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Nel libro dei sogni i ritrovi sul mare al posto dell’‘ex Gs’

Stenta ancora a decollare il mega-progetto di riqualificazione del lungomare a sud di Bari, proprio a ridosso di quella battigia dove, al posto di un paio di vecchi capannoni abbandonati e ridotti a rudere, il Comune ha inteso affidare quegli spazi a un gruppo di professionisti e imprenditori baresi per costruirci bar, ristoranti. E perfino luoghi di ritrovo, a beneficio di associazioni e semplici cittadini. Un bel sogno, troppo bello per essere vero, almeno finora. Il fatto è che da oltre un anno e mezzo e precisamente dall’estate 2017, che è stato siglato dal direttore comunale dello Sportello Unico per l’Edilizia, arch. Giuseppe Bruno e dai proprietari del suolo (all’uopo associati in ‘Bari 2005’) l’atto di cessione delle aree destinate a ‘standard urbanistici’, ma il tempo passa e nessuno ne parla più, come se si trattasse di un bel libro pre-elettorale da riempire prima delle votazioni. Infatti parliamo di aree, tanto per intenderci, adiacenti al capannone industriale “”ex GS””, lungomare: zona a sud della città notoriamente frequentata da prostitute e travestiti. Un’area che in tanti avrebbero voluto cambiare da cima a fondo, rivoltandola come un calzino. Un posto oggetto ancora una volta d’un intervento di ristrutturazione, stavolta a carico dei soggetti privati che però l’anno scorso, comunque, hanno compiuto un passettino, ritirando il permesso di costruire. Segno inconfutabile che qualche interesse da parte del gruppo di giovani costruttori interessati alla riqualificazione di quell’area sarebbe ancora in piedi. Anche se, in realtà, non ci sono stati altri segnali concreti di inizio lavori, l’anno scorso e con circa diciotto mesi a disposizione per avviare i lavori, in seguito al rilascio di licenze e permessi da parte del Comune. <<L’area interessata, da tempo inutilizzata e oggi segnata dal degrado, è sita sul lungomare Imperatore Traiano e si estende su una superficie di circa 7000 mq, con accesso diretto dal lungomare. La riqualificazione prevede –si leggeva a giugno 2017 nei ‘pena’ diramati da Palazzo di Città a proposito d’un progetto come detto ancora …in mente dei – il recupero dell’edificio principale, un capannone industriale a pianta rettangolare con copertura a doppia volte a botte risalente al 1961, senza modificarne l’attuale sagoma. Nell’ambito dell’intervento, nella parte anteriore dell’edificio saranno realizzati un bar e un ristorante su una terrazza affacciata sul mare, sopraelevata di circa un metro dalla quota stradale, mentre la zona occupata attualmente dal capannone sarà divisa in 14 unità destinate alla residenza, senza alcun aumento di volumetrie>>. E non basta. I due manufatti retrostanti dovrebbero essere destinati, quando e se i beneamati lavori saranno avviati dalla società istante, ad attività per il tempo libero e relativi servizi, mentre è prevista anche un’area da riservare a parcheggi, secondo gli obblighi di legge. L’accesso sarà garantito sia dal lungomare e sia da una strada privata. “L’atto – commentava l’assessora all’Urbanistica dell’epoca Carla Tedesco – consegna al Comune circa 1000 mq di spazio pubblico sul quale intendiamo realizzare un giardino condiviso attraverso il coinvolgimento e la partecipazione di cittadini e associazioni, sul modello di quanto stiamo sperimentando per il Parco Gargasole nella ex Caserma Rossani. Trattandosi di una zona non centrale e con pochi insediamenti abitativi, la nostra idea è quella di lanciare una ‘call’ che possa interessare, oltre agli abitanti, le associazioni sportive e culturali dell’intera città per far sì che la riqualificazione fisica di questo spazio, di piccole dimensioni, ma strategico per la sua posizione sul lungomare, possa essere un tassello importante per la riqualificazione dell’area circostante, coerentemente con la nostra idea di favorire lo sviluppo del rapporto della città con il mare, anche in questo tratto di campagna costiera che ha un grande valore paesaggistico. In quest’ottica interventi puntuali di recupero e riqualificazione, come questo che interesserà l’ex GS, sono del tutto in linea con la visione strategica alla base del concorso internazionale per il lungomare sud, ormai prossimo alla pubblicazione, che prevede, insieme a idee di riqualificazione di lungo periodo, l’individuazione di luoghi in cui poter intervenire in tempi brevi attraverso azioni in grado di generare una trasformazione delle aree circostanti e interventi ‘low cost’ temporanei e reversibili, che offrano opportunità di riciclo e utilizzo di materiali naturali”. Tante, ma proprio tante belle parole e intenzioni per la riqualificazione di un’area degradata della Città di Bari, a tutt’oggi sempre più degradata e reietta….

 

 

Francesco De Martino

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