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Nodo ferroviario, nella parte nord siamo alle solite promesse da campagna elettorale

Nelle ex frazioni a nord di Bari è già iniziata la campagna elettorale non tanto per le elezioni circoscrizionali quanto per le politiche del 2013, che questa volta probabilmente potrebbero svolgersi accorpando ad esse anche una consultazione amministrativa locale, qual è quella per l’elezione del Presidente e del consiglio della Prima circoscrizione che, dopo le dimissioni di Saverio Di Liso, il presidente in carica dal 2009, è decaduto in anticipo rispetto alla scadenza naturale della primavera del 2014. Infatti, come si è appreso dalle cronache locali di ieri, al Comune di Bari ed alla Regione hanno ricominciato a parlare del problema del fascio di binari di Rfi che taglia in due l’abitato di Palese e parte di quello di Santo Spirito. Un problema ben noto da tempo agli amministratori baresi e regionali, che non è soltanto di circolazione interna alle ex frazioni, ma è essenzialmente di sicurezza, visti i diversi incidenti che si sono verificati negli anni, e non di rado  mortali. Sono decenni che il Comune, la Regione e le Ferrovie dello Stato istituiscono tali tecnici per discutere di questo problema ricadente nell’ambito del nodo ferroviario della città di Bari, individuando soluzioni ed effettuando studi di fattibilità, ma sono altrettanti decenni che alla fine non realizzano nulla di concreto rispetto a ciò che propongono e promettono alla popolazione locale, che di tanto in tanto torna a piangere qualche vittima di incidente sui binari nei pressi di uno dei sette passaggi a livello esistenti sulla tratta ferroviaria che attraversa Palese e Santo Spirito, oltre che subire quotidianamente i disagi dovuti alla presenza di quei passaggi a livello, senza che a tutt’oggi, dopo anni che se ne parla, sia stato realizzato neppure un idoneo ed adeguato sistema infrastrutturale che alleggerisca il problema. Di recente il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha definitivamente finanziato, e quindi approvato, il progetto per l’eliminazione dei binari nella parte sud di Bari, vale a dire quelli che attraversano i quartieri Madonnella e Japigia, dove già da tempo esistono adeguate infrastrutture che attenuano notevolmente gli inconvenienti dovuti alla presenza del fiume di ferro della ferrovia. Ed una di queste (il sottopasso pedonale di fronte all’istituto scolastico “Marconi”) è stata addirittura ultimata ed inaugurata agli inizi del 2012. Infatti, proprio il Comune e la Regione pur potendo dare priorità alla soluzione del problema dei binari nelle ex frazioni a nord della città capoluogo, hanno fatto in modo, quando sono venuti a conoscenza dell’insufficienza dei fondi necessari all’intero intervento, che dalla soluzione unitaria del nodo ferroviario di Bari fosse stralciato il progetto della parte sud, che è stato così interamente finanziato, con 391 milioni di Euro disponibili, a discapito della parte nord del nodo che riguardava Palese e Santo Spirito, il cui progetto di interramento è stato così fermato al solo studio di fattibilità. Una fattibilità costata alla Regione circa 300mila Euro e che era stata financo presentata al pubblico nell’Aula “Dalfino” di Palazzo di città alla vigilia delle elezioni politiche del 2006, poiché il progetto di interramento dei binari nella parte nord, secondo lo studio affidato alla società Proger, risultava un’opera realizzabile, per cui furono rese mote anche le modalità di intervento. Però, dagli inizi del 2010, allorquando si seppe della insufficienza di fondi per l’intero nodo ferroviario barese, stranamente Comune, Regione ed Rfi cominciarono a parlare di alcune difficoltà per la parte nord ed in particolar modo di intervento troppo costoso, fino poi ad escluderlo del tutto dal finanziamento. Esclusione che di fatto a facilitato l’iter procedurale per il progetto di eliminazione dei binari nella sola zona sud. Ora, però, chissà perché Comune e Regione si sono ricordati che esiste un problema binari nella parte nord della città ancora irrisolto, benché più  grave ed urgente di quello appena finanziato dal Cipe per la parte sud. Infatti, ha tra l’altro dichiarato  Guglielmo Minervini, assessore regionale ai Trasporti: “Bisogna riaprire la discussione sulla linea tra Bari e santo Spirito”. E, continuando, ha pure chiarito: “ Una riapertura preliminare della discussione sul lato nord avrebbe potuto mettere a rischio anche i 391 milioni di Euro già destinati al progetto a sud”. Come dire, per ora Comune e Regione hanno fatto in modo che fosse assicurata l’eliminazione dei binari a Japigia e Madonnella, per Palese e Santo Spirito se ne può parlare. Ma, secondo i bene informati, se ne può solo parlare, perché almeno fino a quando non saranno ultimati i lavori di eliminazione dei binari a sud difficilmente potrà essere finanziata l’opera di eliminazione dei binari  nord. E ciò, vale a dire, non prima della fine del 2025. Non a caso l’assessore all’urbanistica del Comune, Elio Sannicandro, che insieme al delegato del sindaco per i trasporti, il consigliere Massimo Maiorano (Pd), ha incontrato Minervini  lunedì scorso, ha precisato: “Dobbiamo fornire soluzioni compatibili con la prospettiva dell’alta velocità, ma che non impattino con il tessuto abitativo ed urbanistico dei Comuni (ndr – bontà sua!) attraversati dal fascio di binari.” Per la cronaca va ricordato che già nel 1996 il Comune aveva raggiunto un accordo con Rfi che finanziava la realizzazione di opere alternative ai 7 passaggi a livello a condizione che questi fossero eliminati. Vale a dire murati. A far escludere quel tipo di soluzione e, quindi, a far perdere i finanziamenti statali già disponibili fu proprio l’allora opposizione di centrosinistra locale che contrastò fortemente quegli interventi che avrebbero poi portato anche alla chiusura dei passaggi a livello con i muri e, quindi, alla spaccatura definitiva in due parti dell’abitato di entrambe le ex frazioni a nord di Bari. Una soluzione inaccettabile e consentì al centrosinistra di ottenere un incremento di consensi anche grazie alla prospettata soluzione dell’interramento dei binari. Ora, a distanza di oltre 15 anni, paradossalmente sono stati proprio gli amministratori di centrosinistra a far perdere a Palese e Santo Spirito la possibilità di ottenere l’interramento dei binari e paradossalmente parlano di soluzioni “provvisorie e compatibili” per risolvere il problema. Ed al riguardo,  qualche cittadino locale ha commentato: ” In Italia, come è noto, non esiste nulla di più definitivo delle soluzioni provvisorie! Anche per le soluzioni che ora vorrebbero trovare per i binari di Palese e Santo Spirito potrebbe essere lo stesso.” Ed un altro cittadino ha aggiunto: “Le elezioni politiche, e successivamente le comunali e regionali sono ormai incombenti, per cui i soliti giullari della politica locale hanno cominciato a parlare del problema dei passaggi a livello nel territorio della Prima circoscrizione.” Ed i “giullari” della politica locale negli ultimi 15 anni a Palese e Santo Spirito si sono alternati. Infatti, commentano molti cittadini del posto:”I politici che prima erano al governo di Bari e della Puglia ora sono all’opposizione, mentre quelli che in precedenza erano all’opposizione da oltre 8 anni sono in maggioranza. Ma i problemi dei passaggi a livello, però, sono rimasti gli stessi.” Questi cittadini del posto più espliciti di così non potevano essere. Non hanno fatto i nomi, ma ai palesini e santospiritesi sono ben noti.

                                                                                 

Giuseppe Palella        

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