Sete di giustizia, sete di potere
8 Ottobre 2019
Paesaggi, degustazioni, tradizioni, arte e cultura attorno al mondo dell’olio
8 Ottobre 2019

Nel buio del tunnel, il Capitano

Prima che poeta, Daniele Giancane è un curioso del mondo e dell’umanità, per cui si può azzardare che la poesia gli torni strumentale all’espressione di tale curiosità. A queste condizioni mezzo secolo di militanza poetica corrisponde a mezzo secolo di osservazione appassionata della Storia. Uno sguardo anche preoccupato, al momento che la Storia, almeno come l’abbiamo sempre intesa, volge al termine. Non ci siamo ancora infilati in un vicolo cieco, tuttavia il tunnel nel quale ci spingiamo, e dove la caligine si fa di giorno in giorno più fitta, promette d’essere lungo. Cosa ci aspetta all’uscita? Intanto che brancola, l’uomo contemporaneo congettura, teme, spera. Di tutti i panni che poteva assegnarli, Daniele Giancane lo veste da lupo di mare. Un comandante – “sempre lo stesso nel mutare / delle stagioni e degli orari / e la nave resta uguale” – è figura centrale di “La terra di ‘dove’”, un poemetto futurologo (come lo stesso Autore ama definirlo) che La Matrice ha appena edito in occasione del cinquantennale di militanza poetica del Nostro. Ora il capitano è al comando di un veliero strapazzato da onde vertiginose, ora di un mercantile che naviga in una nebbia infernale, poi di una petroliera immersa nell’incerta luce che separa la notte dal giorno… Cosa si cela ‘oltre’? Forse un mondo che finalmente ha fatto sua la lezione degli apostoli della libertà, oppure il mondo imbarbarito del day after, del Fratello Globale, del Matriarcato…? A sua volta incapace di trovare una risposta, nell’ultima frazione del poemetto (‘Sipario’), Giancane si appella allo stesso lettore, a questo “allucinato viandante del XXI secolo” : E’ il lettore in grado di scorgere nella nebbia?… ‘La terra di dove’ – ennesima pubblicazione di Giancane, che giunge a cinquant’anni di distanza da ‘Vedere e non vedere’, la silloge d’esordio che si fregiò della prefazione di Tomaso Fiore – un poco fa pensare al gesto del pellegrino il quale, piantato il proprio bastone in terra, si accoccola su un sasso a rifiatare. Nel frattempo riflette : Giungerò? E se sì, chissà cosa m’attende… Quale il valore da assegnare a questa breve opera? Per il fatto di collocarsi al termine della più vistosa frazione di un percorso che auguriamo ancora lunghissimo, essa andrebbe valutata alla luce del pregresso… Un impegno non da poco. Ma ecco Marco Ignazio De Santis, il quale  col suo ‘E’ una scimmia pazza la mente  – L’universo poetico di Daniele Giancane’, uno studio pubblicato da Solfanelli, viene incontro al lettore che non abbia come muoversi fra qualche migliaio di poesie distribuite tra sillogi, riviste e antologie. Un lavoro approfondito e puntuale e che ha il dono della sintesi, che prende per mano il lettore e lo conduce per venti sillogi e il corrispondente scorrere del tempo.

Italo Interesse

 

252 Visite totali, 2 visite odierne

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *