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“Mixed Bill”, il gruppo è forza

Duole che eventi di portata internazionale passino pressoché sotto silenzio. Sabato scorso al Traetta, nel quadro della stagione 2012 di ConFine Corpo curata da Res Extensa, era di scena la Transitions Dance Company, che è espressione del Trinity Laban Conservatoire of Music and Dance. Una prima nazionale. Eppure, a popolare il teatro bitontino non erano più di cinquanta persone. Mettiamo da parte le amare considerazioni di turno (la concomitanza con la finale di Champions League fra Chelsea e Bayern…) e veniamo a “Mixed Bill”, questo il nome di uno spettacolo che avrebbe meritato ben altra cornice di pubblico. Uno spettacolo tripartito. La prima parte, che reca la firma di Shang Chi Sun, vede corpi fluttuare come pesci in branco. Un fluttuare che avviene tra movimenti al ralenti e accessi di vigore dinamico in mezzo ad una ritmica elettronica ossessiva, perforante come una scarica di kalashnikov, come una serie di colpi di martello pneumatico. Un senso di solidarietà avvolge questa compagine che però a intervalli si sgrana. Immerse nel bianco, figure inebetite di volta in volta si allontanano dal gruppo ; la deriva, specchio di una condizione umana tipicamente contemporanea, non è per sempre, il folto gruppo (dodici elementi…) rimanendo pronto in ogni momento ad accogliere pecorelle smarrite e figlioli prodighi. Un movimento ben costruito, intriso di speranza. La seconda parte di “Mixed Bill” consiste in una composizione di Hubert Essakow che a più riprese ripropone il tema del risveglio collettivo. Poi sotto la spinta di tutt’altra suggestione musicale il colore fa ingresso e si fa strada poco a poco, quasi un contagio, tingendo uno ad uno, senza fretta, i componenti di quest’altro microcosmo. Tinte fondamentali e complementari fasciano corpi che luccicano, che danno di fresco e levigato, di geometrica primavera danzante. L’ultima frazione (di Martin Nachbar) è certamente suggestiva, ma pure assai criptica. David Waring, direttore Artistico della compagnia, parla a tale proposito di parte “astratta, con lavoro sull’espressione del corpo per creare un’atmosfera”. L’imbeccata non ci è granché d’ausilio. La rinascita, leit motiv trasmesso dalla performance precedente, qui si confonde col sogno, forse con l’allucinazione (sempre di gruppo). Siamo ad un party, ad una visita guidata?… Sovrastante, musica cosmica avvolge l’interrogativo. Il pubblico diviene oggetto di uno stupore derisorio, un autoscatto di gruppo confonde ancora le cose…. Palese il senso dell’ironia, un po’ meno quello ludico ; strisciante ai limiti del fastidioso il sospetto del dileggio. Una piccola ode al non senso.

Italo Interesse

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