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Nel Barese oltre 100 denunce per usura durante l’emergenza Covid

cantalupo arrestato dalla guardia di finanza cologno - per redazione sesto - foto Altobelli / Spf

Sono un centinaio le persone denunciate per usura ed estorsione ai danni di piccole imprese e famiglie in stato di bisogno a Bari e provincia. E’ quanto rivelano i finanzieri del comando provinciale di Bari che, in una nota, spiegano come “tra gli usurai si annoverano figure riconducibili ai sodalizi mafiosi storici della citta’ e dell’area metropolitana, schierate accanto a esponenti della cosiddetta usura di prossimita’, nuovo fenomeno criminale, sovente non collegato alle dinamiche di arricchimento proprie dei clan malavitosi, che fornisce porta a porta soldi sporchi, sicuro provento di reati di varia natura o dell’evasione fiscale, a persone in difficolta’ economiche, impossibilitate, per vari motivi, ad usufruire di un fisiologico accesso al credito”.   Un fenomeno che “negli ultimi tempi sta rivelando la forte pericolosita’ sociale acuita dalle conseguenze del lockdown appena superato”. “Lo schema del rapporto usurario, di massima, e’ sempre lo stesso”, evidenziano i finanzieri che aggiungono: “contanti contro contanti, con assegni, cambiali o preziosi dati in garanzia o cambi di assegni. L’usurato riceve un assegno in bianco emesso da altro soggetto usurato e consegna, a sua volta, all’usuraio un suo assegno sempre in bianco maggiorato nell’importo dell’interesse. Quest’ultimo assegno verra’ poi incassato dall’usuraio o consegnato ad altra vittima di usura e cosi’ via. Il volume di affari stimato e’ di circa un milione di euro, con l’applicazione di tassi di interesse mai inferiori al 50% e punte di oltre il 4000% annuo”. Nella nota e’ descritto “uno scenario allarmante in ordine alla capillarita’ della diffusione del fenomeno dell’usura nella provincia di Bari, con particolare riferimento al capoluogo e ai comuni del territorio economicamente piu’ forti, Corato, Monopoli, Conversano, Triggiano e Rutigliano” gia’ nel periodo precedente all’emergenza sanitaria. Le indagini sono iniziate da “sofferte e coraggiose” denunce delle vittime e anche da accertamenti su operazioni sospette svolte da intermediari finanziari e da professionisti, attraverso verifiche bancarie sulle vittime, sui loro familiari e sui soggetti denunciati.

 

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