Non cambia niente: istituita una commissione sugli immobili da tutelare
Comune di Bari. L'altra sera l'Aula ha deciso di non decidere, lasciando ancora via libera a imprese e costruttori

Non è stato né facile, né tanto meno indolore approvare in Consiglio Comunale a Bari l’altro ieri, lunedì 9 marzo, tra emendamenti, ordini del giorno e maxi-emendamenti dei consiglieri più agguerriti l’elenco degli oltre duecento immobili storici da porre sotto osservazione. In sostanza, alla fine, sono state necessarie quasi dodici ore di discussione con una seduta terminata ‘obtorto collo’ quasi a notte fonda con l’intervento del Sindaco Leccese, per adottare la prima delle due delibere in materia urbanistica, previste all’ordine del giorno dopo il rinvio richiesto il mese scorso dal capogruppo consigliare del Partito Democratico Michelangelo Cavone. Un rinvio che, però, invece di concedere il tempo necessario a meglio approfondire una materia evidentemente scottante in materia urbanistica, non ha potuto evitare l’ostruzionismo prolungato e insistente di gruppi di minoranza che, in aula, hanno presentato oltre duecento emendamenti, uno per ciascuno degli immobili.
Chiedendo come non accadeva più da anni e anni in Consiglio Comunale, per ciascun emendamento la votazione nominale che, tradotto in tempi reali, significava prolungare la seduta all’infinito. Alla fine c’è voluto, come detto, l’intervento del primo cittadino che ha convinto i consiglieri a evitare ostruzionismi e a votare favorevolmente una proposta di delibera riguardante -come detto – l’elenco delle opere di architettura storica della città di Bari che l’amministrazione vorrebbe, appunto, vincolare.
Opere pubbliche e immobili privati, come Palazzo Mincuzzi, il Villaggio del Fanciullo, l’impianto sportivo di proprietà comunale progettato a metà degli anni Ottanta da Renzo Piano, ma anche la casa di cura ‘Santa Maria’, il palazzo Rai e quello di vetro in piazza Moro ristrutturato anni fa, assieme a tantissimi altri più o meno di pregio.
Ma torniamo alla seduta consigliare assai controversa, quella dell’altra sera, andata avanti fino a notte inoltrata tra i soliti rimbrotti, richiami all’ordine e battibecchi tra i consiglieri di maggioranza e opposizione (Bronzini e Carrieri su tutti) che non hanno mancato di mettere in rilievo anche le posizioni con le note scritte inviate al Palazzo della Città da parte dell’Associazione nazionale dei comuni (Anci) e associazioni di categoria sull’argomento dibattuto, sostanzialmente contrarie -detto in poche parole – ad allungare le mani delle istituzioni pubbliche nelle fin troppo aggrovigliate vicende immobiliari private fino all’intervento del Sindaco che, con un emendamento a definizione del dibattito, ha disposto l’istituzione d’una Commissione di esperti per studiare a fondo la materia del contendere.
Una maniera come un’altra per allungare i tempi tra dibattiti e confronti all’infinito per rivedere un Piano Regolatore Generale vecchio di quasi cinquant’anni, lasciando mani libere e campo aperto (…chissà fino a quando) a imprese, costruttori e lottizzatori con l’ultima scusa d’una variante al Piano Regolatore Generale per opere di architettura moderna e contemporanea (ai sensi dell’art. 12 ex Legge Regionale 14/2008).
Francesco De Martino
Pubblicato il 11 Marzo 2026



