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Mozart che porta per mano

Quale la musica più adatta a ballerini di professione? In più occasioni la storia della danza ha confermato la capacità di questi professionisti di esprimersi sulle note degli autori anche più distanti. Il che vale pure per certo sperimentalismo, persino quando esso tange la non-musica. Ma volendo stilare una graduatoria dei compositori che meglio hanno soddisfatto coreografi e danzatori a partire dagli ultimi duecento anni, ecco Mozart collocarsi al vertice della classifica. E’ quanto ha suggerito ‘Mozartangosuite’, uno spettacolo di Domenico Iannone, prodotto da Altradanza, che domenica scorsa è stato in cartellone al Nuovo Abeliano. Perché proprio il genio di Salisburgo? Perché nessuno ha saputo coniugare meglio la disciplina con la gioia. C’è nell’architettura della sua musica un senso solare della fantasia che, applicato con rigore geometrico, abbaglia. I danzatori di oggi sono in primo luogo giovani dell’era globale. Come tali non domandano che due cose : speranza e metodo di vita. Allora Mozart. E una ragione per vivere e per credere nella vita riprende forma. E il danzatore risponde. Risponde anche il pubblico, toccato, forse in modo meno nitido ma comunque intenso da questo dono di Mozart, oltre che dalla superiore energia espressa da danzatori particolarmente ispirati. Mozart poi, un po’ come l’acqua, adattandosi a qualunque contenitore, non incontra difficoltà a essere sempre a proprio agio, quale che sia il ‘sito d’espressione’, quale che sia l’autore o siano gli autori con cui potrebbe ritrovarsi a confronto. In ‘Mozartango suite’ c’è anche Piazzolla. Ebbene, l’abbinamento barocco-contemporanea e che avviene  momenti alterni, si rivela costantemente felice, anche in assenza di un punto di riferimento drammaturgico, L’ultima creazione di Iannone è un ritorno ai primordi, al puro piacere del gesto, il quale gesto, per il fatto d’essere collettivo, suggerisce anche il sollievo del ritrovarsi (espliciti quanto brevi i richiami alla solidarietà, all’amore, al gioco). Determinante il light design di Roberto De Bellis che all’abbraccio frontale dei fari preferisce più suggestivi ‘tagli’ in orizzontale. In scena, ben meritati applausi a Silvia Di Pierro, Mimmo Linsalata, Giada Ferrulli, Sara Alessia Giannini, Sara Mitola, Serena Pantaleo e Lucrezia Pastore (Maitre de ballet : Milena Di Nardo ; still photographer : Gennaro Guida ; organizzazione : Gianni Pantaleo). Ancora la compagnia di Iannone chiuderà Abelianodanza 2019, giovedì 22 maggio con ‘Isabella d’Aragona’. Sulle musiche di Grazia Bonasia, ancora Domenico Iannone intesse un ritratto diretto e appassionante della celebre Duchessa, la donna che più di tutte ha lasciato il segno nella storia di Bari.

Italo Interesse

 

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