quanto nelle ultime due gare interne ha calciato poco più di quaranta volte, ma segnando due reti soltanto ed in un caso rimanendo a secco. Numeri però non impressionano il bomber biancorosso, Mirco Antenucci, il secondo della storia del Galletto dietro a Bretti con 69 reti. Il vicecapitano biancorosso e numero sette, Antenucci ha detto la sua ieri dalla sala stampa del San Nicola: “È cambiato il mio modo di giocare, ora sono regista offensivo. Inizio di campionato straordinario da parte nostra”. Sul momento però che attraversa la squadra incapace di vincere da sei turni, compreso uno di Coppa: “È normale che fare risultato è sempre bello. Però c’è da far fronte ad un campionato difficile ed equilibrato. Non si può pensare di vincere sempre. Dall’inizio della mia carriera non ricordo un inizio così forte”. Sicuramente il Bari nella scorsa stagione ha avuto un avvio monster ma era in serie C, ma quest’anno è in serie cadetta ed una delle più difficili degli ultimi anni. Sul rendimento casalingo, non dei migliori, Antenucci ha risposto: “Non lo so, anche se i numeri dicono questo. Dobbiamo fare più punti, questo è un dato di fatto. Anche perché abbiamo ogni volta uno spettacolo di pubblico che ci sostiene ed è un peccato”. Cornice di pubblico da serie A senza dubbi, in un campionato molto equilibrato come ha asserito il giocatore ex Spal, più volte nel corso della conferenza stampa: “Molto. Non so se sia verso l’alto o il basso. Ci sono molte squadre e bravi allenatori. Torneo bello e avvincente. Secondo me sarà così fino alla fine”. La speranza è naturalmente che il Bari possa restare nel gruppetto di testa sino alla fine. Un anno più grande di lui è il capitano Valerio Di Cesare, classe 1983, che è andato in gol diventando uno dei più “vecchietti” di sempre: “Come Valerio, cerco sempre di dare sempre il 100%. Sono contento di quello che sta facendo la squadra. Con il lavoro ci si può togliere sempre soddisfazioni”. Sulla sua esperienza in biancorosso la punta ha detto: “In quattro anni possono accadere tante cose. Il primo anno l’obiettivo minimo era la B. Abbiamo avuto tante difficoltà, ma è inutile guardare indietro. Pensiamo a questo campionato”. Sul futuro il numero sette ha svelato una novità: “Sto facendo corso da diesse. Mi piacerebbe imparare più cose possibili. Un conto è andare in campo. Un contro è altro”. Sul suo ruolo in cui in questa stagione spesso e volentieri gioca da regista o comunque più arretrato: “Il mio modo di giocare è un po’ cambiato, rispetto a prima. Ora sono più regista offensivo. Come sabato scorso. Le statistiche valgono fino a un certo punto, i ragazzi sono tutti bravi. Ci sono periodi nei quali si fa un po’ più fatica. Mancherà Wall, ma so che chi giocherà al suo posto farà bene”. Sul rigore passato al compagno di reparto a Cheddira, tra l’altro a microfoni spenti, siparietto simpatico perché un giornalista famoso che si era sbagliato di recente in un’intervista, si stava scusando e lui sempre con il sorriso e grandissima generosità ha detto, “Capita a tutti di sbagliare, si figuri”. E dopodiché ha risposto alla domanda sullo scettro ceduto a Cheddira: “Venivo da un problema al flessore, e l’ha calciato Wall. A me non cambia un rigore tirato o non tirato, l’importante è fare il bene della squadra. Se mi dovesse ricapitare non mi tiro indietro”. Tradotto, in soldoni, può essere che Cheddira sia diventato primo rigorista e lui secondo, anche per aiutare al compagno di reparto magari a vincere il titolo di capocannoniere. Su un pensiero stupendo o desiderio: “Per me è ogni mattina. Faccio il lavoro più bello del mondo. Più pensiero stupendo di quello non c’è. È ancora presto per parlare di altro… Noi dobbiamo lavorare. Ora è inutile spendere queste energie. Dobbiamo continuare così è dare meglio”. Niente proclami. Due suoi compagni si stanno giocando la maglia da regista, oltre a Bellomo autore dell’assist per Valerio Di Cesare. Su Eddie Salcedo, autore del gol del pari e su Botta, Antenucci interrogato sui due fantasistici ha speso belle parole: “Eddie ha fatto un eurogol. Sono contento che si sia sbloccato. Ci può dare una grossa mano. Dipende da lui. Ruben lo conosco meglio. Ha qualità. Mi trovo molto bene a giocare con lui. Con le qualità è facile dialogare. Sono convinto che ci darà una grossa mano”. L’ex capitano della Spal ha avuto anche esperienza all’estero ed a proposito di Schiedler, giunto all’ultimo giorno di mercato ha detto; “Ho avuto anche io un’esperienza all’estero. Mi metto nei panni di questi ragazzi. Non è facile il cambio di vita. I ragazzi lo stanno facendo in modo positivo. Stanno capendo meglio il campionato italiano”. Su Walid Cheddira, invece ha fatto capire come tutti i compagni lo sostengono: “Gli abbiamo fatto tutto un grande in bocca al lupo. Tutti abbiamo partecipato sul campo e al livello emozionale con lui e tiferemo per lui”. A meno 15 dal bomber Bretti, il migliore di sempre della storia del Bari ed un’ultima chiosa sulla classifica dei capo cannonieri, dove è sceso in terza posizione, Antenucci ha concluso: “Mi fa piacere, in quattro anni non valuto solo i gol, ma per un attaccante sono importanti. 15 sono tanti. Ma ci proviamo. Non guardo gli altri, ma quello che posso fare io. Su me stesso posso avere potere. Lavorando al meglio”. Senza nulla togliere a Brunori, giocatore più giovane e di prospettiva, o a Coda del Genoa, Mirco Antenucci non è da meno a nessuno dei due. (Ph. Tess Lapedota).

M.I.

 

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