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Nascerà anche in Puglia il partito civico “Italia in Comune” dell’ex grillino Pizzarotti

 

Nascerà formalmente anche in Puglia, il 18 Novembre prossimo, il “partito dei sindaci”. O, forse, meglio quello che da molti è stato definito come il “partito dei sindaci”, ma che in realtà trattasi della sigla politica inventata tempo fa dal Primo cittadino di Parma ed ex grillino, Federico Pizzarotti, per etichettare il movimento civico di “Italia in Comune”, da lui fondato dopo l’espulsione dal M5S, sotto le cui insegne era stato eletto sindaco la prima volta nel 2012. Tra i primi in Puglia ad aderire al partito civico di Pizzarotti, “Italia in Comune per l’appunto, è stato il sindaco di Bitonto, Michele Abbaticchio, anch’egli eletto per la prima volta nel 2012 e poi riconfermato lo scorso anno a capo di una coalizione fuori dagli schemi tradizionali del centrosinistra classico (in entrambe le elezioni Abbaticchio non era sostenuto dal Pd di Bitonto), ma comunque ritenuto assai vicino sia al governatore pugliese, Michele Emiliano, che al sindaco di Bari, Antonio Decaro, di cui Abbaticchio è vice nella guida della Città metropolitana del capoluogo. Il movimento pugliese che si riconosce sotto la nuova bandiera del sindaco di Parma si appresta a celebrare ad Altamura, il prossimo 18 Novembre per l’appunto, il primo congresso regionale per eleggere gli organismi locali, in modo da strutturarsi ufficialmente anche nella nostra regione, con l’evidente finalità di poter poi essere presente non più solo a livello di elezioni Comunali, ma anche in quelle di livello superiore, come le regionale e  le politiche. Non è dato ancora sapere se Pizzarotti, che come Abbaticchio è al suo secondo mandato, ha intenzione anche di presentare la sigla di “Italia in Comune” già alle prossime elezioni europee del 2019 oppure mira soltanto a strutturare il partito su scala nazionale soltanto per essere poi eventualmente presente negli altri consessi assembleari di rango istituzionale maggiore al Comune, come Regione, Camera e Senato. A tirare le fila per una strutturazione a livello pugliese di “Italia in Comune” al momento è il Primo cittadino di Bitonto, Abbaticchio, che – secondo alcune indiscrezioni – al congresso di Altamura dovrebbe essere incoronato anche coordinatore regionale del movimento e, quindi, suo primo segretario politico in Puglia. Non è un mistero, infatti, che il Primo cittadino di Bitonto nel 2020 possa essere candidato al consiglio regionale a capo della lista di Pizzarotti nella circoscrizione di Bari ed a sostegno per la riconferma del governatore Emiliano. Quindi, non è difficile ipotizzare che nel 2020 la lista di “Italia in Comune” sia una delle civiche in via di approntamento per dar manforte al governatore pugliese uscente con la precisa missione di tentare di sottrarre più voti possibili al M5S, che in Puglia dovrebbe puntare a giocarsi una grossa partita proprio contro Emiliano. Infatti, secondo quanto sostiene il coordinatore regionale ‘in pectore’ del partito di Pizzarotti, Abbaticchio per l’appunto, ad attirare più di altre sigle politiche l’elettorato deluso del M5S è proprio “Italia in Comune”, che per la storia politica del suo fondatore nazionale rappresenta l’unica concreta alternativa al movimento di Beppe Grillo e della ‘Casaleggio & Associati’. Al momento la sigla pugliese del movimento civico di Pizzarotti, oltre al sindaco di Bitonto, può contare sull’adesione di alcuni altri Primi cittadini e numerosi consiglieri di svariate realtà comunali della provincia di Bari, di quelle di Foggia, Taranto, Brindisi, Lecce e Bat. Però, mentre per i Primi cittadini che hanno già aderito al movimento trattasi quasi tutti di espressioni di civiche a livello locale con ambizioni per livelli istituzionali superiori, per i simpatizzanti ed attivisti trattasi prevalentemente di ex pentastellati espulsi dal movimento di Grillo o lasciati a terra in una delle ultime precedenti tornate elettorali. E tutti, in caso di candidatura con “Italia in Comune”,  forse sperano di poter intercettare i voti di quella parte di elettorato delusa dal M5S su vicende, come Ilva e Tap, su cui il partito guidato dal vice-premier Luigi Di Maio non sta rispondendo secondo quanto aveva lasciato intravedere durante la campagna elettorale delle ultime politiche di marzo scorso. Dopo il congresso pugliese di Altamura di sicuro sarà più chiara non soltanto la rete delle alleanze di “Italia in Comune” nella nostra regione, ma anche la strategia. Quello che, per ora, si sa di certo è che la sigla di Pizzarotti sarà nel 2019 al fianco di Decaro, per le amministrative di Bari, e nel 2020 di Emiliano, per le regionali. Invece, per le prossime europee, se Pizzarotti dovesse decidere di mettere in campo la propria sigla, è possibile che si allei elettoralmente con il partito dei Verdi di Angelo Bonelli, con l’obiettivo di superare la soglia di sbarramento nazionale del 4%, necessaria per essere ammessi alla ripartizione dei seggi italiani nel Parlamento di Bruxelles. Ma, sempre per la stessa ragione, non è da escludere che, anche per le prossime regionali pugliesi del 2020 e per le amministrative del 2019, “Italia in Comune”, dove sarà presente sulla scheda elettorale,  non sottoscriva alleanze elettorali con altre sigle politiche dell’area del centrosinistra, al fine di ottenere seggi che potrebbero anche non scattare, qualora per la lista pugliese di Pizzarotti non ci sia l’exploit sperato dai suo organizzatori. Insomma, il vero banco di prova per i promotori pugliesi di “Italia in Comune” saranno già le prossime elezioni amministrative e regionali. Solo allora, infatti, si vedrà se una o più “debolezze” messe insieme potranno costituire una “forza” utile a contrastare, o quantomeno a ridimensionare, un “ciclone” come quello del M5S di Grillo e Di Maio o di Matteo Salvini.

 

Giuseppe Palella

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