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Necessità di chiarezza per il Pd pugliese

Prima ancora che parlare di elezioni primarie nel centrosinistra pugliese si chiede chiarezza per le alleanze e poi (ma solo poi!) per il programma. Infatti, ciò è quanto ha chiesto la senatrice salentina Teresa Bellanova del Pd con una lettera aperta indirizzata al segretario nazionale del suo partito, Nicola Zingaretti, ed all’omologo regionale, Marco Lacarra. Bellanova ha esordito nella missiva rilevando il fatto che ha suscitato una certa impressione in lei (ma verosimilmente anche in gran parte dell’elettorato di centrosinistra che è venuto a conoscenza dell’episodio) vedere il Presidente di centrosinistra della Regione Puglia farsi fotografare insieme a importanti rappresentanti di Casa Pound, ossia di un noto movimento politico di estrema destra, come il Primo cittadino di Nardò (Le), Pippi Mellone, che lo scorso 25 Aprile ha ironizzato sulla Festa di liberazione nazionale che ricorda agli italiani la caduta del Fascismo e la fine per l’Italia del secondo conflitto mondiale. Altro clamoroso esempio, ricordato sempre da Bellanova nella lettera, è che la Regione Puglia, un tempo annoverata per gli sforzi affrontati nel fornire ospitalità agli immigrati, al punto da ambire al Nobel per l’accoglienza, abbia annoverato fino a qualche giorno fa un assessore regionale all’Agricoltura  (dimessosi di recente per dissensi su alcune nomine all’Arif) che alle ultime elezioni europee si è fortemente impegnato per far eleggere nella Circoscrizione meridionale un rappresentante del partito di Matteo Salvini al Parlamento di Bruxelles. Come pure la Bellanova ha lamentato nella lettera le nomine da parte di Emiliano di noti esponenti del centrodestra a capo di importanti settori strategici dell’attività regionale, oltre che di alcune disinvolte alleanze politiche a livello locale che hanno portato alla sconfitta di candidati del centrosinistra, favorendo cartelli elettorali dove il confine tra civismo e trasversalismo era praticamente inesistente. Per cui la ex vice ministro allo Sviluppo economico degli ex governi Renzi e Gentiloni si dichiara imbarazzata nei confronti di quanti, tra elettori del centrosinistra, militanti e simpatizzati, le inviano messaggi dichiarandosi disorientati e per chiedere chiarimenti su tante vistose contraddizioni di una coalizione politica di centrosinistra e, in particolare, del Pd pugliese. E Bellanova, inoltre, si è dichiarata preoccupata dalla situazione di un partito che in Puglia è invischiato in simili criticità politiche, al punto che da mesi è stata indotta a chiedere al vertice regionale del suo partito, il segretario Marco Lacarra, di convocare un tavolo per una discussione pubblica delle varie questioni apertesi, sia per non rimanere invischiati unicamente nella soap opera “Primarie sì, primarie no”, sia per affrontare il destino di una Regione importante del Mezzogiorno, qual è la Puglia per l’appunto, in vista dell’appuntamento elettorale regionale del prossimo anno. Altrettanto polemico con i vertici pugliesi del Pd è stato il responsabile Enti locali della provincia di Lecce, nonché consigliere comunale del Pd a Nardò, Lorenzo Siciliano, nell’annunciare le sue dimissioni dalla direzione regionale del partito. Infatti, nella missiva con cui Siciliano ha dichiarato la sua uscita dalla direzione, tra l’altro, si è domandato: “Quale contributo dovrei portare ad una segreteria regionale che altro non è che una segreteria distaccata di Michele Emiliano?” Siciliano ha poi affermato di non voler fare più parte di un organo di cui non condivide la condotta, poiché per lui “la politica innanzi tutto rispetto della propria dignità”. E, in quanto tale, evidentemente, Siciliano non è più disposto – come lui stesso ha dichiarato – “a farsela calpestare” perché, secondo qualcuno, in politica “è sempre bene non sbilanciarsi troppo”. Infatti, ha poi concluso la sua lettera il responsabile Enti locali del Pd di Lecce, lui non si sbilancia, però “di questa barzelletta”, ossia della sua presenza nella direzione pugliese del Pd a guida Lacarra, ne fa (volentieri) “a meno”. Quindi, nel Pd pugliese, dopo la ex europarlamentare foggiana Elena Gentile ed i quattro consiglieri già filo-renziani dell’associazione “C-entra il futuro” (Fabiano Amati, Sergio Blasi, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea), anche la senatrice Bellanova ed il responsabile Enti locali della provincia di Lecce reclamano ai vertici nazionali una necessità di chiarezza interna al partito. Ma sarà mai possibile per un partito come il Pd, ormai balcanizzato a livello centrale, dare in tempi brevi una risposta seria a tale richiesta? Probabilmente no. Ma non si può mai sapere. Comunque, il fatto stesso che alcuni chiedano chiarezza non è forse affatto un male per il Pd, ma neppure per il neo segretario Zingaretti.

 

Giuseppe Palella

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