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Modugno, per quale candidato sindaco tifa Decaro?

In corsa per Palazzo Santa Croce, senza rivali di centrodestra, Lomoro e Montebruno entrambi vicini al governatore alle scorse regionali

A Modugno, sventato il rischio di commissariamento per condizionamenti della criminalità organizzata locale sull’attività dell’Amministrazione uscente, il 24 e 25 maggio prossimo si tornerà al voto per l’elezione di un nuovo sindaco ed il rinnovo del Consiglio comunale.

In questa tornata elettorale, però, c’è un’anomalia politica non irrilevante per il corpo elettorale modugnese, poiché i tre candidati in corsa per la guida di Palazzo Santa Croce sono tutti dell’area di centrosinistra, in quanto – come abbia già riferito in altro nostro servizio pubblicato sull’edizione di martedì scorso – il centrodestra locale, che pur aveva già il proprio candidato sindaco, Pierpaolo Ventrella di Fdi, ed aveva pronte anche le liste dei candidati consiglieri a sostegno del predetto, è stato invece costretto, a meno di 48 ore dalla presentazione delle candidature, a non partecipare più alla competizione elettorale poiché, paradossalmente e inspiegabilmente, il presidente provinciale del principale partito della coalizione di centrodestra, ovvero quello della premier, Giorgia Meloni, ha negato il simbolo di Fdi al proprio potenziale candidato sindaco.

Pertanto gli elettori che si recheranno al voto alle amministrative del Comune alle porte di Bari sulla scheda elettorale troveranno come candidati sindaco Giovanni Lomoro, sostenuto da sei liste (Pd, M5S, Avanti Psi, Fare comunità, Noi Popolari, Pacifista e Pop); Beppe Montebruno (vice del sindaco uscente Nicola Bonasia) appoggiato da cinque liste civiche (Modugno Tutta, Cambiaverso, Centro Dem, Onda Civica, P.M. Col Cuore) e l’ambientalista Francesco Loconte, sostenuto da una sola lista civica (Modugno pacifista e popolare) promossa dall’associazione “Casa del Popolo”.

E, come già detto innanzi, la particolarità delle imminenti amministrative modugnesi consiste nell’assenza dalla competizione di un candidato sindaco dichiaratamente di centrodestra, poiché due Lomoro e Montebruno) dei tre candidati presenti sono espressione diretta del neo presidente di centrosinistra della Regione Puglia, Antonio Decaro (Pd), essendo stati entrambi candidati a suo sostegno alle ultime regionali nella civica “Decaro presidente”, nella quale – per altro – si sono piazzati in modo ragguardevole, rispettivamente al quinto e terzo posto dei non eletti; mentre Loconte è esponente dell’area ambientalista di sinistra.

Quindi, già una prima considerazione si può fare sul futuro Consiglio comunale di Modugno, ossia che in tale assemblea il tanto decantato “bipolarismo” politico non ci sarà, poiché tutti gli eletti saranno espressione di una stessa area politica, sia pure molto estesa. Al che, molti modugnesi, già si chiedono: “Che genere di opposizione politica potrà mai esserci in un siffatto Consiglio comunale?”. Ma questo interrogativo è sicuramente per il dopo elezioni, mentre per la campagna elettorale in corso, in tanti a Modugno, sono curiosi di sapere “a chi tra i due suoi candidati a sindaco, Lomoro e Montebruno, darà, direttamente o indirettamente, il proprio sostegno il governatore pugliese Decaro?”.

Ed ancora: “Il presidente della Regione verrà a Modugno in questa tornata elettorale a fare un comizio, oppure sarà defilato?” E se così fosse il Pd pugliese e la segretaria dem, Elly Schlein, non hanno proprio nulla da dire su quanto accade a Modugno nel campo largo del centrosinistra, spaccato con due candidati a sindaco entrambi “decariani” e Decaro che potrebbe disertare un esplicito sostegno al Pd locale?

Ma un’anomalia ancora più rilevante e scandalosa nella storica cittadina alle porte del capoluogo in questa campagna elettorale riguarderà sicuramente anche l’intero centrodestra e, più in particolare, il suo principale partito, Fdi, poiché – a detta di molti – sarà interessante sapere, alla luce del boicottaggio del candidato sindaco del proprio partito, il presidente provinciale Picaro che indicazione di voto darà agli elettori meloniani, e più in generale del centrodestra, per le prossime amministrative di Modugno? Insomma, comunque andranno le amministrative di questo Comune del barese chiamato al voto, sarà un successo per l’area di centrosinistra e, in particole, per il presidente della Regione, Decaro, che quasi sicuramente avrà come eletto a sindaco uno dei due candidati modugnesi presenti nella sua lista alle regionali e che ora – come è noto – si sta strutturando anche livello territoriale nei Comuni pugliesi con il nome “Prossima”.

E prossima a Modugno è quasi certa anche l’elezione, senza alcuna competitor dei centrodestra, di un sindaco sicuramente “decariano”. Per cui a Modugno fortunatamente non c’è stato l’anomalia dello scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, ma un’anomali politica però permane. E non c’è da scandalizzarsi se qualche modugnese bene informato ironicamente esclamato: “Nel nostro Comune la politica da tempo è una ‘marmellata’ che tutte le forze politiche, ora più che mai, concorrono a formare!” Ma in tali condizioni non c’è più neppure da meravigliarsi se coloro che si recheranno alle urne saranno sempre di meno. Altro che….democrazia!

Giuseppe Palella

 


Pubblicato il 30 Aprile 2026

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