Cronaca

“Mobile health clinic project”

Cinquantamila euro dalla Regione Puglia a sostegno della popolazione Karen in Birmania

Un ponte che lega idealmente la Puglia al Myanmar nel segno della solidarietà. Con questo spirito la Regione ha finanziato un progetto nato su iniziativa della Federazione Pier Giorgio Frassati in collaborazione con il Dipartimento Karen per la Salute e il Welfare, la Comunità Solidarista “Popoli” di Verona e il gruppo di protezione civile “L’Ottagono” di Foggia. Un fondo di cinquantamila euro per sostenere iniziative socio-sanitarie, in favore di una delle principali etnie che compongono il mosaico birmano, i Karen (circa sei milioni su una popolazione di 44 milioni di abitanti), che dal 1949 subiscono le persecuzioni del governo centrale di Rangoon a causa delle loro aspirazioni di ottenere l’indipendenza e preservare la propria identità. L’obiettivo del progetto è quello di garantire e migliorare l’utilizzo di strutture sanitarie di base nelle aree sconvolte da un conflitto sanguinoso che colpisce particolarmente le popolazioni civili. Il regime birmano, una narcodittatura sostenuta militarmente dalla Cina, intrattiene i rapporti commerciali con le multinazionali europee e statunitensi, interessate allo sfruttamento delle risorse energetiche del Paese e della manodopera forzata proveniente dalle minoranze etniche più povere, come denunciato anche dalla International Labour Organization. La caduta nel 1995 di Manerplaw, ha causato gravi ripercussioni sull’organizzazione civile e militare dell’intero stato. Da allora, la perdita di buona parte del territorio su cui i Karen basavano la propria sussistenza (coltivazione e taglio di piante dal legname pregiato, produzione di riso e bamboo, piccoli commerci di sussistenza) ha messo in ginocchio il sistema economico dell’organizzazione statale. Di conseguenza, i servizi di base, hanno subito una drastica riduzione. Inoltre, l’estendersi delle operazioni militari condotte dal Tatmadaw (esercito birmano) all’interno di Kawthoolei, dopo il colpo di stato del febbraio 2021, ha provocato una nuova fuga di civili dai loro villaggi di origine. Alcuni hanno raggiunto i duecentomila già ospitati nei campi profughi allestiti in Thailandia. Molti altri si sono uniti al mezzo milione che ha scelto di non lasciare la propria terra e di cercare di sopravvivere in rifugi improvvisati nella giungla. Sanità, istruzione, assistenza sociale: questi i tre settori più urgenti da affrontare con progetti di sostegno a favore proprio di queste popolazioni, secondo l’Internally Displaced People. Nei distretti di Dooplaya e di Mutraw, tra le zone maggiormente minate al mondo, sono drammatiche le conseguenze della mancanza di farmaci contro la malaria, le infezioni gastrointestinali, le infezioni alle vie respiratorie e a quelle urinarie. Altrettanto grave risulta la scarsità di apporto vitaminico nella dieta dei bambini e delle donne in stato di gravidanza. Inoltre, la presenza di feriti da arma da fuoco, da granate, da mine antiuomo, rende necessaria la fornitura di strumenti per il pronto soccorso. Estremamente carente è anche il servizio di educazione sanitaria, il che spesso causa la diffusione, nei villaggi, di patologie che potrebbero invece essere facilmente circoscritte. L’assistenza medica ai profughi Karen, cioè ai soggetti maggiormente colpiti dalle conseguenze delle campagne militari, è affidata a delle cliniche mobili, strutture che vengono evacuate in caso di attacco da parte dei soldati birmani, per essere nuovamente allestite in zone più sicure della giungla. Nella situazione attuale, peggiorata sensibilmente dopo il colpo di stato del 2021, il Dipartimento Karen per La Salute e il Welfare ha un bisogno costante di incrementare l’acquisto e la distribuzione di farmaci nelle cliniche mobili dove, in ciascuna di esse, sono presenti sette operatori sanitari addetti alla medicina di base e al pronto soccorso, per una popolazione che va dai 3500 ai 5000 profughi che abitano nei due distretti. Grazie al fondo messo a disposizione dalla Regione Puglia è stato possibile, oltre all’acquisto di farmaci e al reclutamento di personale parasanitario, garantire diagnosi e cure di base per le principali patologie, garantire interventi di emergenza per incidenti o conseguenze della guerra, migliorare le condizioni igienico-sanitarie dei villaggi dell’area, diminuire la mortalità dovuta a patologie gravi ed endemiche e sensibilizzare la popolazione Karen nei confronti delle principali norme igienico-sanitarie. Nel lungo periodo il progetto vuole contribuire a consolidare una prassi operativa di finanziamento per la formazione professionale (copertura dei costi di viaggio, vitto e alloggio per i volontari non retribuiti) e per il continuo rifornimento di farmaci alle strutture. La Federazione europea Pier Giorgio Frassati, la Comunità Solidarista Popoli e l’associazione di promozione sociale l’Ottagono sono impegnate da diversi anni in iniziative di cooperazione internazionale, in un’ottica di rafforzamento della cultura di collaborazione fra comunità e istituzioni, attraverso la promozione di azioni volte a promuovere su scala locale lo sviluppo umano sostenibile.

 

Maria Giovanna Depalma


Pubblicato il 14 Febbraio 2024

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