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Nella sanità pugliese le “belle” sorprese non finiscono mai

Nella Sanità pugliese, guidata dal governatore Michele Emiliano anche in veste di assessore al ramo, le sorprese in negativo non finiscono mai. Infatti, “Ogni giorno ce n’é una” è stato l’ironico commento del segretario pugliese di Sinistra italiana, Nico Bavaro, che, nell’apprendere la decisione dello scorso 10 Aprile della giunta Emiliano della chiusura di 39 Punti di primo intervento (Ppi) dal prossimo 30 Aprile, ha sostenuto che essa “fa parte di quella mancanza di governo e di soluzioni alternative condivise che ci hanno portato a rompere” con il presidente della Regione Puglia a cui, nel 2015, la sua formazione politica ha pur dato il proprio sostegno per essere eletto. E incomprensibile, per Bavaro, che “si chiudono gli ospedali per portare più investimenti sulla medicina e sull’assistenza territoriale e nel contempo chiudono anche quei luoghi che se organizzati e strutturati, possono costituire uno dei nodi della rete delle cure sui territori, evitando di intasare i pronto soccorso dei grandi ospedali, già oberati di lavoro”, perché “si doveva organizzare la rete dell’assistenza sul territorio prima di chiudere”. Rincara la dose il consigliere regionale di Si-Leu, Cosimo Borraccino, che dichiara: “La scure utilizzata ora dal governatore contro i Ppi rappresenta il punto di non ritorno per un sistema sanitario regionale già molto provato dai tagli operati in questi tre anni e mette seriamente a rischio il diritto alla salute costituzionalmente garantito a tutti i cittadini”. E che amareggia ancor di più l’esponente consiliare di Si “é che questi ulteriori tagli vengono operati con la stessa arida e inconcludente logica ragionieristica adoperata per l’approvazione del Piano di Riordino Ospedaliero (per il quale – come è noto – Sinistra italiana ha votato contro il Commissione, determinando la sua bocciatura)”. “Purtroppo – ha concluso Borraccino – la chiusura di questi Ppi determinerà su moltissimi territori (da Taranto dove la situazione è ormai fuori controllo, al Gargano che rischia di rimanere senza presidi sanitari come evidenziai già un anno fa nel corso di una affollata assemblea a Vieste) un ulteriore aggravio su pochi Pronto Soccorso ospedalieri che già sono costretti ad affrontare quotidianamente situazioni ben oltre ogni limite di tolleranza e che ora subiranno la ricaduta negativa di queste scellerate decisioni”. A lamentarsi della chiusura dei Ppi è anche il presidente del gruppo de “I Popolari” alla Regione, il foggiano Napoleone Cera, che a differenza di Borraccino non ha lasciato la maggioranza, ma non è escluso che di questo passo, nei prossimi mesi, possa forse seguirlo, passando anch’egli tra le fila dell’opposizione, soprattutto se dovesse accorgersi che il governatore Emiliano rischiasse la riconferma alle regionali dl 2020. “In pratica il Gargano nord – ha rilevato Cera – resterà senza punti di riferimento di primo intervento, dovendo ora riversarsi su San Giovanni Rotondo o Manfredonia, se non pure San Severo. Non si comprende tanta velocità di una decisione che renderà ancora più problematica la gestione dei Pronto soccorso, con inevitabile aumento dei tempi delle prestazioni, visto che si chiudono strutture ma non vengono potenziate quelle esistenti, costrette a fare i conti con carenze di personale e di spazi”. Quindi, “la decisione della giunta – ha sostenuto inoltre Cera – sia pure giustificata da direttive del governo, finirà per aumentare i disagi per gli utenti e i pericoli per il personale sanitario, già oggetto di aggressioni e violenze da parte di cittadini esasperati dalle lunghe attese”. La chiusura dei Ppi è considerata “scelta inopportuna” anche dal presidente della Commissione regionale alla Sanità, Pino Romano di Art.1-Mdp, che ritiene la delibera di chiusura, la n.583 di martedì scorso, “l’ultimo atto di un governo ministrocentrico che sta mettendo in ginocchio il sistema sanitario pugliese” e che “ben altre sarebbero state le strade da prendere”. Infatti, ha sottolineato Romano, “il Piano operativo, che consentirà di sbloccare ed assegnare circa 500 posti letto ospedalieri – atteso che la Puglia e’ ormai sotto soglia dei parametri del famoso D.M.70 di circa 500 posto letto – non dipende certo dai tagli che si operano sui Punti di primo intervento, ma dal buco che creano i 200milioni di spesa farmaceutica”, perché “questo è il vero problema”. Allora il consiglio di Romano ad Emiliano, che potrebbe avere già il suo nome tra quelli da imbarcare con l’atteso rimpasto di Giunta, è  “di mettere da parte tutto il resto e di concentrarsi su questo che rimane il punto più importante” dei risparmi da effettuare nella Sanità pugliese.Il governatore Emiliano, a seguito delle critiche e prese di posizione, giunte anche da settori della sua stessa maggioranza sulla decisione di repentina chiusura di ben 39 Ppi nonostante la sua precisazione che la conversione dei Ppi in postazioni medicalizzate e’ stata la ‘conditio sine qua non’ attraverso la quale, ai tavoli romani, è stato approvano lo scorso gennaio il Piano di riordino ospedaliero presentato dalla Regione e che, se a fine 2018 i ministeri dovessero riscontrare una inadempienza in tal senso, non è escluso che possano utilizzare la circostanza per mandare la Puglia, per un altro triennio, in Programma operativo, facendogli perdere quindi le premialità che invece ci spetterebbero, ha deciso di convocare nella sede del Dipartimento regionale delle Politiche per la salute, per il prossimo 20 Aprile, i direttori generali di tutte le Asl pugliesi “ per un ulteriore confronto sulla proposta di riordino dei Punti di primo intervento, dopo il passaggio informale e preliminare che si è svolto in Giunta con gli assessori”. All’incontro – riferisce un ultimo comunicato della Regione sulla questione – parteciperà anche la struttura tecnica del Dipartimento delle Politiche per la Salute”. “Tutto ciò – ha precisato in fine la nota – è propedeutico all’organizzazione delle conferenze dei sindaci che si svolgeranno sui territori, prima dell’ulteriore confronto con gli assessori, che si svolgerà nuovamente nel corso di una Giunta ordinaria”. Precisazione, quest’ultima, che lascerebbe ipotizzare ad un possibile ripensamento totale o parziale di Emiliano sulla decisione di chiudere i Ppi indicati nella delibera n.583 di martedì scorso oppure solo in uno slittamento dei tempi di chiusura in essa indicati. Ma anche questo non fa che rafforzare l’idea che in Puglia sulla Sanità il presidente della Regione, Emiliano, naviga a vista perché i fondali in questo settore, per lui, sono forse ancora troppo bassi.

 

Giuseppe Palella

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