MariTè K, dal Congo una voce di protesta
23 Maggio 2019
Settima edizione della mostra di esemplari bonsai
23 Maggio 2019

Murat non fortificò la Puglia

Nell’aprile del 1813 Gioacchino Murat, allora Re di Napoli, fu a Bari per posare la prima pietra della nuova Bari. Questa la motivazione ufficiale. Stando invece al Perotti e ad altri studiosi, Murat venne nella nostra terra allo scopo di farsi un’idea di come le coste orientali del regno napoletano avrebbero potuto sostenere un attacco straniero. Il momento era delicatissimo : Durante la ritirata delle forze napoleoniche al termine della disastrosa campagna di Russia (nella quale peraltro si era distinto al comando della Cavalleria e di un contingente di soldati del Regno di Napoli), Murat si convinse che per Napoleone era finita. Si accordò pertanto con gli Austriaci firmando un trattato di alleanza. Doveva però guardarsi da Ferdinando I, il Borbone spodestato, il quale si era rifugiato in Sicilia sotto la protezione delle forze inglesi. Né aveva ragione di fidarsi degli Austriaci, i quali avevano comunque interesse a  rimettere sul trono Ferdinando I (si sa come andò a finire : Murat commise gravi errori diplomatici e strategici e gli Austriaci non gliela perdonarono ; attaccato da questi e sconfitto, finì con l’essere catturato e fucilato). Murat dunque era preoccupato della vulnerabilità del fianco orientale del suo Regno, storicamente il fronte  debole del Mezzogiorno (si pensi alla facilità con cui per secoli i Mori fecero strazio delle coste adriatiche e ioniche del Salento). Che progetti poteva avere Murat? Certamente aumentare il pescaggio dei porti principali (Barletta, Trani, Bari, Monopoli, Brindisi ed Otranto) per accogliere anche le più pesanti unità da battaglia. Poi migliorare l’efficienza delle fortezze, di cui solo poche erano in grado di sostenere un assedio. E chissà che il sovrano non avesse in mente persino di riattivare ciò che restava della rete di torri d’avvistamento fatte costruire dagli Spagnoli nel Cinquecento. Restava però il problema delle comunicazioni. Quanto tempo avrebbero messo le truppe da Napoli (dove si concentrava il grosso dell’esercito) per arrivare in Puglia, via terra o via mare? Per ovviare a questo, l’unica era decentralizzare le forze di terra aumentando la consistenza dei contingenti già presenti, Ciò significava quantificare fino a che punto una città come Bari, per esempio, potesse sostenere un raddoppio della guarnigione esistente. Più soldati (e cavalli) significava caserme e stalle più grandi, ulteriori alloggi per gli ufficiali, ampliamento di magazzini e arsenali… E poi occorreva pianificare la ristrutturazione della rete viaria costiera, che versava in condizioni pietose (da Barletta ad Otranto solo uomini a cavallo potevano muoversi celermente). Murat, dunque avrebbe dovuto sedersi intorno ad un tavolo di lavoro insieme ad una commissione di generali, ingegneri ed economisti. Risulta invece che passò quei venti giorni in Puglia a partecipare a balli e ricevimenti, nel corso dei quali, come suo vecchio costume, non mancò di fare il galante con le donne. Allora Perotti e quegli altri studiosi ebbero un abbaglio? In ogni caso rinsaldare le difese della Puglia centro-meridionale sarebbe servito a niente. Sappiamo che la sconfitta di Murat maturò nel centro nord dell’Italia prima di conoscere il suo tragico epilogo a Pizzo Calabro.

 

Italo Interesse

 

418 Visite totali, 2 visite odierne

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *