Primo Piano

“Natuzzi”: c’è l’accordo sulla Cigs, ma i sindacati prendono tempo

L’intesa stabilisce pure la disponibilità aziendale per 6 ml nel corso della prima fase del percorso integrativo

Vertenza del divano sempre in primo piano tra enti regionali, sindacati e parti sociali di Puglia e Basilicata e particolarmente ‘attenzionata’ dai ministeri capitolini dopo l’allarme ad altissimo volume sui rischi d’esportare fabbriche, personale e macchinari, a detrimento della forza lavoro locale. Eppure nella vertenza ‘Natuzzi SpA’ sembra finalmente affacciarsi uno squarcio di luce, dopo la firma di ieri mattina al Ministero del Lavoro dell’accordo sulla cassa integrazione straordinaria (Cigs) per i lavoratori del gruppo, intesa che apre una nuova fase di confronto sul futuro industriale dell’azienda, ma soprattutto sulla salvaguardia occupazionale. L’accordo prevede, infatti, una rimodulazione della Cigs con una riduzione massima del 62% fino alla fine del 2026, misura che consentirebbe di garantire più tutela ai dipendenti in attesa della definizione del nuovo piano di rilancio industriale.

L’intesa stabilisce, inoltre, la disponibilità, da parte dell’azienda, di 6 milioni di euro destinati alla gestione della prima fase del percorso di incentivazione all’esodo su base volontaria. I criteri operativi saranno condivisi con le rappresentanze sindacali, favorendo così la ripresa di relazioni industriali strutturate e un percorso graduale di gestione della crisi.

“Si tratta di un risultato importante per diversi motivi – ha spiegato l’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Lavoro – perché consente innanzitutto di mettere in sicurezza i lavoratori in una fase ancora delicata della vertenza e, allo stesso tempo, crea le condizioni per riaprire concretamente il confronto sul futuro produttivo e occupazionale del gruppo, condizione necessaria posta dal Ministero di Imprese e Made in Italy”.

“Come Regione Puglia – ha proseguito l’assessore Sebastiano leo – abbiamo accompagnato questo percorso mettendo a disposizione strumenti concreti di politica attiva del lavoro: percorsi di riqualificazione professionale per i lavoratori in cassa integrazione, misure di sostegno al reddito attraverso indennità di frequenza e il nuovo sportello del Centro per l’Impiego attivato da ARPAL Puglia a Santeramo in Colle, pensato proprio per rafforzare le attività di orientamento, ricollocazione e supporto ai lavoratori coinvolti”.

E guarda con fiducia al tavolo convocato tra meno d’una settimana e precisamente il prossimo 27 maggio al Mimit anche Leo Caroli, presidente della ‘Task force’ regionale che ha seguito la vertenza sin dalle prime fasi, mirando in sostanza a costruire condizioni per un “impegno pubblico capace di sostenere concretamente il piano di rilancio industriale, garantendo continuità produttiva agli stabilimenti pugliesi e tutela dell’occupazione”. Contenti a metà, invece, i sindacalisti autonomi del Cobas/Lavoro Privato per un’intesa che, almeno per ora, non chiude il cerchio d’una vertenza assai complessa per cui – …ora più che mai – serve “…proseguire il confronto al Ministero per ottenere risposte chiare e verificabili” sul futuro industriale del Gruppo con assemblee e manifestazioni, promosse da tutte le sigle sindacali.

L’incontro di ieri, per essere ancora più chiari, secondo i sindacati autonomi giunge in un contesto “particolarmente complesso per il settore del mobile imbottito, fortemente condizionato dalla crisi dei mercati internazionali, dalla contrazione degli ordini e dalle tensioni economiche globali che stanno colpendo in maniera significativa l’intero distretto produttivo tra Puglia e Basilicata”. E per non perdere il filo d’una vertenza ancora calda, che nei prossimi giorni saranno organizzate altre assemblee coi lavoratori di tutti gli stabilimenti della multinazionale del divano imbottito.

Francesco De Martino

 

 

 

 

 

 


Pubblicato il 20 Maggio 2026

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio