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“Nel mare c’è la sete”: l’esordio letterario di Erica Mou

È uscito il 12 marzo, all’alba della chiusura delle librerie. Rimasto chiuso nei cartoni per 8 settimane, il romanzo d’esordio di Erica Mou vede la luce, e il successo immediato lo riporta alle stampe.“Nel mare c’è la sete” è il primo esperimento letterario della cantautrice pugliese, classe 1990, che non ha mai abbandonato il mare e le tradizioni come faro della sua creatività, della sua musica e della sua vita. Erica Mou, nome d’arte di Erica Musci, è nata a Bisceglie e il fortunato incontro con Caterina Caselli ha fatto si che la sua musica superasse i confini della sua terra d’origine. Nel 2011 esce su etichetta Sugar il suo album d’esordio: “È”. Subito dopo l’uscita del disco, Erica prosegue la sua attività live, esibendosi su alcuni dei palchi italiani tra i più prestigiosi. Con il brano Nella vasca da bagno del tempo” Erica partecipa al Festival di Sanremo 2012 nella sezione Sanremo Social, e Dove cadono i fulmini” è la canzone scelta da Rocco Papaleo per la colonna sonora del suo film “Una piccola impresa meridionale”. Erica Mou ha all’attivo 5 album, e la sua incontinenza espressiva questa volta ha voluto esplorare un’altra strada, quella della letteratura. Del resto si tratta sempre di una forma d’amore per le parole che la stessa Erica dichiara imprescindibile dal suo percorso: “Accostandomi a questo nuovo strumento, io volevo confessare il mio amore per le parole. Stavo cominciando a collezionare parole composte, o scomponibili, per farci un vocabolario con delle poesie o racconti legate alle parole. Poi ho scelto di farlo fare a Maria.” Maria è la protagonista di questo romanzo che si svolge nel giro di 24 ore, ripercorrendo tutta l’esistenza emotiva di una donna che deve prendere una decisione importante. Maria ha 32 anni, poco più della sua autrice, che nel presentare la sua protagonista racconta cosa significhi per lei avere 30 anni: “Sento che non ho più bisogno di dimostrare che esisto. Prima sgomitavo molto di più, adesso ho più consapevolezza di me stessa e del mio mezzo espressivo. Avere 30 anni in questo momento è un po’ una fregatura. Sembra come le scelte che fai condizioneranno il resto della tua vita. Invece gli errori sono l’unica cosa che ti possono portare a un cambiamento sincero.” In “Nel mare c’è la sete” Maria diventa adulta ogni volta che perde una abitudine infantile. Diventa adulta ogni volta che a colazione pensa già alla cena. Il romanzo è diviso in 4 parti che corrispondono ai pasti. La protagonista cercherà di convivere col suo essere adulta non dimenticandosi di fare merenda, una sorta di infrazione alle regole, racconta Erica, un  “riuscire a stare in un sistema ma in modo punk.” Maria gestisce un curioso negozio di portagioie, aiuta le persone indecise a scegliere i regali: “aiuta gli uomini che hanno più pigrizia che cura, e le donne che hanno più insicurezza che fantasia.” Una attività che mette in luce la tendenza della protagonista a saper dare, trascurando spesso la capacità di saper ricevere. Nell’irrequietezza del suo lavoro, Maria scorgerà le origini del suo disagio, nascoste in fondo a un trauma familiare e a rapporti muti con cui si confronta continuamente. Spiega la Mou: “il grande snodo di questa famiglia nasce proprio dalla morte di Estate, questa sorellina che muore all’età di 3 anni, a causa di un incidente domestico. Maria agli occhi di tutti diventa l’assassina di sua sorella, dovrà convivere con questa definizione, con questi sguardi taglienti, con questo fardello che però è un elemento fondativo della sua personalità. Non c’è, come negli altri personaggi, lo strazio. In Maria c’è anche l’ironia. Pian piano questa giornata dovrà fare i conti con questo blocco di marmo emotivo.” Il primo romanzo della cantautrice supera le contraddizioni della sua generazione con ironia e consapevolezza. L’utilizzo di un nuovo mezzo espressivo rappresenta per Erica una nuova possibilità, quella di cimentarsi con la disciplina di un discorso elaborato, di rispettare nuove regole. “Nel mare c’è la sete” non abbandona la musica, la affida semplicemente al lettore. Quando le si chiede come abbia affrontato l’utilizzo di un nuovo linguaggio, Erica risponde: “non è stato troppo diverso e me ne sono stupita. Nella letteratura quel filo che cominci a tessere lo devi mantenere, ma per il resto non è cambiato molto. Ho cercato di mantenere un ritmo come nelle canzoni: troverete frasi brevi, cose che ritornano, e ogni volta che ritornano aggiungono qualcosa. Questo è un libro circolare, inizia in una sera e finisce in una sera, ma la musica la dovete trovare voi. Quando noi leggiamo a mente produciamo un suono, ognuno il proprio. Me lo sono cantato anche io. Mi piace pensare che questo libro sia una canzone la cui musica appartiene ai lettori.”

“Nel mare c’è la sete”, edito Fandango Libri, ha già fatto tappa nelle librerie di tutta Italia, e domenica 27 settembre tornerà a essere presentato in puglia, nella piazzetta della Torre a Torre a mare, in occasione della terza edizione della Festa del Mare.

Federica Muciaccia

 

 

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