Cultura e Spettacoli

Navi dalle sette vite

La Efe Murat, il piccolo cargo che il 23 febbraio scorso sì arenò a causa del gran vento davanti a Pane e Pomodoro è in questo momento in viaggio verso un porto straniero. Nessuna demolizione in vista. Riprenderà a navigare sotto altra bandiera. Evidentemente, i danni patiti nell’incagliarsi contro la scogliera artificiale antistante la spiaggia dei baresi non erano poi così gravi. Nei giorni immediatamente successivi al sinistro si era parlato addirittura di demolizione sul posto. Sono invece bastate le poche riparazioni che i nostri piccoli cantieri potevano offrire per rimettere la nave in condizioni di affrontare l’alto mare, sia pure al traino di un rimorchiatore. In un porto meglio attrezzato del nostro l’Efe Murat verrà rimesso in condizioni di efficienza e riprendere una nuova vita, con altro proprietario e, sicuramente, altro nome ; la gente di mare è superstiziosa. Ma a chi può convenire l’acquisto di una nave che già quando in condizioni di normalità aveva dimostrato pessime proprietà nautiche? Quel giorno l’Efe Murat fu l’unica nave a naufragare in un Adriatico a forza otto,  penultimo grado della scala Douglas (per quanto a tale proposito si sia parlato pure di comandante incapace e di naufragio deliberato a scopo fraudolento). Una nave da poco, dunque, già al momento del varo. Reduce da un sinistro importante, quale affidabilità potrà offrire un domani la Efe Murat? Restando nel ramo trasporti, lo stesso interrogativo vale anche per aerei, bus e treni o altri mezzi obsoleti oppure incidentati che dopo riparazioni di fortuna vengono rimessi in condizioni di viaggiare. Un bel rischio che società temerarie e attive su mercati e tratte minori affrontano confidando nella buona stella. Finché la carcassa regge, il calcolo costi-benefici dà ragione a chi ama questo genere di investimenti. Nel caso delle navi, però, un rottame può valere anche più che l’originale fresco di cantiere. E’ il caso delle carrette del mare, molto ricercate dalle compagnie di navigazione con pochi scrupoli che impiegano questi relitti per il trasporto di merci particolarmente paganti (sostane tossiche o radioattive), a scapito della sicurezza delle navigazione e dei lavoratori imbarcati. Sono navi, queste, che arrivano a cambiare decine di volte nome ed armatore ; come i gatti, hanno più vite, qualche volta più di sette. Altre volte queste bombe ecologiche vengono deliberatamente affondate in acque profonde (allora si parla di ‘navi a perdere’). Le carrette del mare sono poi impiegate dalle organizzazioni malavitose per trasportare migranti, profughi di guerra o richiedenti asilo. Auguriamo alla Efe Murat, o alla stessa nave con altro nome, di tornare a solcare a lungo il Mediterraneo, in sicurezza, nel rispetto dell’ambiente e delle regole del codice internazionale di navigazione.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 24 Aprile 2019

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