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Nella parte sud di Bari i fondi del Pnrr. A Palese per il porto e la costa il “sogno”

A Bari i 75 milioni di Euro del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) destinati dal governo Draghi (su richiesta dell’amministrazione Decaro) per la riqualificazione della costa sud del capoluogo pugliese, mentre per quella a nord, vale a dire delle ex frazioni di Palese e Santo Spirito, c’è invece la proposta di un sodalizio privato locale, l’Associazione Eco museale del Nord barese, che prospetta la riqualificazione della costa palesina e del suo porticciolo sulla base di una semplice attività partecipata dei cittadini che intervengono alle iniziative domenicali pubbliche, quasi sempre “agresti” o “marinare”, di detta associazione. Ed è sufficiente la curiosità di quanti, in una solare giornata festiva di proposito o perché di passaggio, si sono soffermati ad ascoltare le idee di riqualificazione per il porticciolo ed il lungomare palesino del principale organizzatore di tal genere di iniziativa, l’architetto Eugenio Lombardi, per far dire con una nota a quest’ultimo: “Quanta gente c’era oggi!” Ed ancora: “mai così tanti cittadini avevano scelto di incontrarsi, confrontarsi, esprimersi sul futuro del territorio di Palese”. Ma c’è di più nella constatazione di manifestazione d’interesse al futuro della costa palesina da parte di tanti cittadini, poiché nella nota dell’Associazione Eco museale il volenteroso professionista, tra l’altro, afferma: “ho mostrato il primo schizzo di una proposta di risistemazione”. Rilevando: “E come sempre davanti ad un disegno, le voci si sono fatte sentire. Tra coloro che vorrebbero un nuovo e grande porto e non la risistemazione dell’attuale (ipotesi destinata a non fare un solo centimetro di cammino) e quelli che apprezzano quanto emerso dai quattro mesi di confronto”. Quasi che la progettazione di riqualificare di un porticciolo ed un tratto di lungomare, quello di Palese per l’appunto, fossi al pari di “saltimbanchi” o “funamboli circensi” e, quindi, si possa decidere per strada da un gruppo di cittadini che tutto d’un botto si trasformano in “prestigiosi” urbanisti, insieme ad un architetto che da anni ormai si diletta a suggerire suggestive soluzioni ad alcuni dei problemi che assillano da tempo la trascurata e disastrata realtà territoriale del V Municipio di decentramento amministrativo del Comune di Bari. Infatti, di ciò pare convito (o forse vorrebbe convincere i cittadini benpensanti, ma verosimilmente non competenti di procedure tecniche ed amministrative pubbliche?) l’autore della nota che, proseguendo, ha anche affermato: “E molto convincente l’idea di estendere all’esterno le attività portuali, con una grande piattaforma in legno realizzata subito dopo i ruderi dell’Ancora da cui far partire pontili nello stesso materiale per l’attracco di imbarcazioni di diporto, allungando contemporaneamente il braccio del molo est per accogliere le barche dei pescatori. In tal modo, il bacino portuale accoglierebbe più liberamente la balneazione (con l’arenile naturale che si va formando sul lato ovest) e attività sportive quali il surf ”. E di buoni propositi da sogno a occhi aperti per il futuro del porto e del lungomare di Palese l’associazione dell’architetto Lombardi ne ha certamente non pochi da dispensare ai cittadini del V Municipio, tanto che nel comunicato inoltre si afferma: “Molto confortante che un gruppo divenuto ora tanto grande e coeso si ritrovi sulle soluzioni del lungomare arricchito da un percorso verde di palme e cespugli bassi, da una pista ciclabile materica e non pitturata sull’asfalto e da una illuminazione più continua e leggera indirizzata anche alla esaltazione della bellezza della naturalità della costa rocciosa”. Costa che, giustamente, se “salvaguardata da frangiflutti consentirebbe anche di promuovere il percorso come destinato ad attività e gare di canottaggio, un ulteriore arricchimento dell’offerta di servizi di un lungomare così concepito”. Ed a dei comuni cittadini vogliosi di un lungomare migliore e meglio vivibile non gli si poteva di certo negare di sognare anche “importanza logistica della piastra che un tempo era la pavimentazione del ristorante ‘Da Tommaso’ “e quella “dei ruderi” dell’ex “Ostello del Levante”, per i quali è emersa anche “la proposta di recuperarlo a foresteria per gli atleti che le previste attività e gare sportive di canoing, windsurf, canottaggio indirizzeranno a Palese”. “Proposta che – ha confessato l’architetto Lombardi – a me personalmente piace molto e che manterrebbe integra l’originaria destinazione d’uso dell’immobile, il cui passaggio di proprietà dalla Regione al Comune non è stato ancora formalizzato” e che – a suo dire – potrebbe anche essere “l’occasione buona” che ciò avvenga. E menomale che lo stesso a conclusione di questa sua ipotesi ci ha messo un bel punto interrogativo. Anche perché, secondo alcune indiscrezioni, il rudere dell’ex Ostello del Levante di Palese non solo non sarebbe stato ancora ceduto al Comune, ma la struttura potrebbe addirittura non essere più idonea per un recupero funzionale, poiché gli elementi portanti e parti dei solai potrebbero essere stati compromessi staticamente dalla salsedine marina, a causa del troppo lungo tempo senza alcuna manutenzione. Ma evidentemente ciò non rileva affatto o non conta nulla a chi forse piace dispensare “sogni” ad occhi aperti a cittadini che gli occhi invece potrebbero averli ancora utilmente ben “chiusi”, a causa sia della loro non esatta conoscenza in materia di amministrazione pubblica sia, soprattutto, di una scarsa abitudine ad informarsi e ad approfondire al riguardo. E l’associazione Ecomuseale del Nord barese e, più in particolare, il suo principale animatore non sono nuovi a Palese a dispensare “sogni” facili ad una cittadinanza speranzosa di sviluppo ambientale e socio-economico negato dal Comune di appartenenza. Infatti, come si ricorderà, lo stesso professionista alcuni anni or sono si cimentò in una battaglia per un fantomatico “Parco archeologico” che sarebbe dovuto sorgere, secondo gli intendimenti del sodalizio, a pochi metri dal mare, su una area nella quale erano stati fatti dei ritrovamenti di scarsa entità presumibilmente risalenti all’era Neolitica ed invece destinata alla realizzazione di un complesso residenziale. In loco è ormai a tutti noto come tale vicenda si è conclusa, nonostante le chiassose manifestazioni di proposta e di protesta organizzate dallo stesso architetto Lombardi. Infatti, il professionista per tale sua “battaglia” aveva ignorato una sentenza del Tar Puglia di circa un decennio prima che, avendo fatto decadere un vincolo posto anni prima dalla Sovrintendenza su quell’area, aveva dato la stura all’edificabilità di detto suolo. Ma verosimilmente nel V Municipio di decentramento barese far “sognare” taluni cittadini è assai facile, mentre indurli a “ragionare” è impresa ardua, se non addirittura difficile. Non a caso, nonostante le tante evidenze, Palese e Santo Spirito (quasi 35mila abitanti) sono ancora rioni di Bari alquanto trascuranti anziché una fiorente realtà comunale autonoma che programmi direttamente il proprio futuro con i suoi organi tecnici ed amministrativi, anziché lasciarsi ancora irretire da strampalate e quasi sicuramente inconcludenti iniziative dal sapore esotico.

 

Giuseppe Palella

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