Cultura e Spettacoli

Molly, fedifraga eppur fedele

 “Ulisse” di Joyce si chiude con il lungo soliloquio di Molly, consorte di Leopold Bloom, il protagonista dell’opera. Sovranamente serena nel letto, in attesa del  suo ‘Ulisse’, reduce dalla personale odissea nell’oceano dublinese, la donna  si abbandona ad una fantasticheria divagante di cui tre sono i punti di riferimento : il marito, le sue donne e l’amante di lei, tale Boylan. La fantasticheria, che attinge dallo scrigno della memoria, ha il sapore del tirare le somme. Il bilancio evidenzia una fedifraga, però in qualche modo fedele giacché ai suoi occhi Leopold e non altri  rappresenta l’Uomo, rappresenta tutti gli uomini. Ecco allora il monologo della signora Bloom aprirsi ad una licenziosità che nella sua disinvoltura intriga e diverte. Per queste caratteristiche una proposizione scenica dell’appendice di ‘Ulisse’ necessita di interpreti di singolare caratura. Chiara Caselli, acclamata al Kismet l’ultimo fine settimana, ha dimostrato di esserlo. Il suo “Molly Bloom” (produzione Teatro Contemporaneo) raccoglie consensi per la sensualità e il candore da  Lolita che questa Molly esprime. La Caselli, che si dichiara “umile servitrice” della scrittura di Joyce, qui si lancia in un “tuffo vertiginoso nella mente, nel cuore e nella carne di Molly”. Ne riemerge dopo 65 intensi minuti grondante di applausi. A suo tempo – era bambina – ‘folgorata’ da Piera Degli Esposti impiegata in analoga performance, la Caselli si può dire sia cresciuta nell’idea di poter un giorno far suo quel testo. Vi riesce quando all’incipit della maturità tocca l’apice di una bellezza sensuale. Al dono di madre natura aggiunge una palpabile e misurata passione. “Molly Bloom” fa centro anche per il fatto di porsi come riflessione su quanto vicino sia il pensiero di Joyce a quello dell’uomo comune, per quanto l’ardua lettura di “Ulisse” faccia pensare il contrario. Nella mente di Leopold Bloom, come in quello della moglie, ‘Ulisse’ si risolve in un pensare che deborda e avvince. Ora, chi osservi il proprio pensiero allo ‘stato puro’ per un minuto, noterà come esso consista in un coacervo di associazioni per immagini e sensazioni dove il tempo perde le coordinate e dove latita quel senso logico che invece emerge quando lo stesso pensiero è nella necessità di aprirsi al prossimo o anche solo a sé stesso. L’Oriente insegna che la strada della Luce comincia dal dominio della mente, quell’esercizio faticosissimo che consiste nel tenere lontani i pensieri concentrando l’attenzione sul proprio respiro, sul battito del cuore o su una qualche immagine. Molly Bloom fa esattamente il contrario. Tanto ce la rende piacevolmente umana. Chiara Caselli è rappresentazione limpida di questo schizofrenico esser virtuosi e peccatori.   
italointeresse@alice.it
 
 
 


Pubblicato il 26 Gennaio 2011

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