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Miti minori di Puglia. Come cellule staminali

I miti sono come le cellule staminali, senza di essi non ci sarebbero né prodotti letterari né artistici. Così Francesco De Martino in ‘Puglia Mitica’. Limitatamente all’Adriatico e alla Daunia, il coordinatore del prezioso volume edito da Levante qualche mese fa rileva l’esistenza di due raccolte di testimonianze, una a firma di Benedetta Rossignoli, l’altra a firma di Maria Leonarda Notarangelo. Quest’ultima studiosa si occupa di Calco, re dei Dauni, originale figura che compare pure nelle ‘Amatoriae narrationes’ di Partenio da Nicea : “Si racconta che essendosi un tale daunio, Calco, innamorato di Circe presso la quale era allora giunto Odisseo, le prometteva il regno dei Dauni e le faceva molte altre offerte allettanti”. Avendo nel cuore solo Ulisse e perciò non potendone più dell’insistente spasimante, la Maga fece ricorso all’inganno per il quale era tristemente celebre : “Lo invitò e apprestò per lui una tavola ricca di cibi di ogni sorta, ma riempì tutte le vivande di erbe magiche ; Così Calco, mentre mangiava,diede all’improvviso uno scatto da forsennato e lei lo trasformò in maiale.” Dopo una prolungata assenza del loro sovrano i Dauni, insospettiti, un giorno si presentarono in forze. “Lei lo lasciò andare ma prima si fece promettere che non sarebbe più tornato nell’isola, né per amore, né per qualunque altra ragione”. E’ il caso di osservare che Calco è registrato anche tra le “Leggende degli eroi antichi” del La Sorsa ma col nome di Calcante. Tuttavia il Dizionario di Mitologia di  Gislon-Palazzi non parla di Circe a proposito di Calcante (e viceversa), né altrove cita Calco. La figura di  Calcante ricorre in altro mito pugliese, quello ‘della salute’. Mito che vede chiamata in causa altra celebre figura, quel Podalirio che, figlio di Esculapio e di Epione, discepolo di Chirone e famoso medico, partecipò alla guerra di Troia. Fonti oscure e contraddittorie che si occupano delle vicissitudini dei reduci di Troia (greci e non) segnalano la presenza di Calcante e Podalirio in Puglia, dove avrebbero lasciato traccia della loro scienza proprio “in un territorio che un giorno vedrà il fenomeno di padre Pio”. A differenza che nel caso di Cassandra (a proposito della quale è lecito parlare di culto), la ‘presenza’ in questione è a nostro avviso riconducibile al semplice consolidarsi della grande tradizione medica ‘importata’ dalla Grecia. Dunque, anche Podalirio e Calcante non misero piede in Puglia. Chissà che fine fecero nel ‘dopoguerra’. Di Podalirio non si sa. Di Calcante invece se ne racconta una bella : Un giorno anch’egli ebbe da un oracolo una profezia per la quale  sarebbe morto quando avesse incontrato un indovino più bravo. Perciò avvenne che a Colofone , quando Mopso indovinò esattamente quanti fichi c’erano su un albero, Calcante si uccise sopraffatto dal dolore.

 

Italo Interesse

 

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