Nessuna intesa sulla concessione del San Nicola, il termine resta il 16 giugno
Il sindaco Leccese ribadisce la linea dura: “Si è rotto il rapporto tra Bari e la famiglia De Laurentiis”

Sopraggiunto il termine del 29 maggio, data indicata per la consegna della documentazione necessaria all’iscrizione della SSC Bari al campionato di Lega Pro. Il presidente Luigi De Laurentiis, attraverso lo scambio epistolare avvenuto nei giorni passati, aveva descritto questa scadenza come l’ultima utile per indicare la struttura sportiva in cui disputare il campionato. Per questo motivo veniva richiesta la firma della concessione prima di un incontro formale che chiarisse obiettivi e intenzioni della SSC Bari per il futuro. La presa di posizione di Palazzo di Città è stata però ferrea. Senza un incontro e senza la presentazione di un piano sportivo e industriale per i prossimi cinque anni, la firma sulla concessione non sarebbe arrivata.
E così è stato, perché il piano non è ancora stato prospettato all’amministrazione comunale e, soprattutto, non risultano chiari gli sviluppi che questa concessione potrebbe avere una volta giunti alla scadenza della multiproprietà fissata per il 2028, termine che obbligherà la famiglia De Laurentiis a lasciare la presidenza del Bari calcio, se non dovessero cambiare le leggi fissate dalla federazione. Il piano, infatti, è quinquennale ed è proprio questo lo snodo principale attorno al quale si sta consumando una battaglia puramente politica, imbracciata dal sindaco Leccese a tutela della città e del valore sportivo ed economico che la squadra di calcio barese rappresenta.
L’amministrazione comunale sa bene che il termine ultimo per l’indicazione dello stadio non era il 29 maggio. Si tratta, infatti, di un termine ‘acceleratorio’, ovvero indicativo della situazione relativa alla disponibilità impiantistica nella categoria. Il Bari potrebbe tranquillamente non aver indicato alcun impianto sportivo entro le ore 23.59 del 29 maggio senza incorrere in alcun tipo di sanzione. Il termine ‘perentorio’, invece, è fissato al 16 giugno, data entro la quale la SSC Bari dovrà necessariamente indicare almeno una preferenza, comunque modificabile successivamente. Il sindaco Leccese, proprio in virtù della propria presa di posizione, aveva invitato il presidente De Laurentiis a sondare la disponibilità di altre strutture, così da evitare di addossare all’amministrazione comunale responsabilità non riconducibili alle proprie volontà.
Compresa la questione, la SSC Bari ha iniziato a valutare la possibilità di utilizzare il ‘Tonino D’Angelo’ di Altamura. È stata la prima richiesta inoltrata, sia per i buoni rapporti tra le società sia per la disponibilità mostrata due anni fa al club murgiano che, dopo la promozione in Lega Pro e in attesa dei lavori di riqualificazione del proprio impianto, aveva chiesto di essere ospitato al San Nicola per le partite casalinghe. La concessione fu accordata dalla SSC Bari, che incassò 55mila euro a partita, una situazione che pesò notevolmente sulle finanze di una società emergente in un campionato professionistico dopo 27 anni.
La ristrutturazione del ‘D’Angelo’, infatti, si protrasse oltre il previsto e l’Altamura disputò le gare casalinghe al ‘San Nicola’ fino al 6 dicembre 2024, in occasione della sfida con il Cerignola valida per la 18ª giornata di campionato. Il ritorno a casa avvenne solo il 13 dicembre 2024, giorno dell’inaugurazione del rinnovato ‘D’Angelo’ e della gara Altamura-Avellino. Ora l’amministrazione comunale murgiana ha ricambiato l’ospitalità nei confronti della società barese, indicando la stessa cifra pattuita a parti inverse due campionati fa come parametro di ospitalità della SSC Bari, motivo per cui le parti non avrebbero trovato un accordo.
D’altronde, la concessione del ‘San Nicola’ prevedeva un canone annuale di 60mila euro, cifra di gran lunga irrisoria. Un’ulteriore aggravante rispetto alla scelta del ‘D’Angelo’ riguarda la richiesta di informazioni avanzata anche dal neopromosso Savoia di Torre Annunziata sulla disponibilità dell’impianto. Parallelamente, l’Altamura avrebbe chiesto la convocazione di un consiglio comunale monotematico perché intenzionata ad ottenere la gestione esclusiva degli spogliatoi e del terreno di gioco per la prossima stagione, senza condividerli con le società di atletica che ne avevano usufruito in precedenza.
Fino al momento di andare in stampa, nessun impianto sondato aveva quindi trovato un accordo economico per ospitare le partite casalinghe del Bari. Non è dato sapere se le volontà del presidente De Laurentiis abbiano portato la società a valutare anche altri stadi fuori dalla Puglia o se, invece, si stia attendendo di trovare un accordo con il Comune di Bari entro il 16 giugno.
Di certo, per mettere al sicuro l’iscrizione del Bari al prossimo campionato di Serie C, l’unica mossa prudente sembrerebbe quella suggerita dallo stesso sindaco Leccese, ovvero vagliare anche altre possibilità. Gli unici parametri ai quali la società dovrà prestare attenzione saranno quelli strutturali dell’impianto indicato e prescelto nella domanda di ammissione al campionato, così come indicato dalla Lega Pro: almeno 1.500 posti, impianto di videosorveglianza, seggiolini fissi in entrambe le tribune e determinati requisiti di illuminazione, tra i principali.
Ne consegue che la vicenda legata all’aggiudicazione della concessione dello stadio potrebbe protrarsi ancora per giorni. Intanto il sindaco Leccese è tornato a parlare ai microfoni di Telesveva e Telebari, continuando nella sua battaglia: “Il bando non era fatto ad personam. Ecco il perché della durata. Mi aspettavo una partecipazione più alta. Si è insediata la commissione e valuteremo tecnicamente. La revoca in autotutela? Va valutata tecnicamente e giuridicamente, non politicamente. Si è rotto il rapporto tra Bari e la famiglia De Laurentiis, per questo gli consiglio da mesi di vendere. La sua risposta? Non ammissibile. Ha provato a chiamarmi Ferrero, ma non ci ho parlato. Non gli ho risposto. Qualcosa si è mosso tra gli imprenditori, ma non posso fare nomi per riservatezza”. (ph. T. Lapedota)
Tess Lapedota
Pubblicato il 30 Maggio 2026



