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“Non abbiamo problemi di scorte, ma non si possono escludere aumenti imprevedibili”

“Non abbiamo problemi di scorte, tuttavia non si possono escludere aumenti imprevedibili del costo della farina”: lo dice in questa intervista al Quotidiano il Cav. Enzo Divella, presidente del cda del colosso pugliese.

Cavalier Divella in una trasmissione televisiva paventavano che nelle nazioni rivierasche dell’Africa a causa della guerra si determinerà una crisi umanitaria da mancanza di grano e farina, insomma una vera emergenza. Dobbiamo avere paura anche noi in Italia?

“No. Le nazioni alle quali la tv fa riferimento sono quelle che si forniscono esclusivamente dal mercato russo ed anche ucraino. Sicuramente avranno grossi grattacapi e questo potrà determinare contraccolpi migratori. Invece in Italia problemi di approvvigionamento e di scorte della farina non ci sono, tuttavia non possiamo affatto escludere aumenti imprevedibili dei costi. Del resto quando ti viene a mancare il 28 per cento degli ingressi, perchè tanto è la quota russa ed ucraina, il problema esiste”.

Che sta accadendo?

“Che chi ha la materia prima, per logica di mercato, la vende a prezzo più caro. Oggi al mercato francese il grano tenero costa più del doppio e tutto questo avrà ripercussioni su chi produce dolci, pane, biscotti. Il nostro grano, quello che produciamo in Italia non basta e dobbiamo giocoforza ricorrere alla Francia, al Canada, all’ Australia”.

Che cosa dobbiamo rimproverarci?

“Oggi nulla, ma nel passato abbiamo seminato poco e non siamo autosufficienti. Non abbiamo sfruttato appieno la terra anche perchè l’ Europa impediva di seminare. Pagava per non farlo”.

Da imprenditore, la convincono le sanzioni commerciali alla Russia?

“Ad essere sincero, non del tutto. Del resto sono facilmente aggirabili e creano problemi anche a noi. Dal punto di vista commerciale sono una sconfitta per tutti. Se aumenta il prezzo della farina chi ne risente sono principalmente le classi meno abbienti. La situazione attuale potrebbe causare addirittura una inflazione galoppante. Quanto alla guerra russo- ucraina sicuramente occorre salvare vite umane e far cessare il conflitto con la via della diplomazia. Tuttavia Putin non ha tutti i torti quando teme la presenza della Nato alle porte di casa, bisogna mettersi nei suoi panni. Dire questo non è essere comunista o filo putiniano. In questo momento i veri vincitori commerciali sono la Cina e gli Stati Uniti”.

Bruno Volpe

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