Le opere di Elena Arzuffi nella mostra a cura di Antonella Marino
4 Gennaio 2011
I politici blaterano e la ‘monnezza’ plana sulle teste dei poveracci….
4 Gennaio 2011

Nel mirino le lauree a pagamento

 “Il novanta per cento dei nostri allievi supera gli esami”, “Lezioni individuali” e poi, ancora, consulenze gratuite, assistenza e lauree garantite al cento per cento: facevano gola i volantini pubblicitari degli istituti universitari privati che hanno praticamente inondato la zona del Politecnico di Via Re David e dell’Ateneo in via Crisanzio per convincere gli studenti a lasciare l’Università per altri “lidi” più sicuri. Pagando si superano come niente fosse scogli durissimi come l’esame di Matematica a Economia e Commercio o Economia Politica a Giurisprudenza, sì, ma come? Nel frattempo emergono altri particolari nell’inchiesta avviata dalla Procura di Bari sul mercimonio di esami universitari, partendo dal lungo e dettagliato l’esposto che ha dato impulso all’inchiesta seguita dai sostituti Bretone e Pirrelli. Gli inquirenti sono impegnati da oltre due anni su diversi fronti per scoperchiare le irregolarità commesse, secondo le prime indiscrezioni, da società che promettono il conseguimento della laurea in brevissimo tempo. Il punto di partenza delle denunce presentati da alcuni docenti universitari baresi anche gli enormi manifesti che campeggiano in Città, con i messaggi “undici esami in dieci mesi: scegli l’alta qualità”, oppure “laurea prima e con meno fatica”, manifesti che attiravano l’attenzione mentre in molti casi venivano distribuiti volantini di identico contenuto. Tutto ciò, secondo chi s’è rivolto alla giustizia, sarebbe “fuorviante” in quanto in modo esplicito si assicura e garantisce modalità per il superamento di esami universitari verso un corrispettivo in denaro, garantendo il tutto in un lasso di tempo ristrettissimo, mentre è vero il contrario. E cioè che, per superare un esame universitario, occorre tempo e sacrificio, come per ottenere una preparazione che garantisca il superamento degli esami. “Il messaggio sui manifesti è devastante per la gioventù, in quanto induce la pecora nel gregge a ritenere che, pagando qualcuno per superare undici esami in dieci mesi, si possa accedere ai concorsi per l’abilitazione all’esercizio di una professione”, spiega un insegnante universitario barese della facoltà di Giurisprudenza, che, però, almeno per il momento, preferisce mantenere l’anonimato. “Il messaggio è offensivo per l’istituzione universitaria e per la dignità dei suoi docenti: la prima ragione è che l’Università e le istituzioni parificate reclutano i loro docenti dopo aver scelto, mediante concorsi, i più idonei all’attività di ricerca e di didattica. Successivamente gli idonei, se chiamati da una facoltà universitaria, possono tenere corsi di insegnamento. Non di rado le procedure dei concorsi formano oggetto di valutazioni innanzi al giudice amministrativo o al giudice penale e ciò avviene proprio perchè si ritiene che la loro violazione pregiudichi la qualità del servizio di istruzione superiore erogato dalla struttura universitaria per mezzo dei suoi docenti”, spiega ancora il professore barese. Ergo, i messaggi apparsi in varie città appaiono fuorvianti in quanto sollecita i destinatari a scegliere vie diverse da quella del servizio pubblico di istruzione superiore per superare gli esami universitari e procurarsi un titolo. Del resto il servizio pubblico di istruzione superiore, in Italia come in altri Paesi europei, viene erogato in condizioni di monopolio dallo Stato, ed il messaggio diffuso al pubblico e indirizzato agli studenti iscritti all’università denota l’esistenza di “organizzazioni che turbano la continuità e la regolarità di questo servizio. Infatti non contiene solo sollecitazioni a non frequentare i corsi d’insegnamento, ma la sollecitazione a superare esami “a pagamento” ne traviserebbe la natura e la funzione. Insomma, per i professori baresi si tratta di iniziative economiche in contrasto con l’utilità sociale del servizio di istruzione superiore. E le indagini continuano: documenti sono stati acquisiti dalla polizia nella sede barese di un famoso centro preparazione esami universitari. L’acquisizione si e’ svolta nell’ambito di un’indagine per ora senza indagati e ipotesi di reato precise. Nelle settimane scorse gli agenti della sezione di polizia giudiziaria della Polizia presso la Procura, guidati dal dottor Piero Battipede, hanno acquisito l’elenco degli esami sostenuti dagli iscritti ai corsi privati, con i nominativi di coloro che hanno lasciato i corsi e di quanti si sono lamentati per la qualita’ dei corsi stessi. I due magistrati inquirenti hanno in corso, sempre sulla sede barese di Cepu, un altro filone investigativo che riguarda una presunta truffa (non ipotizzata formalmente dai magistrati) ai danni dei consumatori per un messaggio pubblicitario che assicurerebbe – secondo le ipotesi al vaglio – il passaggio di un numero consistente di esami in un ristretto arco temporale. (fra.dema.)
 
 

 390 total views,  2 views today

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *