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“Multe, città pulita e niente cicche per terra?” Scusateli, hanno scherzato…

Vietato buttare cicche per terra, dopo aver assaporato le amate sigarette, altrimenti ci avrebbe pensato il vigile di turno a punire il fumatore-sporcaccione di turno a Bari. Pareva dovesse cambiare più di qualcosa, nelle abitudini dei baresi che continuano a fumare anche per strada, dopo un’ordinanza sindacale che imponeva di gettare cicche e mozziconi nei contenitori piazzati nelle strade cittadine. Insomma, la repressione –leggi contravvenzioni a tutto spiano – pareva pronta a partire, un anno e mezzo fa o poco più, dopo le solite polemiche sui posacenere sparsi un po’ dappertutto per evitare, appunto, le cicche per terra. Ci aveva pensato il Movimento 5Stelle di Bari a depositare già dall’autunno del 2014 in Consiglio un Ordine del Giorno sul disegno di legge n. 2093 (disposizioni in materia di “green economy” che aveva visto luce nella legge di stabilità 2016) e in particolare chiedeva al Comune di Bari di dotare la città di portacenere nei luoghi pubblici ad alta aggregazione sociale con l’obbiettivo di trasformare, appunto, tale rifiuto. Che cosa è accaduto, invece? Chiacchiere tante, anzi, tantissime, fatti zero. A parte le multe a raffica, promesse da tutti, sindaco e assessore all’Ambiente in primis, rimaste negli articoli e commenti vari sui giornali locali, la cosa è sparita come avevano previsto in tanti non appena sfocata l’attenzione dell’opinione pubblica. Parole e parole tante, specie all’inizio del 2015, durante un animato dibattuto in Consiglio – a inizio di marzo – con tanto di intervento dell’Assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli che comunicava (come tracciabile dai video del Consiglio) che l’azione di posizionamento dei porta-ceneri sarebbe rientrata, a breve giro, nell’operazione “Bari per Bene”. Fatti dopo le promesse dell’assessore all’Ambiente? Nulla, nulla di nulla. A oltre tre anni da quel Consiglio,il Sindaco, a mezzo di Ordinanza, dopo aver imposto ai pubblici esercizi di attrezzarsi con posacenere fuori dai locali entro dieci giorni (con multe che potevano diventare salatissime), nessuno è più tornato in argomento, magari compulsando i vertici della Polizia Locale. E adesso tutti fumano e gettano le cicche per terra, a Bari. Cicche che, per fortuna, ci pensano vagabondi, poveracci e senzatetto a raccogliere. Cittadini e imprenditori baresi, insomma, continuano a pagare tasse elevate e come contropartita hanno servizi scadenti ed ulteriori oneri che dovrebbero essere totalmente a carico dell’Amministrazione. <<….altrimenti per quale motivo paghiamo le tasse? Dove sono i posacenere promessi dall’Assessore da installare nelle zone ad alta densità pedonale?””, ululava in aula Sabino Mangano. “Quale altra prova di inefficienza amministrativa serve ai Baresi per capire che a Bari si doveva cambiare rotta dando la possibilità di governare una città all’unica forza politica che fa quello che dice?” dichiarava in aula il Consigliere Cinquestelle Mangano. Tanto fumo e niente multe, per chi continua impunemente a inondare i nostri marciapiedi di mozziconi, nonostante dichiarazioni, impegni ed ordinanze sindacali….

 

Francesco De Martino

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