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Nei prossimi giorni possibile “doppietta” in giunta regionale

 

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (Pd), non aspetterà la fine della campagna elettorale (per alcuni aspetti già iniziata) di rinnovo del Parlamento, previsto a primavera del 2018, per la nomina del nuovo assessore che nell’esecutivo regionale dovrà prendere il posto del leccese Salvatore Negro dell’Udc, scomparso circa un mese fa. Infatti, secondo alcune indiscrezioni provenienti dal Palazzo regionale barese del Lungomare Nazario Sauro, il decreto di nomina del nuovo assessore al Welfare e Politiche sociali della Puglia sarebbe già pronto per la firma e giace sulla scrivania di Emiliano che, contrariamente alle voci circolate subito dopo la morte di Negro, non intende attendere più l’esito delle elezioni politiche per decidere chi dovrà essere a prendere quel posto in giunta. E ad occuparlo da subito, ossia appena diventerà esecutivo il decreto alla firma di Emiliano, secondo le stesse indiscrezioni sarà un altro salentino, Salvatore Ruggeri, cognato di Negro nonché ex parlamentare dell’Udc ed ora tesoriere nazionale di quel partito.  Però, per far posto a Ruggeri che, a differenza di Negro, sarebbe un assessore esterno è necessario che  dall’esecutivo regionale esca uno degli altri assessori esterni ora presenti (Loredana Capone ed Annamaria Curcuruto), poiché –  secondo qualche bene informato – le presenze esterne in giunta non posso essere più di due. Quindi, è probabile che a lasciare l’esecutivo regionale, per dare la possibilità ad Emiliano di nominare Ruggeri, sia l’assessore alle risorse Idriche e Lavori pubblici, Curcuruto, che potrebbe facilmente essere accontentata con qualche incarico di peso all’interno  dell’apparato burocratico regionale . Ma nei prossimi giorni le novità nella giunta Emiliano potrebbero essere più di una, perché – sempre a detta di qualche bene informato sui movimenti interni al Palazzo di Lungomare Nazario Sauro – il governatore avrebbe anche pensato di accontentare da subito il gruppo consiliare regionale di “Articolo 1- Mdp”,  che sin dalla sua costituzione, nella scorsa estate, chiede una propria rappresentanza nell’esecutivo. Infatti, l’altro nome che circola per un quasi certo ingresso in giunta è quello del presidente della commissione Sanità, il brindisino Pino Romano, che nella scorsa primavera è stato, insieme al collega leccese Ernesto  Abbaterusso, tra i primi ad aderire al nuovo soggetto politico della sinistra, nato dalla scissione del Pd alla vigilia dell’ultimo Congresso nazionale, per dar poi vita all’odierno gruppo consiliare nell’Aula di via Capruzzi, con l’ausilio di Mauro Vizzino, fuoriuscito dal gruppo della civica “Emiliano sindaco di Puglia”.  Se risulterà fondata la voce che da Romano in entrata alla giunta Emiliano, ciò significherà che il governatore pugliese ha deciso di allargare l’esecutivo agli ex Pd e che, comunque, non hanno mai abbandonato la maggioranza che nell’Aula del Consiglio regionale lo sostiene, pur avendo – come è noto – in questi ultimi mesi minacciato più volte un disimpegno, giustificandolo con varie motivazioni. E non ultima quella del poco tempo che il presidente Emiliano sta dedicando nel governare la Puglia, perché troppo preso con gli impegni per la sua scalata politica all’interno del Pd, che potrebbe addirittura portarlo alla presentazione, in accordo con il segretario del partito Matteo Renzi, di una lista civica nazionale da affiancare al Pd alle prossime politiche, con la presenza prevalentemente di candidati fuoriusciti dal centrodestra, al fine di attutire o vanificare le possibili ripercussioni negative dovute alla scissione della scorsa primavera. Quindi, l’allargamento dell’esecutivo agli ex Pd sarebbe sicuramente un segnale distensivo che Emiliano lancerebbe alla nuova formazione politica di Pierluigi Bersani, Roberto Speranza e Massimo D’Alema, in vista delle imminenti elezioni politiche, oltre che un solido tentativo di mettere al sicuro la propria  maggioranza in Consiglio regionale, a prescindere dall’esito della consultazione del prossimo anno, ma anche dalla rottura politica in atto a livello nazionale tra Pd ed la formazione politica nata domenica scorsa a Roma, composta dall’alleanza tra Mdp e Sinistra italiana, il cui leader – come è noto – è il presidente del Senato, Pietro Grasso, anch’egli ex Pd. Insomma, a breve alla Regione Puglia potrebbe esserci un rimpasto in giunta che vedrebbe l’esordio di una doppietta di assessori, Ruggeri (Udc) che da esterno – per l’appunto – potrebbe determinare l’uscita della Curcuruto, ed uno interno, Romano (Mdp), che però dovrebbe anch’egli determinare l’uscita di un altro assessore, altrimenti il numero complessivo dei componenti l’esecutivo sarebbe superiore a quello previsto dalle norme, ossia dieci assessori, oltre il presidente. Infatti, a ben guardare, già ora, senza lo scomparso Negro, la giunta pugliese conta 9 componenti. Per cui, con l’ingresso di Ruggeri (dato quasi per scontato) il numero degli assessori ritornerebbe a dieci, sarebbe necessario liberare un posto, se Emiliano chiamerà Romano a far parte dell’esecutivo. “Allora, – si chiede qualche addetto ai lavori della politica regionale – chi potrebbe essere tra gli odierni nove assessori a lasciare la giunta per far posto al rappresentante di Mdp?”. Le ipotesi potrebbero essere diverse, ma due sono forse quelle più attendibili. Infatti, una riguarderebbe l’altro assessore esterno, Loredana Capone (Pd), che è una fedelissima di Emiliano ed è anche la prima dei non eletti alla Regione nel 2015 nella circoscrizione di Lecce. Per cui il governatore potrebbe revocargli la nomina assessorile, ma in cambio si impegnerebbe a fargli avere un posto ad elezione sicura nel listino proporzionale del Pd alle imminenti elezioni politiche. E per Capone, che – da non dimenticare – è una donna, in base alla nuova legge elettorale che prevede il rispetto della quota “rosa” anche nella composizione dei listini, non sarà certo difficile spuntare una elezione garantita alla Camera od al Senato. Infatti, la sua elezione in Parlamento sarebbe anche assai gradita al governatore pugliese, essendo Capone anche un’aderente della prima ora di “Fronte democratico”, la corrente interna al Pd capeggiata dallo stesso Emiliano. Una seconda ipotesi, invece, potrebbe riguardare il vice di Emiliano, ossia l’ex prefetto Antonio Nunziante, che pur perdendo il posto di assessore, per far posto al collega Romano di Mdp, resterebbe comunque alla Regione da consigliere. Ed anche per quest’ultimo, in cambio di tale “sacrificio” potrebbe essergli assicurata una candidatura ad elezione sicura alle prossime politiche. Anche perché l’eventuale elezione di Nunziante in Parlamento potrebbe far ripescare in Consiglio regionale l’ex presidente dell’Assemblea, Onofrio Introna, da tempo anch’egli approdato alla “corte di Emiliano” e, quindi, suo fedelissimo. Ma queste sono solo ipotesi. Nelle prossime ore si capirà di più sul nuovo scenario di giunta a cui sta lavorando Emiliano. Quel che è certo, invece, è che nel rimpasto non ci sarà alcuna novità per i consiglieri regionali “renziani” del Pd. Infatti, per questi che – come si ricorderà sono 5 sui 9 del gruppo consigliare, non c’è forse alcuna speranza di ingresso in giunta. Anzi, per un assessorato ad uno di loro, Emiliano manco a parlarne.

 

Giuseppe Palella

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