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Nomine Aqp nuovo terreno di scontro tra Emiliano e parte della sua maggioranza?

 

L’Aqp, ossia la Società di gestione del servizio idrico e fognario in Puglia, potrebbe diventare nei prossimi giorni il nuovo terreno di scontro e polemiche alla Regione tra il governatore Michele Emiliano ed una parte considerevole della sua stessa maggioranza politica che lo sostiene nell’Aula barese di via Capruzzi, oltre che con le forze di opposizione. E, tra le opposizioni, ad attaccare Emiliano sull’Acquedotto pugliese c’è pure il gruppo dei consiglieri regionali del M5S con cui il governatore verosimilmente instaurerebbe volentieri un’intesa politica locale, al pari di quella da lui  auspicata a livello nazionale ancor di più alla luce dell’esito estremamente deludente per il Pd ed decisamente positivo per i pentastellati nelle politiche dello scorso 4 marzo. Infatti, la recente decadenza del Cda dell’Aqp (determinata dalle dimissioni di due dei suoi tre componenti, quasi sicuramente suggerita dallo stesso Emiliano al fine di estromettere dall’organo di gestione il vice-presidente Nicola Canonico, nominato a luglio scorso e da qualche mese politicamente in rotta di collisione con il governatore) rischia di aprire alla Regione Puglia un fronte di critiche assai velenose nei confronti del governatore, sia da parte degli avversari che di alcuni suoi alleati, qualora nella nomina del nuovo Cda di Aqp figurasse, così come si vocifera da tempo, il nome dell’ex sindaco barese di centrodestra Simeone Di Cagno Abbrescia, ormai politicamente vicino ad Emiliano da gennaio scorso, dopo essere stato – come è noto – per oltre un ventennio uno degli esponenti di spicco del centrodestra barese, oltre che antagonista diretto dell’ex pm antimafia nel 2009, per la poltrona a Primo cittadino di Bari. “L’azzeramento del Cda di Acquedotto Pugliese , uno dei peggiori che abbia mai operato negli ultimi anni,  è una grande opportunità  per la Regione Puglia  da non sprecare  assolutamente” – hanno già fatto sapere con una nota gli otto consiglieri del M5S alla Regione. E, continuando, hanno poi aggiunto: “Emiliano  non può nominare nessuno dei membri del vecchio CdA, né realizzare  quanto abbiamo sentito dalle  parole della moglie di Di Cagno Abbrescia” che in una telefonata confidenziale ad una persona ad essi politicamente vicina ha rivelato con notevole anticipo la nomina del marito al vertice di Aqp. Insomma, per i pentastellati pugliesi, Emiliano “non può  continuare in direzione ostinata e contraria al buon senso come ha fatto finora”. Di qui l’invito dei “5 Stelle” al governatore pugliese “a dare subito un segnale di cambiamento”, rispettando “ la legge regionale n. 24 del 1978,  attualmente vigente, che  prevede la richiesta di un parere preventivo sulla candidatura da parte della commissione consiliare Affari generali (Commissione II)  sulla designazione del Presidente e del Vice Presidente  e una comunicazione al Consiglio  entro 15 giorni dopo la nomina dei membri del CdA di Acquedotto Pugliese, fornendo adeguata motivazione sulle scelte e sulle procedure seguite.”  I “5 Stelle”, inoltre, hanno ricordato che il governatore pugliese, fino ad oggi, ha ignorato il grido di dolore di tanti cittadini rimasti in diverse località ancora senza acqua ai piani più alti dei condomini, o per morosità altrui, o perché non raggiunti dalle condutture idriche, e chiedono ad Emiliano, dopo i numerosi illeciti ed ingiustizie anche sulla gestione del personale dell’Acquedotto, di scrivere una nuova pagina di storia della partecipata,  “dando finalmente concretezza alle parole ‘partecipazione’ e ‘trasparenza’ che tanto facilmente pronuncia nelle trasmissioni televisive”. “I pugliesi – hanno poi concluso i pentastellati – vogliono la ripubblicizzazione di Acquedotto Pugliese e il M5S ha dimostrato che è possibile realizzarla”, perché – proseguono nella fine delle loro considerazioni – “ci sono inoltre numerose emergenze a cui lavorare e un fallimento totale nella gestione del personale a cui porre rimedio. Quindi, per i “grillini”, Emiliano dovrebbe recuperare” in fretta il tempo malamente perso finora” e scegliere “altri campi per le sue battaglie e ambizioni politiche, senza giocare con le vite dei dipendenti o con il fabbisogno di acqua potabile dei pugliesi.” Però, la questione delle nuove nomine nel Cda dell’Acquedotto pugliese sta già suscitando critiche e fibrillazioni da parte di esponenti di peso della stessa coalizione che sostiene il governatore. Infatti, a mettere le mani avanti alla possibile e forse probabile nomina dell’ex sindaco ed ex deputato di Forza Italia, Di Cagno Abbrescia, nel Cda di Aqp non sono solo i pentastellati, ma anche il consigliere Cosimo Borraccino di “Si-Leu” che, a conclusione di una nota, tra le sue tante considerazioni, chiede: “Cosa aspetta il presidente Emiliano ad abbandonare un metodo di governo aperto a ogni trasformismo, incurante delle competenze appropriate al governo degli Enti, tutto dedito a utilizzare le Agenzie e gli Enti regionali come premi politici (o punizioni) per gli amici vecchi e nuovi?” Ed ancora: “Non si accorge che il suo ruolo di predicatore moralista a Roma e di promotore di cattive pratiche a Bari è in declino?”, invitandolo a cambiare passo. Un appello a fermarsi al governatore viene pure da un altro esponente di peso della maggioranza, Ernesto Abbaterusso di “Mdp-Leu”, che lo ha invitato “a fermarsi”, perché “Aqp non può essere terreno per inciuci piccoli o grandi”. Infatti, ha rilevato Abbaterusso: “Simili pratiche non fanno che aumentare la rabbia dei cittadini che poi si tramuta nel voto contro tutto il sistema”. Per cui, ha affermato ancora l’esponente salentino, “la Regione Puglia decida piuttosto cosa deve essere Aqp in futuro per garantire l’acqua come bene pubblico”. E per questo che Abbaterusso ha sottolineato la necessità in Aqp  di “professionalità di altissimo livello, di specialisti del settore, non certo di politici sicuramente importanti, ma che poco o nulla hanno a che fare con l’acqua”, insistendo col governatore “a cambiare strada”, perché “non può continuare a criticare i vertici del suo partito, se poi in Puglia si praticano gli stessi percorsi”. Ma Emiliano terrà conto per i nuovi vertici di Aqp delle richieste e dei suggerimenti provenienti da parti determinanti della sua stessa maggioranza, oltre che dalle opposizioni ed in particolare quella grillina? Probabilmente il governatore avrà già deciso da tempo i nomi da indicare per il nuovo Cda di Aqp, deludendo verosimilmente le aspettative di chi in queste ore lo sta incalzando per cambiare passo. Se così dovesse essere, e quindi Emiliano persistesse nei suoi “desiderata”, la sua politica, a guisa della gestione finora fallimentare di Aqp, continuerà verosimilmente “a fare acqua da tutte le parti”. Vedremo presto come si svilupperanno i fatti.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 15 Marzo 2018

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