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Niente proroghe: in piazza i formatori dei centri per l’impiego

Allorquando, il 30 dicembre scorso, l’assessore pugliese al Lavoro Sebastiano Leo annunciava ‘garrulo’ che la Giunta guidata da Michele Emiliano aveva approvato – ovviamente su sua proposta – la proroga dei contratti dei formatori in servizio presso i Centri dell’Impiego pugliesi, gioirono tutti, compresi i consiglieri dai banchi dell’Opposizione. Era stata rispettata la parola data e tutti in aula avevano tirato un  sospiro di sollievo per il futuro (anche se precario) di ben centoventotto lavoratori che da anni svolgono un’attività importante a favore di disoccupati e inoccupati, supplendo alla mancanza di organico e ancora con più lavoro a carico da svolgere, visti i passaggi di consegna dei centri dalle ex province all’ente regionale, via agenzia regionale alle Politiche del Lavoro (Arpal). E invece, come spesso accade quando di mezzo ci sono assunzioni e stabilizzazioni, la parola data s’è rivelata… di cartone. “Oggi tutto questo – comprese le rassicurazioni dell’assessore Leo che ringraziava, sempre il 30 dicembre, l’assessore al Bilancio Piemontese, ‘per la fattiva collaborazione nella individuazione delle risorse utili all’adozione del provvedimento’ – ha il sapore di una beffa, anzi di una vera e propria presa per i fondelli!”, attaccano a testa bassa i consiglieri di Fratelli d’Italia Caroli, De Leonardis, Gabellone, Perrini, Ventola e il capogruppo Zullo. “Siamo al 15 gennaio e i formatori sono rimasti a casa: niente proroga di contratti e niente risorse per far fronte ai loro stipendi. Con un messaggio, dalla sera alla mattina, è stato detto loro di non utilizzare neppure le piattaforme informatiche. Un rimpallo di responsabilità fra l’assessore Leo e il direttore generale all’Arpal Cassano, rende il lavoro in Puglia neppure dignitoso, ma solo un becero ‘teatrino’ o peggio ancora un mercimonio, con assunzioni attraverso agenzie interinali che calpestano i formatori ma anche tutti coloro che hanno chiesto di essere assunti legittimamente, attraverso regolare concorso. Ed ecco che anche loro aderiscono alla mobilitazione dei formatori in programma per martedì 19 gennaio, chiedendo al presidente della Sesta Commissione Lavoro Metallo di ‘audire’ le parti interessate e cioè gli assessori Leo e Piemontese, il direttore Arpal Cassano (…che proprio l’altro giorno ha tranquillamente disertato l’ultima seduta di commissione in cui avrebbe dovuto spiegare proprio il giro di bandi e selezioni pre-elettorali, tanto per far capire quanto tiene in conto le commissioni e le richieste di chiarimenti l’ex sottosegretario voltabandiera, ora che ha agganciato la poltrona) e i sindacati, per fare chiarezza sul futuro non solo dei formatori, ma del lavoro, in Puglia. Dunque, torna a galla la ribellione dei formatori pugliesi. L’anno scorso, sempre in VI commissione allora presieduta dal consigliere Santorsola si discuteva tanto per cambiare della situazione in cui versavano i formatori dipendenti dagli Enti di formazione professionale utilizzati presso i Centri per l’impiego. Tutti con contratti in scadenza già l’estate dell’anno scorso e senza nessuna certezza riguardo al futuro. Una situazione di precarietà assoluta che si trascina ormai da vent’anni senza alcuna soluzione politica definitiva. Almeno dalle iniziali 430 unità, circa una decina per ciascun centro dell’impiego, si è passati oggi a poco meno di centoquaranta, come detto. Con tanto di convenzione con l’Arpal del contestatissimo ex commissario ‘straordinario’ in proroga Massimo Cassano, ‘stabilizzato’ sulla poltrona di direttore generale. Almeno lui….

 

 

Francesco De Martino

 

 

 

 

 

 

 

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