Cultura e Spettacoli

Nascono i Kamaldik, una fusione tra i Camaleonti e i Dik Dik

Nello scorso fine settimana l’esibizione al teatro Rossini di Gioia del Colle

Da Gioia del Colle nascono i Kamaldik, una fusione tra quello che resta dei vecchi Camaleonti e dei Dik Dik. Nello scorso fine settimana, infatti, al teatro Rossini di Gioia del Colle, complice la sapienza del noto imprenditore gioiese Alessio Milano e dell’ottimo assessore alla cultura avv. Lucio Romano, si sono esibiti pezzi da novanta dei due gloriosi gruppi musicali ed in particolare Valerio Veronese dei Camaleonti e Nunzio Favia, barese, in arte Cucciolo, batterista (e che batterista) dei Dick Dick. Cucciolo, come vuole essere chiamato, oggi è un attempato signore, ma l’energia per suonare ottimamente la batteria non gli manca e anche nel concerto zero di Gioia (il primo per provare e fare il rodaggio) ha dimostrato tutto il suo talento. Certamente rimettere in piedi un complesso tra quanto rimane dei Dick Dick e quello che resta dei Camaleonti è impresa complicata, ma visto il risultato del numero zero (pur con qualche lieve e comprensibile sbavatura) le promesse e le premesse ci sono tutte. In platea tanti volti noti entusiasti e tra i tanti il noto dentista barese Gianvito Chiarello. Il Quotidiano ha intervistato Nunzio Favia, Cucciolo. Barese doc oggi trapiantato a Cremona.

Cucciolo, ci parli di lei….

“Nasco come batterista professionista. Le mie origini tuttavia affondano appunto nel capoluogo pugliese dove, sin da quando avevo dieci anni, mi portavano a suonare nei matrimoni. Successivamente, sempre a Bari, ho partecipato al complesso dei Black BIrds. Insomma, nasco musicista quasi per gioco o scommessa”.

E poi?

“Poi, con altri tre amici di Bari, sono andato a Milano, per tentare di diventare qualcuno. Ci recammo in quattro, tre amici di Bari ed io. Poi accadde che i tre amici decisero di far ritorno a Bari ed io invece, testa dura, rimasi a Milano. Mi conobbe Erbert Pagani e grazie a lui riuscii a mangiare regolarmente ogni giorno, a lui devo tanto, come anche a Franco Battiato ed Ivan Graziani e allo stesso Mario Todaro, storico tastierista dei Dick Dick”.

Adesso è in piedi questa fusione tra quanto resta dei Camaleonti e dei Dick Dick, un’operazione ardita che a Gioia, nel numero zero al teatro Rossini ha dato risultati apprezzabili…

“Tutto sommato c’è da essere soddisfatti, era la prima volta suonavamo assieme e abbiamo dato fondo al nostro vecchio repertorio anche con qualche brano di Umberto Tozzi, pensi che io ho suonato con lui in Perù davanti a 75.000 persone e dello stesso Battiato al quale mi legavano amicizia e grande senso di gratitudine, e idem dicasi per Vandelli. E’ vero, non tutto è filato liscio a Gioia, ma complessivamente ci reputiamo soddisfatti, non era lecito pretendere di più”.

Pare che sia pronto il debutto ufficiale…

“Pare a Marzo, incrociando le dita, mese in cui ufficialmente partiranno i Camaldick. Intanto a Gioia abbiamo trovato un ottimo ambiente e dobbiamo ringraziare per averci messo a disposizione il service e il teatro Rossini un illuminato imprenditore Alessio Milano e l’assessore alla Cultura Lucio Romano”.

Lei vive a Cremona, ma di tanto in tanto viene a Bari, che idea ne ha?

“Sono legatissimo a Bari. Pensi che quando devo fare un concerto in Calabria al posto di scendere in aereo a Lametia, faccio scalo a Bari solo per passarvi con mia sorella che vive nel capoluogo qualche ora. Bari è cresciuta tantissimo rispetto alla città che conoscevo, pensi che non riconosco Poggiofranco”.

Veniamo ai Camaldick, che cosa saranno?

“Una bella cosa, e siamo felici di questa operazione. Io sono legato a tutta la musica, specie quella leggera e persino all’ hard rock. Un poco meno alla lirica. In quanto all’hard rock pensi che a volte suono la batteria con ragazzi di venticinque anni. Bisogna rimanere giovani dentro”.

Bruno Volpe


Pubblicato il 29 Novembre 2023

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