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Nodo ferroviario, sbeffeggiate da Comune e Regione le ex frazioni a nord di Bari

Dopo la beffa, nel febbraio 2010, per la mancata costituzione del Comune autonomo di Palese e Santo Spirito, ora per gli abitanti della Prima circoscrizione amministrativa di Bari ne arriva un’altra, non meno grave della precedente, ma che è sicuramente la diretta conseguenza della mancanza di autonomia politica ed amministrativa di questa comunità di oltre 30mila abitanti. L’odierna beffa, infatti, riguarderebbe lo stralcio e, quindi, l’archiviazione dai programmi del nodo ferroviario barese della parte progettuale che doveva interessa la tratta ferroviaria a nord del Capoluogo, dove era previsto un interramento di 4,5 Km di binari, che attraversano l’abitato di Palese e Santo Spirito e rappresentano un pericolo permanente per la popolazione locale. Come attestano i numerosi incidenti, a volte anche mortali, verificatisi in prossimità di qualcuno dei sette passaggi a livello esistenti in corrispondenza dell’abitato di Paese e Santo Spirito. Infatti, la notizia che il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), nella seduta di lunedì scorso, ha approvato il progetto preliminare per l’eliminazione dei binari nella zona sud di Bari, vale a dire quella di Japigia, sbloccando definitivamente i 395 milioni di Euro disponibili per il nodo ferroviario di Bari, ha destato indignazione e rabbia in molti cittadini di Palese e Santo Spirito, che ancora una volta si sentono derisi e sbeffeggiati, sia dall’Amministrazione comunale barese che dalla Regione. Nella Prima circoscrizione è convinzione diffusa tra i cittadini che la responsabilità della mancata presa in considerazione, da parte del Cipe, del progetto preliminare che prevedeva l’eliminazione dei binari dall’abitato di Palese e Santo Spirito, sia essenzialmente del Comune di Bari e della Regione, che – dicono molti residenti delle ex frazioni – hanno fatto in modo che il finanziamento disponibile fosse destinato a favore del progetto previsto per la parte sud del nodo ferroviario barese. Possibilità, questa, che si sarebbe concretizzata con lo stralcio dell’intervento nella zona sud dall’unico progetto iniziale sul nodo ferroviario, escludendo così, di fatto, quello della zona nord, che invece sarebbe stato prioritario rispetto all’altro, sia per le innanzi dette criticità, sia perché nella tratta nord transitano giornalmente un maggior numero di convogli. Oltre che il tratto nord è quello interessato dal progetto dell’alta velocità ferroviaria per la Bari-Napoli. L’ esecuzione dello spostamento dei circa 10,2 Km di binari, che attualmente collegano la stazione centrale di Bari a quella di Torre a Mare, è diventato poi l’unica proposta d’intervento fatta pervenire al Cipe. Quindi, il progetto di interramento dei binari a Palese e Santo Spirito – secondo molti – è stato volutamente e preventivamente escluso con l’introduzione di una serie di pretesti e cavilli tecnici, per giustificarne la non realizzabilità. Si è favorito così il solo progetto, poi portato sui tavoli istituzionali, che riguarda la sola tratta ferroviaria a sud, che rispetto a quella nord, come è noto, presenta molto meno rischi per la popolazione, in quanto non vi sono passaggi a livello e, per di più, esistono già da tempo infrastrutture pedonali e viarie, che attutiscono notevolmente i disagi creati dal fiume di ferro che attraversa il quartiere Japigia. Ora, però, tra gli abitanti della Prima circoscrizione il malcontento ed il disappunto verso l’Amministrazione cittadina e regionale è cresciuto a dismisura, per la scelta effettuata dal Comune, in primis, e poi anche dalla Regione, nell’aver favorito prioritariamente la soluzione del nodo ferroviario nella zona sud del Capoluogo, anziché quella più necessaria ed urgente della parte nord, che da anni patisce i disagi, i rischi ed i morti di una scomoda presenza di binari in piena zona abitata. Infatti, nella parte sud l’eliminazione dei binari è praticamente ininfluente ai fini della sicurezza per i residenti, ma servirà essenzialmente a liberare dai vincoli ferroviari aree che sono già in procinto di essere rese edificabili e che sono già state accaparrate dalla cerchia dei soliti noti palazzinari baresi. A Palese, in particolare, cresce l’insofferenza verso l’Amministrazione comunale barese e l’organo di rappresentanza locale, il consiglio circoscrizionale, che in questi ultimi anni non è stato in grado di rappresentare adeguatamente le istanze della popolazione. Molti palesini evidenziano l’incapacità, anche in questa circostanza, dei rappresentanti comunali locali, a far valere le ragioni di un territorio, come quello di Palese e Santo Spirito, martoriato e trascurato dal Comune di Bari. Infatti, in molti tornano ad invocare con forza le ragioni dell’Autonomia comunale ed anche coloro che in precedenza erano contrari, o poco convinti della validità di quella proposta, ora si sono ricreduti.

                          

Giuseppe Palella        

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