Cronaca

Nasce oggi in Puglia il gruppo di Calenda e Renzi

L’enigma della nascita di un Gruppo consigliare regionale che in Puglia aderisca alla formazione politica di Carlo Calenda e Matteo Renzi sarà svelato intorno alle 11 di questa mattino a Bari, nel Palazzo di via Gentile, dove è previsto l’arrivo il leader di Azione, a cui spetterà il compito di elencare i nomi dei consiglieri che potrebbero dar vita al primo gruppo consiliare regionale del partito nato alle ultime politiche dall’unione delle forze dell’ex premier Renzi e dell’ex ministro allo Sviluppo economico Calenda. Al momento in cui stiamo per chiudere questo servizio non ci sono ancora conferme ufficiali, ma la rosa di nomi che circola tra i corridoi di via Gentile sembra ristretta e definita ad una cerchia ristretta di esponenti regionali, tutti eletti nel 2020 nelle fila della maggioranza di centrosinistra che ha sostenuto la riconferma di Michele Emiliano a governatore della Puglia. Infatti, ha mormorato ironicamente qualcuno: “Se una cosa non accade, non succede”. Però, indiscrezioni danno in transito verso il partito dell’ex ministro per lo Sviluppo economico due o, forse, tre consiglieri, Ruggiero Mennea e Fabiano Amati del Pd, a cui si potrebbero aggiungere Sergio Clemente del Gruppo civico “Per la Puglia” ed il brindisino Maurizio Bruno anch’egli eletto con i dem.  Di questi, però, solo Bruno si è affettato a smentire tale indiscrezione, gli altri invece non hanno finora ha confermato né smentito il transito nella formazione di Calenda, né tantomeno confermato. Qualora alla Regione Puglia nasca un “Gruppo Calenda” non è da escludere che possa annoverare anche il nome del tarantino Massimiliano Stellato che, pur essendo stato eletto alle regionali con la civica dei “Popolari” che sosteneva anch’essa Emiliano, alle politiche del 25 settembre scorso è stato candidato alla Camera nel partito di “Azione”.  “Se dovessero essere confermate le agenzie riguardanti il passaggio al gruppo consiliare di Azione-Italia Viva da parte dei due consiglieri regionali eletti con il Pd, Amati e Mennea, non potremmo che prenderne atto” – hanno dichiarato con una nota congiunta il capogruppo del Pd in via Gentile, Filippo Caracciolo, ed il segretario uscente del Pd pugliese, on. Marco Lacarra, che proseguendo hanno inoltre aggiunto: “A quel punto, però, sarebbe inevitabile pensare che una decisione del genere nasca dalla volontà di distruggere, anche per il futuro, l’attuale maggioranza faticosamente creata dal presidente Emiliano col Movimento 5 Stelle e con le liste civiche che hanno sostenuto il centrosinistra alle elezioni politiche”. Perciò, per Caracciolo e Lacarra, “il Partito Democratico pugliese non può consentire che i due consiglieri fuoriusciti facciano ancora parte della maggioranza di governo della Regione”, in quanto “costruire il proprio gruppo a spese del Pd rappresenta un oltraggio insuperabile alle ragioni che tengono insieme un’alleanza. Per queste ragioni il Partito Democratico in Puglia non potrà stringere, né ora né in futuro, alleanze con Azione e Italia Viva.” Insomma, la nota di Caracciolo e Lacarra è una sorta di invito di sfratto dalla maggioranza a coloro che eventualmente aderiscono a partito di Calenda e Renzi. Ma – ha già mormorato qualcuno della maggioranza stessa di centrosinistra – spetta realmente ad essi una tale “minaccia” o, piuttosto, dovrebbe essere il governatore Emiliano a dichiarare se vuole, oppure no, continuare ad avere il sostegno di consiglieri che comunque nel 2020 hanno contribuito alla sua riconferma? In effetti, le dichiarazioni del capogruppo regionale e del segretario del Pd pugliese hanno più il sapore di un volersi buttare avanti, a ciò che potrebbe accadere nell’Assemblea regionale con l’adesione di alcuni esponenti di maggioranza al partito di Calenda e Renzi. Però, ciò che invece – per alcuni addetti ai lavori della politica pugliese – è palesemente paradossale, oltre che contraddittorio, nelle parole di Caracciolo e Lacarra è il considerare un “oltraggio” l’eventuale formazione di un nuovo Gruppo politico di opposizione al governo Emiliano. Infatti, hanno esclamato gli stessi addetti ai lavori: “Stranamente, per Caracciolo e Lacarra, non è stato altrettanto un ‘oltraggio’, la costituzione di nuovi Gruppi di maggioranza con esponenti fuoriusciti dall’opposizione (vedi l’ex forzista Lacatena e l’ex civico di centrodestra Tammacco) o, peggio, aver portato in maggioranza i 4/5 del Gruppo del M5S che – come è noto – alle elezioni del 2020 erano, con un proprio candidato presidente (ndr – Antonella Laricchia) alternativi alla coalizione di Emiliano che ha poi vinto le elezioni”. E’ chiaro, quindi, che il “clima” nella maggioranza giallo-rossa che sostiene in via Gentile il presidente Emiliano sta per farsi incandescente, sia per le note vicende precongressuali del Pd che per le notizie che circolano su un’eventuale fine anticipata della Legislatura anche a causa di una possibile scelta di Emiliano di candidarsi nel 2024 al Parlamento europeo. Infatti, a chiedere già chiarimenti sul futuro della legislatura regionale in corso è il partito di Giuseppe Conte, il M5S, che con una nota ha rilevato: “Non passa giorno che non si legga sui giornali di fine anticipata della legislatura, candidati alla presidenza già decisi per le prossime elezioni regionali e probabili accordi per le prossime elezioni. Serve invece concentrarsi su questa legislatura, dove vanno portati avanti provvedimenti importanti su temi come Pnrr, liste d’attesa, caro bollette”. Di qui il recente invito dei pentastellati pugliesi al governatore in cui si afferma: “Emiliano deve essere chiaro per evitare che vengano forzate determinate situazioni che portano a un continuo rincorrersi di voci”. Pertanto, dicono i “5 Stelle” pugliesi, “bisogna portare a termine il mandato elettorale affidato dai cittadini per rispetto al voto che hanno espresso. Non possono esserci escamotage normativi, che ci vedranno assolutamente contrari, per trascinare la Regione in caso di eventuali dimissioni del Presidente, ma serve la piena volontà politica di misurarsi sui temi e le necessità dei pugliesi”. Pertanto, per i pentastellati, “la priorità è migliorare la qualità della loro vita”. Ma questo invito-richiesta è forse una sorta di avvertimento al governatore Emiliano riguardante la loro permanenza in maggioranza. Ovvero che lo stesso Emiliano deve chiarire se vuol restare alla guida della Puglia fino alla cadenza del mandato oppure no. E dalla risposta, eventualmente, potrebbe dipendere il comportamento politico dei pentastellati pugliesi. Ma nel frattempo l’aria politica regionale potrebbe essere già incandescente nel centrosinistra, prima ancora che con il M5S.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 7 Dicembre 2022

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