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Niente stipendio da mesi: daccapo in agitazione i dipendenti della Fiera

Niente stipendio a luglio e niente stipendio – con annessa quattordicesima – ad agosto: esplode daccapo la rabbia dei dipendenti della Fiera del Levante riuniti in assemblea ieri mattina, a un paio di settimane di distanza dall’inaugurazione, fissata dal calendario al 13 settembre. E alla presenza dei rappresentanti sindacali di Cgil, Uil e Cisl ieri mattina sono fioccate nuovamente le parole durissime di chi sta pagando le conseguenze di una crisi – oltremodo reale- che si sta scaricando interamente sulle loro spalle, tra promesse di un rilancio che ancora non si vede, nonostante la ‘mannaia’ dei contratti di solidarietà che hanno portato le buste paga a decurtazioni di cifre oscillanti dai 300 ai 400 euro. Ma nel nulla anche i tanti impegni assunti – Comune di Bari in primis…- nelle settimane scorse, quando proprio l’amministrazione comunale prometteva di mettere a disposizione dei dipendenti della Fiera una dozzina di posti all’interno delle aziende municipalizzate, senza parlare di un’altra ventina di posti promessi tra Regione Puglia, nelle sue società partecipate e un’altra azienda privata che vorrebbe far vedere la luce a un cinema multisala. Ma ora, a parte gli impegni a lungo termine per sistemare i lavoratori in esubero, servono i soldi per onorare gli ultimi stipendi. All’orizzonte, stando agli ultimi impegni assunti da politici e amministratori, c’era il versamento di 1,5 milioni di euro da parte degli enti-soci fondatori (Provincia, Comune e Camera di Commercio di Bari) senza contare gli altri capitali che dovevano essere messi a disposizione dalla Regione Puglia in base alle norme, appunto, su rilancio e ricapitalizzazione dell’ente fieristico barese. Ma finora, complice forse il fin troppo lungo periodo di ferie, l’economo della Fiera non ha potuto contabilizzare nulla in entrata. Tanto meno la tanto sospirata prima tranche da oltre 2 milioni di euro che l’Ufficio Ragioneria della Regione avrebbe dovuto versare e invece ha bloccato dopo aver chiesto chiarimenti agli altri enti che, invece di mettere mano al portafogli, temporeggiano. Insomma, nel corso dell’assemblea di ieri mattina tra i dipendenti, sono volate parole grosse contro tutti, compreso un Comune che rimanda l’approvazione del versamento della sua quota-parte a beneficio della Fiera alla prima seduta di Consiglio utile, dopo l’elezione di Decaro, mentre la Provincia di Schittulli solo quattro mesi fa ha effettuato un bonifico ammontante a circa 260mila euro, consentendo di saldare almeno gli ultimi stipendi. Che succederà adesso, in Fiera, visto che da lunedì prossimo i dipendenti inviperiti – dopo l’assemblea di ieri- minacciano di non aprire i cancelli per i preparativi in vista della Campionaria del rilancio, dopo la crisi? Mimmo Magistro, componente del Consiglio Generale, dopo aver rinunciato come anche il presidente della Fiera Ugo Patroni Griffi a rimborsi, gettoni e stipendi, getta acqua sul fuoco. <>. Conclusione? Magistro, come al solito, non si tira indietro. <>. Il problema è che invece di aprirli i cancelli alla ripresa dell’attività per la Campionaria n. 78, da lunedì rischiano di restare sprangati. Bloccando operai, fornitori ed espositori. Con buona pace di tutti quelli che aspettano il presidente del Consiglio di turno ad una inaugurazione di sabato pomeriggio, e non di sabato mattina. Per adesso l’unica, vera novità di questa edizione alle porte….

 

Francesco De Martino

 

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