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Nido fai-da-te, lunga vita alla rondine

Preoccupa il declino delle rondini, anche in Puglia se ne vedono sempre meno. I bei cieli di maggio pieni delle evoluzioni festose di questi piccoli, amabili uccelli sono un ricordo lontano. Arrivano le rondini al termine di un volo stremante e ad accoglierle trovano città e campagne snaturate. L’inquinamento acustico-ambientale dei centri abitati, i pesticidi e i fertilizzanti usati in agricoltura sono il peggior nemico dell’Hirundo Rustica. A peggiorare la situazione, l’abbattimento dei fabbricati antichi, in città come in campagna ; la rondine è animale che nidifica volentieri tra le costruzioni che per essere vetuste o per altre caratteristiche architettoniche presentano fessure, nicchie, incavi. E c’è pure chi manifesta verso le rondini la stessa ostilità che per gabbiani e colombi ; a costoro però ricordiamo che la rondine è animale protetto, per cui né è vietata non solo l’uccisione ma persino la cattura ; il divieto di nuocere abbraccia anche i nidi che perciò non possono essere abbattuti (servono per le rondini della prossima migrazione). Teoricamente questi nidi andrebbero anche difesi dall’invadenza di specie proliferate in modo abnorme e divenute aggressive ; gli storni, per esempio. Per scongiurare la scomparsa della rondine, il tam-tam della Rete suggerisce di fissare ovunque possibile, anche sul balcone di casa, nidi artificiali. Si sconsiglia però di improvvisare ; ogni specie ha le sue esigenze. Poiché la rondine costruisce ripari in fango dalla forma concava che internamente fodera di materiale morbido, il CISNIAR (Centro Italiano Studi Nidi Artificiali) propone manufatti in cemento e argilla espansa dal disegno cilindrico. Prodotti da volontari, questi nidi artificiali, che vanno bene anche per piccoli passeriformi e per specie di taglia media, presentano la caratteristica di avere l’apertura per le ispezioni nella parte superiore (ad esclusione del modello per pipistrelli) e non in quella frontale. Questo sistema oltre ad essere più comodo durante i periodici controlli, garantisce un minore disturbo alle specie presenti all’interno del nido. Chi volesse risparmiarsi la piccola spesa e divertirsi può fabbricare il nido con le proprie mani : Si prenda una coppa del diametro di un 15 cm. e all’interno vi adagino strati di carta di giornale compattati con colla vinilica diluita ; una decina di strati è sufficiente. Una volta asciugato, il nido va estratto e camuffato. Prima si procede esternamente, bagnando la superficie con colla vinilica non diluita e facendogli piovere sopra terra ben setacciata. Una volta assicurato l’effetto-fango, si passa all’interno adoperando la stessa tecnica, questa volta facendo cadere sul velo di colla paglia triturata. Resta a questo punto da creare e col mezzo che si ritenga più opportuno un’apertura semicircolare all’altezza del bordo ; servirà per consentire l’entrata e l’uscita della rondine. Il nido artigianale va infine fissato al muro con filo di ferro, viti o altro sistema e fatto aderire contro un soffitto.
Italo Interesse

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