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Nessun passo indietro di Leccese per le chiavi della Città a Francesca Albanese

La replica del Primo cittadino barese ai rappresentanti locali del centrodestra, tra i quali il deputato Bellomo di Fi, che lo ha invitato espressamente a revocare l'onorificenza conferita lo scorso 4 agosto

Nessun passo indietro su Francesca Albanese per le chiavi della Città consegnategli il 4 agosto scorso dal sindaco Vito Leccese, in segno di solidarietà e condivisione su quanto a suo tempo affermato, per le popolazioni della Striscia di Gaza, dalla relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi. Intanto, il monito espresso recentemente da Francesca Albanese dopo l’irruzione nella sede del quotidiano “La Stampa” a Torino, da parte di un gruppo di facinorosi pro-Pal, ha fatto scoppiare l’ennesima polemica tra alcuni esponenti del centrodestra barese, che hanno sollecitato il Sindaco a chiedere ad Albanese la simbolica restituzione delle chiavi date la scorsa estate, e lo stesso Leccese che invece ha subito respinto la richiesta, senza neppure prendere in considerazione l’ipotesi di valutare tale proposta. Infatti, tra coloro che dal fronte del centrodestra locale hanno invitato Leccese a chiedere indietro le chiavi della Città ad Albanese figura il deputato Davide Bellomo, capogruppo di Forza Italia in Commissione Giustizia della Camera, che in una nota ha commentato: “Errare è umano, specie quando si è accecati dall’ideologia, ma perseverare sarebbe anche peggio”. Per poi aggiungere: “Nella vita, a volte, basta semplicemente riconoscere di essersi sbagliati, constatare che quell’atto di adesione della comunità barese a un mediatico e presunto ideale di solidarietà viene palesemente contraddetto da affermazioni che giustificano la violenza e rappresentano un vergognoso e pericoloso attacco alla libertà di stampa”. Perché – ha spiegato Bellomo – “non basta bollare le parole della Albanese come un’uscita infelice (ndr – come ha fatto il sindaco di Bari) anche perché non sarebbe la prima volta che la relatrice Onu si lascia andare ad esternazioni molto più che imbarazzanti”, ricordando a tal proposito l’indecoroso teatrino e l’abbandono dello studio televisivo durante una trasmissione a cui partecipava anche la senatrice Liliana Segre, numero di matricola 75190 al campo nazista di Auschwitz. Insomma, per il deputato forzista barese, “ce n’è abbastanza perché Leccese cambi idea e dica semplicemente: scusate, non avevamo compreso bene con chi avevamo a che fare”. “Invece, – ha commentato inoltre Bellomo – il sindaco tira dritto, assolve la Albanese e, così facendo, quasi senza rendersene conto, condanna sé stesso”. “In attesa – ha concluso il capogruppo di Fi in commissione Giustizia di Montecitorio – del prossimo ‘monito’ alla stampa e di un nuovo episodio di antisemitismo. Per il quale poi qualsiasi parola di circostanza risulterebbe falsa e completamente vuota di significato”. In relazione a quanto dichiarato dalla rappresentante dell’Onu per i territori palestinesi dopo l’attacco alla sede del quotidiano torinese, rispetto al quale la stessa ha affermato: “Condanno l’irruzione, ma sia un monito ai giornalisti”, il sindaco Leccese, a margine della consegna di un contributo all’Unicef, ha replicato a chi gli ha chiesto se darà seguito alla richiesta di alcuni esponenti del centrodestra pugliese di rivendicare da Albanese le chiavi della Città donategli appena 4 mesi fa, dicendo che “in quel momento Francesca Albanese era l’unione della comunità barese con le popolazioni della Striscia di Gaza”. Quanto, poi, al conferimento delle chiavi della Città, il sindaco ha spiegato che alla manifestazione in questione “non segue un atto formale”, perché non trattasi del conferimento di cittadinanza onoraria. Quindi, ha precisato Leccese, “non c’è alcun passo indietro formale da fare, c’è solo da valutare quello che dice Albanese, che è stato da me fermamente condannato”. Per poi concludere affermando: “Tutte le persone di buon senso non possono che condannare espressioni di quel tipo”. Come a voler dire, con un paradosso, che le chiavi della Città le abbiamo date, però, anziché richiederle indietro, potremmo cambiare la serratura. E, poi, non è neppure detto che aprano. In definitiva, se tale interpretazione fosse giusta, allora si dovrebbe anche poter dedurre che le chiavi di Bari, offerte ad Albanese lo scorso agosto dal sindaco Leccese, siano false.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 3 Dicembre 2025

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