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Negozi aperti o chiusi: 1° maggio è o no la festa del lavoro?

Tirano un sospiro di sollievo commercianti e operatori del settore a Bari: grazie al passaggio da zona rossa ad arancione gli esercizi commerciali e artigianali della Città hanno potuto nuovamente alzare le serrande. E grazie anche al coordinamento delle varie associazioni di categoria molti commercianti stanno segnalando proprio in queste ore la scelta di aprire i propri punti vendita anche in due giornate festive come quelle di domenica 25 Aprile e sabato 1° Maggio. In particolare, il 25 Aprile, e nelle giornate precedenti, diverse vetrine del centro sono state allestite utilizzando in prevalenza i colori verde, bianco e rosso del tricolore italiano, celebrando così la Liberazione e auspicando una nuova liberazione dalla ‘maledizione pandemica’. Sabato 1° Maggio invece la Festa dei Lavoratori sarà invece anche per i negozianti baresi la Festa ’del Lavoro’ e chi deciderà di tenere alzata la serranda animerà in qualche caso le vetrine coi colori sgargianti di una nuova primavera. Nelle stesse giornate, invece, i supermercati e gli ipercoop di Coop Alleanza 3.0 saranno “Chiusi per scelta” in quanto “chiudere in queste giornate rientra nell’ambito di scelte valoriali connaturate all’essere una cooperativa”, dichiarano i vari direttori interessati alla iniziativa di Coop Alleanza 3.0 a Bari-Città. E così Rifondazione Comunista Puglia torna anch’essa a chiedere la chiusura di tutte le attività commerciali per il Primo e 2 Maggio. <<L’apertura delle attività commerciali nei giorni de il Primo e 2 Maggio, quest’anno, ci sembra assolutamente inopportuna. Non solo i negozi aperti consentiranno l’alibi per assembrarsi in luoghi chiusi con comportamenti oltremodo pericolosi, ma causeranno ulteriore stress ai lavoratori del commercio, già sottoposti a turni massacranti e logoranti, senza peraltro essere stati vaccinati>>, spiega Nicola Cisaria, segretario rifondista barese. Da sempre, contrario alle aperture nelle festività, in particolare in occasione della festa “del lavoro e dal lavoro” ma in questo caso ci sembra addirittura inconcepibile. <<Siamo consci che non sia il momento per valutare se sia opportuno o meno il lavoro festivo nel commercio, ma certamente, perlomeno in questa situazione, è necessario che gli addetti del settore possano godere di una giornata di riposo in più e poter stare in famiglia>>, incalza Cisaria. Infatti i lavoratori del commercio, in prima fila nella battaglia al Coronavirus, stanno garantendo, a rischio della propria salute, l’approvvigionamento dei beni di prima necessità; hanno quindi diritto al recupero delle energie psicofisiche, in un periodo in cui sono sottoposti a un continuo stress per la paura del contagio e la gestione degli afflussi dei cittadini. Per il Partito della Rifondazione Comunista, dunque, si rende necessario deliberare, come già hanno fatto l’anno scorso con meno contagi, la chiusura in queste particolari festività. Bisogna tutelare la salute dei lavoratori e quella di tutti, lo slogan di chi ha più a cuore i principi cardine a tutela della collettività, più che i vacui interessi di bottega. <<Siamo quotidianamente inondati di appelli a limitare le uscite, facciamo che il prossimo weekend si esca ma per stare all’aperto, distanziati e si conceda questo lusso anche ai lavoratori del commercio senza rischiare di mettere a repentaglio la salute propria e altrui>>, la conclusione del segretario barese Prc/SE. Invitando, infine, tutte le Autorità Istituzionali a partire dal Presidente della Regione Emiliano, fino ai Sindaci dei diversi Comuni, a deliberare per impedire le aperture delle attività commerciali in occasione del fine settimana.

Antonio De Luigi

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