Mons. Mansi: “Inaccettabile anticipare al pomeriggio la messa della notte di Natale”
Il vescovo di Andria richiama il significato autentico delle celebrazioni

“Inaccettabile anticipare al pomeriggio la messa della notte di Natale”: lo dice in questa intervista che ci ha rilasciato Monsignor Luigi Mansi, vescovo di Andria commentando il senso del Natale ormai prossimo.
Eccellenza Mansi siamo ormai al Natale. Che cosa celebriamo?
“Nella solennità del Natale celebriamo la venuta storica del Signore, mentre poi ci sarà la sua seconda e definitiva venuta alla fine dei tempi. Ma adesso facciamo memoria della sua nascita”
Un avvenimento sentito ed importante…
“La venuta del Salvatore ha cambiato la storia, ma se guardiamo ai nostri tempi e alla realtà, inclusa quella di tanti credenti, i dubbi sorgono. Intendo dire che esiste una tendenza ormai radicata a mettere il protagonista al secondo posto e al primo le tradizioni, il contorno, le feste. Non è che sia male, per carità. Ma bisogna dare alle cose il giusto peso e valore e allora il primo grande evento è la nascita di chi è morto per noi, di chi ha dato la vita per noi. Poi vengono le cene, i ristoranti, i regali e si vada a messa alla notte di Natale se davvero vogliamo passarlo da cattolici”.
Ecco, la messa della notte…
“Liturgicamente si chiama messa della notte perché va celebrata di notte, non al pomeriggio come tanti fanno per un compromesso al ribasso, per avere la chiesa piena. È una tristezza vedere alla notte di Natale le chiese semivuote, troviamo il tempo per le feste di laurea, per i cinema, per le partite a carte e non per la messa. Non condivido quella idea che hanno alcuni confratelli di anticipare al pomeriggio la messa della notte al pomeriggio pur di far accorrere fedeli. È vero che nei Vangeli non è scritta un’ora precisa, ma dallo stesso senso del racconto si evince che Gesù nacque di notte e non al pomeriggio. Io ho dato disposizione nella mia diocesi che non si faccia prima delle dieci di sera. Bisogna essere seri in questo”.
Natale e regali…
“Fare un regalo ai parenti e agli amici è bello, ma ci sia sobrietà. E ricordiamoci che non bisogna come invece accade trasformare questa festa o meglio il tempo liturgico del Natale in un mero evento consumistico. Il vero Natale è viverlo nei sacramenti, nella liturgia, e soprattutto coscienti di quello che accadde nella storia, del vero regalo che è Cristo Salvatore. Per questo un modo corretto di celebrarlo, assieme alla liturgia e alla preghiera, è fare opere di carità, evitare calunnie e maldicenze, astenersi da giudizi corrosivi, non parlare in modo indecente, vivere in modo decoroso la sessualità, apprezzare il lavoro, comportarsi bene in famiglia, non essere aggressivi nei giudizi e nei modi di parlare. Spesso tendiamo a giudicare, a condannare, ad essere severi col prossimo ignorando i nostri difetti. Un vero credente sceglie la linea dell’et et, è gioioso, e soprattutto non punta il dito contro nessuno perché con la severità con cui giudichiamo, saremo giudicati. La nostra fede non ama il peccato, ma evita assolutamente condotte moralistiche che non ci appartengono”
In questo tempo si eseguono anche nelle parrocchie concerti gospel. Un credente cattolico può andarci?
“Certamente sì. Il gospel è un genere musicale di tipo religioso biblico, che affonda la sua radice nel Vangelo e nei racconti della storia sacra, anzi in un certo senso fanno cultura religiosa. Indubbiamente non vanno eseguiti durante le messe vista la loro origine evangelica. Ma anzi è positivo confrontarsi con altre culture, essendo nati in altro continente, facendo attenzione ai testi e avendo la dovuta prudenza. Ma a mio parere un cattolico può serenamente assistere ad un concerto gospel che, lo ripeto, fa cultura biblica e ci aiuta, tutto quello che parla di Dio, in senso buono, va accettato senza pregiudizi, ma discernimento. Non sono canti eretici, per intenderci, tanto che sono ammessi nelle parrocchie”.
Bruno Volpe
Pubblicato il 24 Dicembre 2025



