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Non c’è pace per commercianti e residenti di Japigia, ma la ciclabile resiste

Le associazioni di ciclisti urbani difendono 'a ruota tratta' le scelte dell'amministrazione civica

Se ne doveva parlare perfino in aula consigliare, della pista ciclabile di Viale Japigia ancora al centro di proteste e petizioni imbastite da residenti e commercianti. Ma dalle rimostranze nei confronti di un’amministrazione civica che ha fatto delle piste riservate alle due-ruote il suo fiore all’occhiello, sembrano aver preso le distanze i diretti interessati, e cioè i ciclisti. <<Come cittadini baresi e poi come ciclisti urbani, siamo allibiti dalla presa di posizione di alcuni consiglieri comunali che cavalcano una petizione contro la pista ciclabile di viale Japigia, con l’unico scopo di ripristinare la configurazione stradale precedente, dove la doppia fila la faceva da padrona, una violazione perpetua del codice della strada>>. Eggià, per Cub/Ciclisti Urbani Baresi, Bicicletta a Bari, FridaysForFuture; Fiab, Ruotalibera, Motivation Bike, Mountain Bike Club e l’associazione Salvaiciclisti di Bar, non è affatto vero che quella petizione rappresenti tutti i cittadini di viale Japigia e i baresi, basti notare il lancio di un sondaggio flash fatto nelle settimane scorse dove il 95% di chi si è espresso ha votato a favore di una ciclabile sul viale che dal quartiere Japigia sfocia più velocemente in pieno centro-città. I ciclisti locali fanno sentire la propria voce per ricordare che proprio in quelle città metropolitane dove hanno aumentato la presenza di infrastrutture ciclabili, si sono decuplicati i cittadini che abbandonano l’utilizzo delle auto a favore della bicicletta. Insomma, fenomeno in forte crescita, non solo per la salvaguardia dell’ambiente, ma anche a favore di una viabilità meno caotica e senza la presenza di inquinanti che colpiscono in primo luogo i bambini. Certo, la nostra Città fa storia a sé, specie se si tratta del rapporto quasi atroce tra automobile e automobilista, ma chi difende le piste ciclabili richiama addirittura l’esempio di Parigi (…non era, appunto, la ‘piccola Bari’, ma senza il mare?, metropoli dove i ciclisti che utilizzano le ciclabili sono raddoppiati fra il 2022 e il 2023 (A Paris, la fréquentation des pistes cyclables a doublé en un an) Una città come Bari, con un clima mite e una conformazione pianeggiante – annotano ancora le suddette associazioni ambientaliste – è città ideale per una forte crescita della mobilità sostenibile. Conclusione? <<La città è di tutti e dunque tutte le esigenze negli spostamenti, casa/lavoro, casa/shopping, casa/scuola ed anche quelle dei tanti ‘rider’ che ci consegnano ciò che più ci piace a domicilio, devono essere rispettate>> Per concludere, giusto per rimanere nell’ambito dell’azzardato paragone Parigi/Bari sulla mobilità urbana, scrive Veronica Gennari su un sito ‘BottomUp’ a proposito del ‘Piano-Velo’ nella capitale d’Oltralpe: <<Critiche sono venute anche da parte delle associazioni di commercianti che hanno mostrato reticenze verso l’aumento dello spostamento in bicicletta, che rende più difficile il trasporto delle merci e quindi potrebbe disincentivare l’acquisto. Dall’altra parte, anche gli acquirenti hanno mostrato dubbi a riguardo: l’utilizzo della bici non è infatti sempre adatto o comodo nel caso in cui si debbano spostare beni pesanti. Le critiche non mancano neppure da parte delle stesse associazioni di ciclisti, che denunciano spesso la mancata sicurezza delle piste, la comunicazione disordinata e i ritardi>>. Intanto l’ultima ciclabile di Bari/Japigia, resiste…a ‘ruota tratta’!

Francesco De Martino


Pubblicato il 24 Novembre 2023

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