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Niente rigore! Biagio, due volte l’amarezza

Da tempo ormai immemorabile a Bari ‘Il Redentore’ è sinonimo di presidio dei più sani valori umani all’interno di un quartiere, il Libertà, storicamente ‘caldo’. All’espressione ‘Redentore’, corrispondono sia l’omonima parrocchia, che l’adiacente Istituto Salesiano con l’annesso vasto spazio dedicato alle attività ludico-sportive. Su quest’ultimo mezza Bari ha imparato a tirare i primi calci al pallone. Alcuni hanno addirittura sfondato. Fu il caso di Biagio Catalano, uno tra i più talentuosi atleti che abbiano vestito la casacca biancorossa. Un barese purosangue. Era nato proprio al Libertà il 2 dicembre del 1938 – dunque giusto 79 anni fa – e ancora a Bari si sarebbe spento nel 2015. Catalano giocava alle spalle delle punte, un trequartista diremmo, oggi oppure un centrocampista offensivo. Aveva il fiuto del gol. Col Bari mise a segno 50 gol nelle sue 190 partire, il che ne fa ancora oggi uno dei maggiori realizzatori della storia del sodalizio biancorosso. Ne aveva di talento Biagio Catalano, era destinato a grandi cose. Aveva giocato nella Nazionale B, lo voleva la Juventus. Ma un Bari-Genoa del 3 maggio 1964 gli fu fatale. Sul finire del primo tempo, col risultato sullo 0-0, lanciato a rete da Fernando, Catalano si presentava in area davanti al numero uno avversario, Da Pozzo. Il portiere rossoblu usciva a valanga. Nello scontro Catalano aveva la peggio e doveva uscire in barella.  – Una piccola digressione : L’arbitro negava un rigore sacrosanto e sulle gradinate si scatenava l’inferno. Al momento del rientro negli spogliatoi, una bottiglietta pioveva in campo. L’incivile di turno voleva colpire l’arbitro. Colpì invece Marcos Locatelli, uno del Genoa. Il povero argentino se la passò peggio di Catalano : Una ferita all’arcata sopraccigliare di dieci centimetri. Quando le squadre tornarono in campo, il Genoa era in dieci uomini, ma partita non aveva più senso, essendo scontata la sconfitta del Bari a tavolino. Vinse comunque il Genoa che con un gol di Bean e uno di Meroni superò i biancorossi per 2-1 (Galletti l’autore del gol del Bari) – Tornando a Catalano, il suo campionato si chiuse lì. Fu operato al ginocchio, ma senza successo. Solo dopo un secondo intervento cominciò piano piano a riprendersi. Ma non era più lui. Comunque, nel torneo 65-66 tornò a giocare in serie A, nelle file della Sampdoria. Quindici presenza senza un rete. L’anno successivo passò al Mantova, ancora in A : 53 presenze e 5 reti. Poi cominciò l’inesorabile declino, dovuto più ai postumi di quello scontro con Da Pozzo che all’età. Prima il Padova in serie B (14 partite e un gol), infine il Martina in D per altre due stagioni. Appese le scarpe al chiodo, venne nominato allenatore in seconda del Bari, incarico che ricoprì sino alla fine degli anni novanta. – Nell’immagine, dei primi anni sessanta, Biagio Catalano scende in campo al Della Vittoria. Alle sue spalle si riconoscono Bredesen e Cicogna.

Italo Interesse

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