Grosso: “Riportare serenità ed entusiasmo”
10 febbraio 2018
Tracce umane del paleolitico
10 febbraio 2018

Nave Taranto, tre volte a fondo

Il 28 agosto 1914 nella baia di Helgoland (un arcipelago tedesco a sud-est della Danimarca) la flotta britannica e quella tedesca entravano in contatto dando vita al primo scontro navale della Grande Guerra. Il successo arrise ai britannici che mandarono a fondo diverse navi nemiche. Tra queste avrebbe dovuto esserci l’incrociatore leggero Strassburg. A salvarlo fu il fatto di avere quattro fumaioli come gli incrociatori avversari della classe Town. Nelle precarie condizioni di visibilità in cui ebbe luogo la battaglia questa ‘somiglianza’ produsse fra i britannici un’indecisione sufficientemente lunga da consentire all’unità tedesca di dileguarsi nella nebbia. Sopravvissuto anche alla fine del conflitto, lo Strassburg venne ceduto alla Regia Marina come “preda bellica” in base al trattato di pace. Ribattezzato ‘Taranto’ il piccolo incrociatore prese parte alla seconda guerra mondiale, inizialmente svolgendo missioni di posa di campi di mine. Il 20 luglio 1941 partecipò con fuoco di copertura allo sbarco di nostri reparti in Jugoslavia e Grecia. Fu la sua ultima missione. Divenuto troppo obsoleto, il Taranto venne posto in riserva e trasferito a La Spezia. All’8 settembre era ancora a galla, perfettamente integro. C’era però il rischio che i tedeschi potessero impadronirsene per trasformarlo in una fortezza galleggiante con cui proteggere il porto. Poco prima di dissolversi, l’Autorità militare italiana ordinò la distruzione del Taranto. Cosa che avvenne minando la carena. L’affondamento della nave non distolse i tedeschi dal loro progetto di utilizzarla in ogni caso. Ricorrendo a cassoni impermeabili ancorati allo scafo fu possibile riportare in superficie il Taranto. L’unità non era più in grado di manovrare, ma si pensava che, collocata all’ingresso della diga foranea in modo da ostruirne l’ingresso al porto, avrebbe comunque ostacolato l’azione degli Alleati. Il ritorno in vita del Taranto fu breve. Il 23 ottobre 1943 nel corso di un bombardamento aereo alleato il già malconcio incrociatore venne centrato da una bomba da mille libbre e andò di nuovo a fondo. Irriducibili, i tedeschi ‘riesumarono’ una seconda volta il Taranto e lo ricollocarono all’ingresso della diga foranea. Questa seconda ‘resurrezione’ fu più lunga, protraendosi sino all’incursione aerea alleata del 23 settembre 1944. Centrato ripetutamente, il Taranto andò giù ancora. Ormai in ritirata, i tedeschi rinunciarono a riportare a galla quello che era diventato un groviglio di ferraglia. Ciò che restava del martoriato incrociatore per la terza volta venne recuperato nel dopoguerra e demolito.

Italo Interesse

271 Visite totali, 1 visite odierne

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *