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Natuzzi, fabbriche ferme e cancelli bloccati: monta la protesta

Gli operai contestano il piano industriale con presìdi e una corona funebre davanti allo stabilimento. Si rompe anche il fronte sindacale

Fiori funerari sono stati deposti davanti alla sede centrale situata tra Santeramo in Colle e Altamura, mentre lo stabilimento di Laterza ha visto i suoi accessi bloccati. Nel primo giorno di chiusura degli impianti Natuzzi, i lavoratori si sono mobilitati in presidio per protestare contro la delocalizzazione delle produzioni e la chiusura degli stabilimenti.

“Lotteremo con tutte le nostre forze per impedirlo” affermano, posizionando simbolicamente una corona di fiori con la scritta ‘Qui giace il Made in Italy’ davanti all’insegna del principale stabilimento, uno dei tre chiusi momentaneamente secondo il piano aziendale.

Oltre alla sede centrale, già dallo scorso giorno è stato chiuso anche l’impianto di Graviscella ad Altamura, anch’esso temporaneamente secondo quanto riferito dall’azienda, che nell’ultima informativa ai sindacati ha parlato di una sospensione delle attività fino a nuova comunicazione. Inoltre, Jesce 2, a Santeramo, il più grande stabilimento Natuzzi nella provincia di Bari, chiude oggi definitivamente. Il tutto comporta il trasferimento di parte della produzione in Romania e la messa in cassa integrazione di 668 lavoratori, molti dei quali assegnati provvisoriamente alla sede di Laterza (Taranto).

A Laterza, mentre gli operai si riunivano davanti allo stabilimento centrale, un altro gruppo ha bloccato gli accessi, fermando i camion e interrompendo la produzione. La vertenza con l’azienda pugliese del settore dell’arredamento imbottito è rimasta irrisolta dopo che la trattativa al Mimit è naufragata la scorsa settimana e un ulteriore incontro presso la sede barese di Confindustria si è concluso senza intesa a pochi giorni dalle chiusure annunciate. La prima giornata di mobilitazione ha visto anche una frattura tra i sindacati.

La Fillea Cgil Puglia ha ribadito che le chiusure “non sono accettabili”, chiedendo alle istituzioni di “intervenire con determinazione, imponendo a Natuzzi il ritiro del piano e riaprendo un vero dialogo”. Tuttavia, la Filca Cisl Puglia critica la decisione della Fillea Cgil di coinvolgere dirigenti sindacali nelle assemblee con i lavoratori e organizzare il confronto fuori dagli stabilimenti, definendola una “chiara difformità rispetto agli accordi presi”.

“L’unità sindacale – sottolinea la Filca Cisl – non deve essere compromessa da iniziative unilaterali, specialmente in una fase così delicata della vertenza”. Il sindacato aggiunge che il loro impegno resta quello di riportare il confronto quanto prima al tavolo del Mimit, costruire un percorso negoziale serio e trasparente, e gestire ogni fase della vertenza tramite dialogo e contrattazione. Questo è il mandato ricevuto dai lavoratori e lavoratrici che hanno intenzione di continuare a perseguire con determinazione.

 


Pubblicato il 4 Luglio 2026

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