LavoroPrimo Piano

Natuzzi avvia la composizione negoziata della crisi, restano attivi due stabilimenti

Chiusura definitiva di Iesce 2 e stop temporaneo a Graviscella e Ps Santeramo

Natuzzi, azienda leader nel settore dei divani, ha presentato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) un articolato piano di ristrutturazione per affrontare le difficoltà economiche che l’hanno colpita negli ultimi anni. Il piano prevede l’avvio di una composizione negoziata della crisi della durata di 12 mesi, la chiusura definitiva dello stabilimento Iesce 2, e il fermo temporaneo degli impianti di Graviscella e PS Santeramo a partire dal secondo semestre del 2026.

Inoltre, una parte marginale della produzione sarà delocalizzata in Romania e verranno promossi fino a 120 esodi volontari incentivati con un fondo già stanziato di 6 milioni di euro. La decisione nasce da un quadro economico particolarmente precario: la società pugliese ha registrato nel 2025 un fatturato di 298,8 milioni di euro, segnando un calo del 27,3% rispetto ai 410,8 milioni del 2018.

Le perdite operative, quasi raddoppiate in tre anni, hanno raggiunto i 19,4 milioni. Le difficoltà finanziarie sono state ulteriormente amplificate dall’introduzione di dazi sulle esportazioni verso il Nord America e dalla contrazione di mercati strategici come quello statunitense e cinese.

Nel comunicare il piano di ristrutturazione per il “Polo Italia”, Natuzzi ha sottolineato la necessità di concentrare le attività produttive su due stabilimenti, sospendendo quelle presso gli impianti di Iesce 2 e limitando temporaneamente l’operatività di Graviscella e PS Santeramo. L’obiettivo a lungo termine del piano strategico è creare un’impronta produttiva più adeguata ai nuovi volumi di mercato, strutturata su quattro stabilimenti. Contestualmente, le linee produttive meno redditizie saranno temporaneamente trasferite presso il sito rumeno del Gruppo.

Sul fronte personale, l’azienda considera urgente avviare il programma relativo agli esodi volontari incentivati già nel 2026, per un massimo di 120 dipendenti. La misura mira a contenere le dimensioni aziendali in linea con il ridimensionamento produttivo. Il ministro Adolfo Urso ha accolto favorevolmente questa iniziativa durante il tavolo tecnico, definendolo un primo passo concreto per affrontare una crisi che affonda le sue radici in problemi strutturali accumulatisi negli ultimi vent’anni. Ha inoltre sottolineato l’importanza della collaborazione tra istituzioni e azienda per utilizzare al meglio l’anno previsto dalla procedura negoziata.

L’obiettivo del governo rimane quello di ripristinare la sostenibilità finanziaria dell’azienda e garantirle prospettive future di sviluppo, mantenendo nel contempo il presidio produttivo fondamentale per le regioni Puglia e Basilicata. Nei prossimi mesi, ci si concentrerà sulla negoziazione di un protocollo d’intesa che sarà sottoscritto prima della pausa estiva. Un nuovo incontro tra le parti è già stato fissato per il 24 giugno per definire i dettagli operativi del piano. (Fradema)

 

 


Pubblicato il 12 Giugno 2026

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio