Cultura e Spettacoli

Nel sotterrano l’asinello muoveva il grande disco

Nel 2006 risultavano censiti in tutta la Puglia 157 trappeti: 4 nel barese, 7 nel brindisino, 22 nel tarantino, 124 nel leccese

Premesso che alla parola ‘trappeto’ corrisponde anche un toponimo (quello di un piccolissimo Comune del palermitano), per trappeto si intende un frantoio ipogeo destinato alla produzione dell’olio d’oliva, tipico della tradizione pugliese e meridionale. I primi trappeti, che videro la luce tra l’XI e il XIII, utilizzavano fosse granarie smesse o cripte scavate nel sottosuolo e dopo abbandonate. Il loro successo commerciale fu figlio del fatto che nelle grotte la temperatura si mantiene costantemente intorno ai 18°, il che preservava dall’ammuffimento le olive immagazzinate e ancora da macinare e consentiva la migliore conservazione del prodotto finito (alcuni ambienti dei trappeti fungevano da magazzini, mentre altri ambienti erano destinati a stalla, cucina e dormitorio). Nei trappeti le olive venivano macinate per mezzo di due mole circolari in calcare posizionate l’una verticalmente all’altra. La forza motrice era animale : somarelli in prevalenza (ma nell’entroterra otrantino, in una località non casualmente battezzata ‘Mulino a vento’, un ingegnoso imprenditore aveva trovato come far girare le mole sfruttando l’energia eolica ; viene da pensare che i due dischi di pietra fossero collegate ad un albero di trasmissione che, salendo in verticale, trapanava la roccia e, una volta all’aperto, si collegava alla corrispondente torre del vento). Con l’introduzione del frantoio di superficie questi irripetibili dischi di pietra bianca voluminosi quanto pneumatici da tir oggi ornano giardini, masserie e altre restaurate residenze di campagna ; di dimensioni variabili dai 60 ai 120 cm di diametro, queste ruote molari erano il risultato di un paziente e meticoloso lavoro di scalpello eseguito picchiando su un unico blocco di calcare duro (se ne immagini la fatica) ; periodicamente la macine, a causa dell’usura, dovevano essere ‘ri-martellate’ per restituire la giusta ruvidità al superficie destinata alla triturazione ; i moderni frantoi utilizzano ben più resistenti e abrasivi impasti industriali di selce, magnesite e smeriglio. Quanti trappeti sono rimasti in vita in Puglia, ovvero ridotti a musei ? Nel 2006 risultavano censiti in tutta la Puglia 157 trappeti : 4 nel barese, 7 nel brindisino, 22 nel tarantino, 124 nel leccese ; ma resoconti della metà del XIX secolo indicano che nell’antica circoscrizione amministrativa della Terra d’Otranto erano presenti 1073 trappeti. Quale il trappeto più grande ? Dovrebbe essere quello di Presicce, un paesino a poca distanza da Santa Maria di Luca : Nel sottosuolo di Presicce, all’altezza di Piazza del Popolo, otto frantoi si presentano collegati da cunicoli coprendo un’area di un migliaio di metri quadri. Un labirinto ipogeo a proposito del quale si parla di tesoro archeologico.

Italo Interesse


Pubblicato il 26 Luglio 2025

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